Cazzeggi letterari

"Chi scrive libri", ammonisce Karl Kraus, "lo fa soltanto perché non trova la forza di non farlo."

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venerdì, maggio 16, 2008

ANCH'IO HO INCONTRATO LAWRENCE D'ARABIA

CIMG2298.

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(Lucio Angelini incontra Lawrence d'Arabia tra le dune della spiaggia degli Alberoni, Lido di Venezia)

«Il cavaliere è vestito di bianco e nessuno può vederlo in volto. Ha il potere di distruggere ciò che tocca e il dono di essere ovunque. Nessuno sa dove si nasconda, appare e scompare, il deserto è la sua casa, le rocce il suo cibo. [???, n.d.r.] È come l'aria, è il vento che soffia. Un giorno attraversa il Grande Nefudh, il giorno dopo si bagna nel Mar Morto. Il suo nome vola da un'oasi all'altra. I pellegrini in viaggio verso la Mecca lo avvistano nelle tempeste di sabbia e lo chiamano Iblis, il Diavolo. Tutti lo temono. Anche tu.» (Wu Ming 4, "La stella del mattino", Einaudi-New Italian Epic).
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Non è il lupo Fenrir, stavolta, ma Lawrence d'Arabia. Per quanto mi riguarda, l'ho avvistato ieri tra le dune della spiaggia degli Alberoni, qui al Lido di Venezia.  
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CIMG2294.
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Da quando mi sono dimesso da Vibrisselibri, infatti, ho mooooooolto più tempo per vagabondare in libertà:- )
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La citazione del giorno:

«Ricetta per la confezione di un romanzo neo-epico: si prenda un grosso fatto storico (qualche rivoluzione da qualche parte, qualche battaglia coloniale tipo Adua o El Alamein), oppure un qualche fatto di cronaca che abbia colpito l’immaginazione popolare: Cogne, Vermicino…) oppure un grosso personaggio storico (Hitler, Lawrence d’Arabia e simili), si cerchino un po’ di materiali in rete o in qualche archivio, si centrifughi il tutto con stile neo-pomposo e si avrà bell’e pronto un romanzo neo-epico, che ovviamente lascerà del tutto intatta la cruda realtà del presente.»

Postato Lunedì, 5 Maggio 2008 alle 9:38 am da Gargantua QUI  

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[Foto di A. Bianchi]
postato da: Lioa alle ore 07:52 | link | commenti (10)
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giovedì, maggio 15, 2008

NICOTRAIN RACCONTA LA REGISTRAZIONE DE "L'ORGANIGRAMMA"

Narrativa_andrea_comotti 

(L'audiolibro tratto dalla trilogia di Andrea Comotti )

[ http://www.goodmood.it/libri-in-auto/catalog/show/75 ]

Scrive Giulio Mozzi su Vibrissebollettino:

"Due mesi di lavoro in studio di registrazione ci son voluti per trasformare in voci suoni e musiche il romanzo L'Organigramma di Andrea Comotti. Ecco il racconto dell'avventura, scritto di proprio pugno da Nino Rota detto Nicotrain, protagonista del romanzo. Altri articoli su questo libro "

[ http://www.vibrissebollettino.net/archives/2008/05/la_registrazion.html  ]

Nel testo di Nicotrain, gli elogi al sottoscritto, di cui lo ringrazio sentitamente:

«... No, lo mettiamo in buone ottime mani... c’è il nostro decone... il gran capo del comitato lettura (1) di vibrisselibri, Lucio Angelini... ch’è un angelo davvero... la trova lui la parolina dolce che gliela indora e platina la pillola a quello là ... Lucio lui ce l’ha la lingua a tono, non ce l’ha mai tagliente, neanche quando dovrebbe... e poi Lucio è del mestiere... l’unico di noi che c’ha l’esperienza dell’editing... anche quello brutale... quello della reductio ad unum di quello che è a dir poco dieci... Lucio farà la sceneggiatura, Lucio porterà alla luce il nuovo Organigramma libro-in-autato... sarà Lucio Caronte il traghettatore all’incontrario... Sì come il treno azzurro del Paoloconte... speriamo di trovarcelo noi un prete che lo benedica a quello là... [...] Sentite sentite... sono parole sue una volta finita la buriana del bonsaimento... ovverossia "la disumana fatica di adattare i tre volumi del romanzo fiume di Andrea Comotti ad audiodramma rigagnolo, trasformando un'opera di circa 1.600.000 caratteri in un copione di appena 300.000, al grido di Tajjja ch'è rrrosso! Niente bisturi di precisione, quindi, ma un rude coltellaccio da angurie... Si tenga presente che, ad ogni affondamento della lama, il cuore dell'autore - con cui procedevo a stretto contatto -, sanguinava copiosamente". Essì, il caro allettato autore aveva voglia a far finta che a lui di quella roba lì non gliene poteva fregà de meno... a ogni mio quotidiano resoconto dell’iter dei lavori della sartoria lucioangeliniana gli prendeva ‘n attacco di... sindrome di dimidiamento... manco fosse passato lui anima e corpo sotto le lame di Luciedward mani-di-forbice... »  

IL RESTO QUI:

http://www.vibrissebollettino.net/archives/immagini/la_registrazione.pdf

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(1) Fino all'11 giugno 2008, giorno in cui darò ufficialmente le dimissioni da Vibrisselibri e probabilmente chiuderò anche questo blog.

postato da: Lioa alle ore 07:09 | link | commenti (10)
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martedì, maggio 13, 2008

PAMELA DELL'AMBA ALAGI VERSUS CARLO LUCARELLI

Dicevo ieri che mossi i primi passi in rete nel niusgruppo it.cultura.libri, mia prima palestra di cazzeggio e confronto letterario. Tra i frequentatori di icl, uno dei più caustici nei miei confronti (e nei confronti della comunità in generale) era, appunto, il già citato P. Bianchi. Dopo essermi a lungo scervellato su quella P con il punto, alla fine un po' per scherzo, un po' per evidenziare la componente primadonnesca del tizio decisi che la P. dovesse stare per "Pamela" . Di lì a costruirci sopra un abbozzo di personaggio il passo fu breve. Uno dei miei primi post su di lui, infatti, recitava:

«AMBA ALAGI: monte (3439 m) dell'Etiopia settentrionale, nella regione del Tigrè; si innalza sull'orlo dell'acrocoro che sovrasta la fossa dancala, a breve distanza dal passo omonimo o passo Toselli (3020 m). Domina le comunicazioni tra il Tigrè e l'Uolló. Il 7 dicembre 1895, durante la guerra italo-abissina, presso il passo Alagi, un presidio italiano comandato dal maggiore P. Toselli dopo disperata resistenza fu sopraffatto dalle preponderanti forze di ras Maconnen. Quest'ultimo fece prigioniera, portò con sé (e si affrettò a restituire alla madrepatria) la soubrette italiana Pamela Bianchi, che era stata inviata nella zona per espresso desiderio di Francesco Crispi e con il preciso compito di tenere alto il morale delle truppe.»

Ovviamente era già sorta la leggenda webbica che fossi un troll o un lamer o un flamer o comunque un grosso rompicoglioni della rete, malgrado la mia conclamata serietà. Mi inserivo nelle conversazioni altrui con osservazioni del tipo:

«Abbi pazienza con Pamela. La nostalgia per i suoi gloriosi can can sull'Amba Alagi in età coloniale a volte le obnubila la mente.»

o anche:

«Ebbene sì, lo confesso: Dora Squarcialenzuola è fondamentalmente ispirato alla figura di pbianchi e ai suoi giovanili trascorsi sull'Amba Alagi, quando, sotto il nome d'arte di *PAMELA*, blandiva gli ascari... »

o anche:

«Scioccherello, non vuoi proprio appoggiare il tuo capino stanco sul seno ormai vizzo di Pamela, un tempo gagliardo rifugio di aspidi?»

Se qualcuno proponeva - chessò io? - il gioco di indicare i tre migliori "libri d'amore" non esitavo a rispondere: 

1) "Pamela Bianchi sull'Amba Alagi"
2) "Pamela Bianchi sulle Tette del Mondo"
3) "Pamela Bianchi transennata nell'Oltrepò"

Un giorno un certo Filippo chiese:

«Ma che diavolo è successo ad Amba Alagi?»

E P. Bianchi:

«È un simpatico tormentone di Angelini per dire che sono una vecchia troia. All'Amba Alagi c'è stata una battaglia delle guerre coloniali, dove i nostri tanto per cambiare si sono coperti di merda anziché di gloria, e le battone mandate in Africa al seguito delle truppe coloniali erano i più peggio avanzi di bagascia che qui non le voleva più nessuno. Non è carino? :-)

 
L'8 gennaio 2001 P.Bianchi postò la seguente recensione de "L'isola dell'angelo caduto" di Carlo Lucarelli:
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«Chi è l'angelo caduto? lucifero, il diavolo. Che isola è? una piccola, con dentro un carcere, èra fascista, tipo il confino su Ponza. Cosa c'entra? a un certo punto ci sono dei riti satanici sull'isola. È quello il clou della storia? ma no, e poi un clou vale l'altro. Ci ho messo un mese ma l'ho finito, volontà alfieriana. 219 pagine, 7900 lire, edito nel 99 da einaudi e ripreso nel 2000 da Mondadori che l'ha messo subito nei "Miti", a me sembra un po' prematuro, ma se lo dicono loro...

Trama: commissario perbene arresta squadristi per omicidio e viene l'indomani trasferito su isoletta sperdutissima. Moglie piomba in depressione, poliziotto simpatizza con medicolegale ebreo confinato (implausibile, ebrei ante 38 simpatizzavano regime). Iniziano i morti, 1) miliziano gigolò 2) spia  3) telegrafista Regie Poste. Spiegazione interinale: si danno riti satanici da parte di inglesi eccentrici (1 scopata + 2 morti accidentali). Spiegazione finale: perché bisogna sapere che questo capomanipolo della Milizia che comandava la colonia penale, nato e cresciuto nei boschi dell'appennino toscoemiliano, forse pistoiese, vera ed assoluta bestia bovina, fisico taurino, capa feroce, ex ardito assassino, squadrista omicida, animale rivestito, analfabeta sudoroso e puzzolente (ecc.), questo personaggio non aveva mai visto il mare. E quando lo trasferiscono sull'isola vede il mare e si "perde" dentro questa immensità e capisce che il mare è per lui e lui è per il mare  e sta così bene ma così bene che quando arriva il telegramma  "colonia chiude, tutti in continente" fa mandare un telegramma di risposta "traghetto affondato, tutti morti" e da due anni vive pirandellianamente essendo creduto morto e ammazzando bestialmente tutti quelli che potrebbero tornare indietro e potrebbero parlare, come per es. il federale e la di lui porca signora (altri due morti, e fanno sette).  

Perplessi? Anch'io. Dopo l'asserito naufragio chi paga gli stipendi? Chi paga la luce? chi paga la sussistenza? possibile no inchiesta, possibile venuto nessuno a mettere il lucchetto a casa circondariale? Pensioni, assicurazioni, il bollo del traghetto... ? No telefono? Vabbe', sono artisti, sospendiamo l'incredulità.

La bestia sta per far fuori anche il commissario con un falso telegramma che lo richiama in terraferma ma solo per sgozzarlo comodamente sulla lancia di trasbordo, ma il comm. di notte fa una triplice autopsia estemporanea a mani nude con l'anatomopatologo israelita, mangia la foglia, e non voglio rivelarvi il finale per non privarvi, come suol dirsi,  del piacere della lettura.

Ora voi direte che la storia è 'nu pocoriello sgangherata e quindi sarà stata trattata con la dovuta leggerezza guascona e irriverente.

Macchè! Questo è il bello.

Il tono è lirico e ispirato, l'aggettivazione abbondante, il trucchetto cinematografico di prenderla alla lontana, fare inquadrature estetizzanti ed elaborate e dopo un'ora di violini ecc. consistere infine sui piedi del cadavere di turno, perseguita  con convinzione. Al punto che quando attacca con quel tipo di descrizioni, uno si gratta e chiede, miii chi sarà morto adesso?

"Un luogo fuori dal tempo, un enigma senza soluzione" dice uno strillino in copertina, facendo il verso ai mitici "prossimamente" del cinema dell'oratorio. Il nostro retroterra è questo, cinema da oratorio, gli americani avevano l'hard boiled, noi abbiamo la stracotted, del resto già il caposcuola Scerbanenco  (niente da dire) per campare scriveva roba strappalacrime sui rotocalchi femminili, e l'imprinting si paga.

il bello scrivere, che brutto limite. ciao P. Bianchi »

Gli rispose - oh prodigi della rete! - Carlo Lucarelli in persona, anzi in elettroni. A quei tempi, infatti, non disdegnava di affacciarsi di quando in quando in icl nemmeno lui:

«Caro Bianchi, accetto le tue critiche, ma sei sicuro che sia il caso di raccontare minuziosamente la trama di un libro, che per di più pretende di essere un giallo? CL»

Mi misi di mezzo io:

«Non prendertela, Carlo. Pamela è sempre stata un po' birichina. È una vecchia soubrette con nostalgie coloniali (Amba Alagi) e mussoliniane (pare che il Duce stesso l'abbia utlizzata per un paio di pecorine). Con me ha addirittura tentato la radiazione dal Newsgroup scrivendo ad abuse@iol.it, ma poi abbiamo fatto pace e mi ha inviato una foto con dedica, in cambio di un semplice mazzo di rose. Mandagliene un mazzo anche tu.»

P. Bianchi a Lucarelli:

«To yeah! Siamo in guerra. Volete colpirci allo stomaco con le vostre autopsie al coltellaccio? con le vostre letali sodomie infantili? Coi cazzi mozzi piscianti sangue alla Houellebecq? E noi risponderemo con le nostre recensioni cannibali! con l'iperrealismo critico! con l'autopsia della vs. prosa dannunziana! Ve magnamo! Crick crock (cazzo lo ioide)! Sangue, carne, sputter, splatter, plotter! Non è educato ma oggi funziona così. E non abbiamo cominciato noi. Evidentemente svelare la trama di un testo, la cui tipologia ha nella sorpresa uno dei punti di forza, equivale a un giudizio di valore sulla medesima. Dell' Autore me ne frego - è una entità metafisica, un logo in cima alla copertina. I miei giudizi sono i suoi rischi di intrapresa. Non esiste che si materializza, tossicchia, e mi fa: ehi tu, lettore, sentiammè.»

E più giù:

«Con l'urbanissimo utente Lucarelli non ho difficoltà ad ammettere che lo spoiler, nella libera comunità telematica, è una convenzione di cortesia verso il prossimo, e infrangerla può risultare irritante. Magari non ci fa caso nessuno, magari si incazzano - vai a prevedere. Ma se dò un giudizio mi sento di doverlo motivare e per motivarlo può essere necessario entrare nei dettagli. I recensori dei giornali hanno altri vincoli e  interessi che gli fanno premio, io no. Omettere lo spoiler è una forma di arroganza? Eh! questo è il *mio* rischio di intrapresa. Ciao!»

Io:

> Non esiste che si materializza, tossicchia, e mi fa: ehi tu, lettore, sentiammè.

«Oddio, Pamela ha di nuovo le sue cose... pardon, il ricordo delle sue cose.»

Lucarelli a P. Bianchi:

«Appunto... fregatene pure dell'autore, che quando entra in un nsg è uno come gli altri e non si permette di farti "ehi sentiammè" come dici... ma non fregartene del lettore. Lo spoiler è una cortesia soprattutto verso di lui. Mi piacerebbe conoscere il parere di altri su questo punto... »

Io:

«Devo tranquillizzarti, Carlo. A me non sarebbe mai venuto in mente di leggere il tuo libro perché odio i gialli e la loro noiosissima struttura (un delitto inizialmente inspiegabile che va facendosi sempre meno tale) ma dopo la divertentissima recensione di Bianchi (a cui voglio virtualmente bene, malgrado tutto) forse un'occhiata la darò.»

P. Bianchi a Lucarelli:

«Per il lettore normale un libro è una macchina narrativa, l'autore è un marchio... Lo spoiler, per analogia con lo spoiler aerodinamico, è un artificio grafico (scritta "spoiler", righe di a capo, ROT13 ecc.) che interrompe il flusso della lettura e ostacola la visione del pezzo che segue, pezzo dove si rivelano aspetti critici della trama. Lo SPOILER è una buona cosa in quanto (caso raro di un termine che significa il suo opposto) IMPEDISCE DI ROVINARE la sorpresa. Io vengo accusato di NON averlo messo, rivelando il dettaglio cruciale della trama. Nel mio messaggio non c'era alcun artificio grafico, dunque, lo spoiler NON c'era. C'era, sì, quella clausola, citata dalla Zani, che "non rivelavo il finale per rispetto, come suol dirsi, del lettore". Non era proprio una balla, nel senso che da lì in poi nel libro si davano positivamente altri morti; ma erano morti senza mistero, e la mia clausola era solo un pegno pagato all'ipocrisia con ostentata riluttanza. Si capiva che volevo proprio discutere la "trovata" del libro.

La trovata del libro,

[SPOILER: salta il paragrafo se non la vuoi leggere,]

non era che il capomanipolo bestia fosse un pluriomicida. La trovata era che la bestia fosse in realtà a modo suo un cripto poeta, uno che aveva architettato la propria sparizione dal mondo, e relativa soppressione dei testimoni, per non abbandonare la "sua" isola. Trovata che io IMHO reputo debole sia per motivi di bassa plausibilità organizzativa, sia perché non adeguatamente preparata  sul piano della maturazione psicologica del personaggio.

[Fine Spoiler.]

Lo spoiler, come testimonia la S. Seveso, e forse ora potrai confermare tu stesso, non ha mai veramente impedito e temo neanche scoraggiato nessuno dal proseguire la lettura, ed è ormai una pura convenzione cerimoniale. Come tutte le convenzioni cerimoniali, vestirsi bene, dare del lei, cedere il passo, concedere qualcosa all'interlocutore ecc., è un semplice lubrificante sociale, un'attestazione di rispetto che l'individuo offre al prossimo, per calcolo o per innata gentilezza non stiamo a dire. Io ho calcolato che qui la mia, diciamo schiettezza, sarebbe stata mediamente accettata dalla platea con cui prevedevo di relazionarmi. È vero che non si può mai sapere (gg. fa mi hanno perfino rimproverato la mancata spoileratura di Baudolino, che non è un giallo e un finale propriamente non ce l'ha), ma mai più  prevedevo la materializzazione dell'autore. Il quale non volendo per le convenzioni di cui sopra dirmi in faccia "brutto stronzo che cazzo fai", ha preso le parti del cliente medio e ha rimarcato la mancanza dello spoiler. Certamente non parlava per sé, visto che almeno lui la trama la deve conoscere. Diciamo che parlava come l'ingegnere che rimprovera il collaudatore, perché gli brutalizza il prototipo (se non lo brutalizzi non saprai mai quanto vale). Allora io dico che il libro, se voleva essere un giallo incentrato sul whodunnit, insisteva troppo con la prosa ricamata, facendo pensare che la trama fosse ritenuta una cornice per parlare d'altro, e quindi un elemento sacrificabile. Così ho opinato, così ho fatto.»  

[IL DIBATTITO TRA P. BIANCHI E CARLO LUCARELLI È QUI: 
 

(Immagine da www.forzanuovapicena.org/.../2312004202531.jpg )

postato da: Lioa alle ore 22:56 | link | commenti (4)
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UN GIORNO SULL'ALTOPIANO

(Lucio Angelini sull'altopiano di Asiago, alle falde del Monte Fior).

cittadiroccia

Domenica scorsa la sezione veneziana di Trekking Italia , per la serie "Itinerari letterari", aveva in programma un'escursione  sull'Altopiano dei Sette Comuni.

«Si ripercorrono alcuni luoghi citati in "Un anno sull'Altopiano" di Emilio Lussu: dalla Val Miela ai pascoli di Malga Slapeur e alla cima di Monte Castelgomberto (m. 1771), segnato da numerose testimonianze della Prima Guerra Mondiale. Successiva salita al Monte Fior (m. 1824), quindi ritorno attraverso la suggestiva "città di roccia".»

Mentre escursionavo, mi è tornato in mente un vecchio post del mitico P. Bianchi intitolato, appunto, "Lussu, un anno sull'altopiano". Apparve in it.cultura.libri, mia prima palestra di cazzeggio & confronto letterario in rete, l' 8 gennaio 2001. Grazie a Google Groups l'ho recuperato facilmente.

Di P. Bianchi (che a quei tempi, prefigurando Carlo Lucarelli, chiamavo Pamela dell'Amba Alagi) forse parlerò anche domani, ma intanto eccovi il suo post lussiano:  

«Grande libro, che storie, che uomini. 200 pagine in un'ora e mezza, neve e cognac. Emilio Lussu, sardo, liberlasocialista, universitario, interventista, volontario a 24 anni, quattro anni di fanteria nella brigata Sassari, sempre in prima linea, sul Carso, sull'altipiano d'Asiago, sulla Bainsizza. Combattente, reduce, fondatore del PSd'A, deputato, aventiniano, antifascista, confinato, evaso, esule, Giellista, resistente, senatore, scrittore, morto 25 anni fa.  Giù il cappello. E non lo voleva scrivere, l'ha scritto nel 36 per passare il tempo in sanatorio, praticamente obbligato da Salvemini. "il lettore non troverà in questo libro né il romanzo né la storia... non alla fantasia ho fatto appello, ma alla memoria. Io mi sono spogliato anche della mia esperienza successiva e ho rievocato la guerra... con le idee e i sentimenti di allora".

Si sorride e si freme, si ha paura e ci si indigna, generali imbecilli e capitani eroici. Oggi vivi, domani morti. Il tenente colonnello ubriacone che fa l'analisi all'altipiano, "indicava le posizioni con la bottiglia. Frequentemente avvicinava la bottiglia al  bicchierino, come volesse riempirla, ma ogni volta arrestava a tempo la bottiglia, e il bicchierino restava sempre vuoto. - Sul monte Fior, posizione chiave, per non perderlo i comandi hanno ammassato una ventina di battaglioni, mentre qui, che è la porta, tutti compresi siamo quattro gatti. L'idea è sbagliata di sana pianta. Ma è scritto nei testi che chi tiene la vetta impedisce al nemico di passare per la vallata sottostante. E dunque, tutti in cima. Senza un cannone. Ma dalla cima a qua, che è lo sbocco della valle verso la pianura, ci sono 4 o 5 km in linea d'aria. Se gli austriaci forzano lo sbocco, "la porta", vi possono infilare tutta un'armata, senza avere un ferito, mentre "la chiave" resta  appesa al muro. Lei non beve, eh? lei non beve!".  

Nell'ottobre del 1917 i tedeschi sfonderanno a Caporetto dilagando per i fondovalli. Ma intanto: "A me pare che se abbiamo venti battaglioni, gli austriaci di qui non possono passare". "E come lo impediscono i nostri venti battaglioni da lassù? Non hanno un solo cannone e non potranno averlo perché mancano le carrozzabili. Con le mitragliatrici e i fucili? Armi inutili a quella distanza. E allora? E allora niente, perché se noi siamo degli imbecilli, non è detto che di fronte a noi vi siano comandi più intelligenti. L'arte della guerra è la stessa per tutti. Vedrà che gli austriaci attaccheranno monte Fior con 40 battaglioni, e inutilmente. E siamo pari. Questa è l'arte militare".

Monte Fior attaccato dagli austriaci. Monte Fior difeso. Monte Fior evacuato per paura. Il generale comandante rimosso per viltà. Il nuovo generale Leone. Il generale Leone che si sporge dalla trincea. Il generale Leone incolume. Soldato sapresti imitare il tuo generale. Il soldato sparato in gola. E lei tenente non è mai stato ferito. Strano, molto strano. Sarebbe ella un timido? Il generale Leone che cade dal mulo e strapiomba. Il soldato che lo salva. Il soldato picchiato a sangue dai commilitoni. Le corazze Farina, 14 corazze, 14 morti. I reticolati, le pinze  che non tagliano. Il tenente richiesto di offrirsi volontario che dice signornò. Il tenente ordinato di uscire che dice signorsì. Il tenente che si slaccia dal cinturone un pugnale viennese dal corno di cervo, trofeo di guerra e dice tienilo per mio ricordo. Il tenente pallido che estrae la pistola, scavalca  la trincea, avanza 50 metri. Il tenente che viene ammazzato. La feritoria 14. Il cecchino della feritoria 14. Il cecchino che colpisce una moneta attraverso la feritoia 14. Il capitano di cavalleria che guarda dalla feritoria. Il capitano che viene ammazzato. Il generale Leone che guarda dalla feritoria. Il cecchino che non spara. Il generale Leone promosso. Il nuovo generale teorico della scuola di guerra che non dà ordini ma tiene lezioni e chiede definizioni. I nostri cannoni che sparano sulle nostre truppe. Le truppe che scappano dal rifugio. Il maggiore che ordina le decimazioni. Il plotone che spara alto. Il maggiore che allora estrae la pistola e ne ammazza due. Il plotone che ammazza il maggiore. I pazzi, gli impazziti, gli ubriachi. I migliori che se ne vanno. Un anno sull'altipiano, un anno di cognac, fango, cognac, neve, follie, cognac, mine, cognac, contromine, cognac. Vita, morte, alcol per non pensare, un libro per ricordare.

Lo fanno leggere a scuola, che errore, che errore, a scuola è troppo presto. Ciao P. Bianchi»

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[Foto di A. Bianchi]

[ALTRE FOTO QUI: http://www.magicoveneto.it/Altipian/MFior/Foto01.htm ]

 

postato da: Lioa alle ore 06:16 | link | commenti (1)
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lunedì, maggio 12, 2008

LIBRI AL SOLE

Divertente la lettera aperta apparsa su it.cultura.libri il 10 maggio scorso:

«ALL'ATTENZIONE DELLA SIGNORA F. MURSIA

Comprato nuovo libro della Mursia Editore. Pagato 14 euro, che non sono pochi per un brossurato di 180 pagine. Lasciato per errore sul cruscotto dell'auto al sole, tempo un'ora, ok, magari le ore erano due. Ripreso in mano, aperto, esploso: le signole pagine si sono scollate per il rammollimento della colla del dorso, evidentemente a base di Pongo.

Signora Mursia, sappia che ho ancora libri di suo papà degli anni '60, erano cuciti, erano cuciti bene, sono ancora sani e interi. Questo qua nuovo e caro, che lo volevo anche prestare, dopo due gg. è da buttare. Meno risparmi pidocchiosi e più fiducia nella vita attesa del prodotto, grazie.

A. Vincenzoni»

Ho commentato:

«Tesoro, pensa se avevi lasciato lì al sole sul cruscotto un panetto di
burro.»

E lui:

«Col burro me lo aspetto. Con un libro non me lo aspetto. Un libro lasciato al sole mi aspetto che sbiadisca o ingiallisca o prenda fuoco, ma non che COLI. Uno schifo, l'industria editoriale lavora tecnicamente col culo. Tu che sei nel giro, faglielo sapere, che l'utenza è incazzata. È ora di finirla con sta storia del libro come "easy money".

Io:

«Sorry, fuorissimo dal giro. Inoltre, a quel che ne so: editoria = very very very HARD money:-/  Solo che viviamo nell'era dell'usa e getta. Produrre sempre di più, consumare sempre di più (ma soprattutto: sempre più in fretta.)»

LADRO D'ANIME:

> Solo che viviamo nell'era dell'usa e getta. Produrre sempre di più, consumare sempre di più (ma soprattutto: sempre più in fretta.)

E gli autori sono adeguati al supporto: penso ai vari faletti, moccia, licia
troisi, melissa panarello ecc...

--

[Avrei voluto precisare: «Eh, no, adesso abbiamo i neo-epici!!!», ma stavolta sono riuscito a trattenermi:- )]

--

[Immagine da http://www.worldofstock.com/slides/PRE1643.jpg ]

postato da: Lioa alle ore 06:35 | link | commenti (2)
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sabato, maggio 10, 2008

MERAVIGLIOSA INIZIATIVA DELL'EDITORE ALBERTO PERUFFO

 

Da "IL GAZZETTINO" di mercoledì 7 maggio:

«Una quindicina di cime bellunesi, 28 nel Veneto, un'ottantina in Italia, 113 nel mondo. Immaginatele tutte fumanti come vulcani, di una scia di colore rosso come le tonache dei monaci. Questo è lo scenario cui assisteremo, tempo permettendo, domenica prossima [11 MAGGIO] dai fondovalle e dalla pianura, che ci ricorderà come in Tibet si violino i diritti umani. Alle 13 saranno lanciati nel cielo fumogeni, simili a quelli che si usano negli stadi per fini meno nobili. È la peggiore pubblicità che la Cina, ormai sempre più vicina alle Olimpiadi, possa avere nel mondo intero. A organizzare la singolare, pacifica protesta (The sad smoky mountains & skyscrapers), che coinvolge decine di alpinisti, è il vicentino Alberto Peruffo, 40 anni, di Montecchio Maggiore, egli stesso alpinista con esperienze extraeuropee, ideatore di Antersass, casa editrice e agenzia di ricerca culturale, titolare nel suo paese della libreria "La casa di Giovanni", ma più conosciuto per le sue performance culturali nel far lavorare insieme tanti artisti in un'unica opera e la sua vocazione a mettere in rete le persone. L'anno scorso era riuscito a portare nel centro di Vicenza centinaia di persone come morti che scendevano dagli altipiani della guerra per entrare in un grande cimitero. Pare che sia riuscito a risvegliare le coscienze sul tema della pace in una sorta di tam tam iniziato poco più di un mese fa, quando la questione tibetana, all'indomani della repressione cinese a Lhasa, è tornata al centro dell'agenda politica mondiale per i possibili risvolti sui Giochi che saranno ospitati a Pechino. Fra le cime di porpora ci sono la Marmolada, regina delle Dolomiti, la Civetta e la Torre Trieste, l'Antelao, la Schiara, il Nuvolau, l'Averau e il Pore, il Faloria, conosciuto da tanti sciatori, Punta Santner, Cima d'Asta, il Coglians, ma anche tante cime minori, ma non per questo meno conosciute, delle Prealpi venete: il Pasubio e l'Ortigara, Cima Carega, Cima Marana, il Sengio Alto, il Baffelan e Cima Spitz, il Corno d'Aquilio e Punta Telegrafo (Baldo), il Pavione, Cima Larici, Cima Dodici, il Monte Zevola e il Monte Tomatico, il Mont Alt de Framont, Cima Lavaraste, Col de Moi, lo stesso altipiano di Asiago. E poi naturalmente fumogeni si leveranno dalle altre cime più importanti delle Alpi (Peruffo salirà sul Cervino) e degli Appennini. L'iniziativa sarà adottata anche Olanda e in Norvegia, in Spagna, e poi in America, Messico e Venezuela.» (Flavio Olivo)

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THE SAD SMOKY MOUNTAINS & SKYSCRAPERS
(accensione, mediante simboli e pensieri, del cuore infranto delle montagne e
di chi le percorre; troverete dettagli e chiarimenti nel sito:

http://www.sadsmokymountains.net/
http://www.antersass.it/sadsmokymountains/default_italiano.htm

lista delle montagne già "accese":

http://www.antersass.it/sadsmokymountains/list00.htm

per partecipare scrivete a sadsmoky@antersass.it


DOMENICA 11 MAGGIO ORE 13.00 l.t.

Ogni gruppo agirà secondo le proprie esigenze dettate dalle condizioni meteo locali e dalle rispettive montagne.

Ecco 3 possibili opzioni di accensione:

1. per chi agirà in condizioni ottimali e godrà di buone condizioni di visibilità invitiamo a rispettare con precisione PUNTUALE l'accensione alle ore 13.00;

2. per chi invece non riuscirà a raggiungere le vette, o dovrà agire in condizioni di difficile visibilità, invitiamo ad accendere lo stesso i fumogeni alle ore 13 dal punto in cui si trova e documentare tutto nel migliore dei modi possibile (anche foto o video raccolti in condizioni non ottimali serviranno a documentare le diverse azioni nel lavoro collettivo di rielaborazione che poi faremo);

3. ultima opzione, per chi è impegnato in montagne con condizioni difficili (come ad esempio il Cervino...), dove l'arrivo in vetta non è così scontato per le ore 13, è quella di accendere i fumogeni oltre che secondo l'opzione 2, nel momento in cui si arriva in vetta.

L'importante è agire, lanciare un segnale, simbolico e non solo, documentare e tornare tutti a casa.

E' obbligatorio riportare a valle tutti gli involucri dei fumogeni o altri residui.

Le forze dell'ordine, Protezione Civile e Soccorso Alpino, saranno ufficialmente avvisate. E' comunque consigliabile per chi ha contatti diretti di avvertire che i segnali di fumo rossi non saranno richieste di soccorso.

Prudenza e determinazione.
Buone montagne a tutti e un abbraccio sincero.

alberto_peruffo
Venerdì 9 maggio, 15.30 PM 
[in partenza per il Cervino]

postato da: Lioa alle ore 00:21 | link | commenti
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venerdì, maggio 09, 2008

NEO-EPICHE REAZIONI AL POST DI IERI

Ieri mattina, completato il post "WU MING 1 COME CRISTOFORO COLOMBO", mi ero premurato - per correttezza - di avvisare i destinatari della mia affettuosa satira, sperando segretamente di ricevere complimenti del tipo "Be', stavolta ci hai fatto proprio ridere. Sei stato spiritoso"...

Non l'avessi mai pensato!

Nel giro di qualche minuto mi è grandinata addosso ogni sorta di improperi. Il più tempestivo  è stato Giuseppe Genna. Anziché dirmi "si tratta di una delle narrazioni super-storiche più importanti degli ultimi anni (in linea precisa con la poetica del New Italian Epic)" come ormai tende a ripetere pavlovianamente a chiunque gli stia un filino simpatico, mi ha intimato di non scrivergli GIAMMAI PIÙ, dandomi persino del "sottoautoriale" (dall'alto della sua sovrautorialità, ovviamente) con ciò forse vendicandosi delle mie mancate grida di meraviglia al suo neo-epicissimo "HITLER". Ha anche sottolineato che le mie presunte giocosità non lo fanno ridere per niente [a me certe sue pomposità sì, n.d.r.].

Subito dopo si è fiondata in mail box la Lipperini che, dopo avermi ululato [omissis]... , mi ha ufficialmente diffidato dal citare pubblicamente qualsiasi parte della sua mail privata. Me ne guardo bene. Posso, in compenso, sintetizzare la MIA risposta: le ho detto che anche se faceva finta di trovare volgare e disgustosa la mia insistenza sulla sua età, in realtà doveva aver capito benissimo che l'accostamento ad Alcina non aveva nulla a che vedere con gli anni (è peraltro più giovane di me),  ma con la sua doppiezza comportamentale: democratica a parole [come tanti... troppi progressisti di mia conoscenza, n.d.r.] intollerante nei fatti, almeno con me. Per esempio nel post di ieri sull'ESCLUSIONE ha censurato il seguente contributo:

«Ehm… credo che di esclusioni te ne intenda un pochino anche tu, nel tuo piccolo.»

Postato Giovedì, 8 Maggio 2008 alle 10:54 am da Lucio Angelini

[Il tuo commento è in attesa di approvazione.]

[L'approvazione non è mai arrivata ]

Ho aggiunto che se, secondo lei, facevo il pari con Berlusconi quando parla delle femmine in menopausa della sinistra, lei, secondo me, faceva il pari col Berlusconi quando scaccia dalla tivù Biagi-Santoro-Luttazzi, si parla licet componere magnis...
Comunque, per farla breve, mi ha invitato anche lei a uscire dalla sua vita.

Verso mezzogiorno, infine, si è svegliato il grande sinistr' orsoyoghi Wu Ming 1, ma solo per dichiararsi del tutto all'oscuro dell'accaduto, dal momento che ogni mia mail - a suo dire - finisce direttamente nel cestino, per essere cancellata in automatico. [Strano, visto che solo il 26 aprile scorso mi ha avvisato personalmente, proprio via mail, dell'impossibilità di tener fede all'appuntamento di Mogliano previsto per oggi 9 maggio:- ), n.d.r. ] Mi ha poi suggerito di pubblicare nel mio blog la seguente immagine:

filtro

con cui aiutare i miei detrattori a filtrarmi.

Per non contrariarlo ulteriormente, come Garibaldi ho pensato: "Obbedisco!". Ma gli ho anche detto: "Roberto, sei così buffo quando ti arrabbi". Evangelisti, per fortuna, è ancora in Francia e non si è potuto pronunciare sul mio nuovo delitto di lesa autorialità, ma confido grandemente nel suo aplomb. E tuttavia sto cominciando a pensare che prima di sedermi al computer, la mattina, e avviare il nuovo post della giornata, farei forse meglio a rispolverare la vecchia canzoncina sanremese "Papaveri e Papere" e cantarne il ritornello:  

"Lo sai che i papaveri son alti, alti, alti,
e tu sei piccolino, e tu sei piccolino,
lo sai che i papaveri son alti, alti, alti,
sei nato paperino, che cosa ci vuoi far???."

Celiare postmodernamente su un Autore che si sente con la A maiuscola in un lit-blog dichiaratamente votato al cazzeggio può provocare reazioni non sempre divertite, ora che il cipiglioso Bui ha lanciato la nuova moda: "Prendiamoci tutti terribilmente sul serio"... Ricordo, però, che quand'era più giovane e scanzonato, pubblicava addirittura nel suo GIAP le mie innocue parodie:

http://www.wumingfoundation.com/ourbooks/news.php?extend.54

Poi è rimasto choccato dal film "300" e adesso crede di essere Leonida:- )

PS: Faccio notare che il parametro n. 7 del Prontuario per Misurare la Neo-Epicità di un testo recita: «7. Comunità e transmedialità. - Sono opere transmediali e in qualche modo "collettive". Danno infatti spesso avvio a una serie di spin-off e "riappropriazioni", in una modalità che i Wu Ming associano alla "natura 'disseminata'" dell'epica greca antica

Ebbene, io mi sono riappropriato a modo mio del saggio di Wu Ming 1, e quel lunatico mi ha tolto il saluto. Che ingiustizia, peròòòòòò:-/
postato da: Lioa alle ore 04:44 | link | commenti (21)
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giovedì, maggio 08, 2008

WU MING 1 COME CRISTOFORO COLOMBO

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(Wu Ming 1 sbarca sulla spiaggia del Massachussetts Institute of Technology)

Cristoforo Colombo non inventò l'America: la scoprì. Come dire che c'era anche prima che lui ci arrivasse. Semplicemente in Europa non si sapeva della sua esistenza. Allo stesso modo Wu Ming 1 non ha inventato il NIE (New Italian Epic). C'era anche prima che lui ci incollasse sopra l'anglofila etichetta. Semplicemente nessuno ci aveva fatto caso [nemmeno i quotidiani "La Repubblica" e "L'Unità", ma allertarli non sarebbe stato un problema, n.d.r.]. O per lo meno così si sostiene in questo saggio... 

Un giorno, passando davanti allo specchio, Wu Ming 1 osservò: "Cazzarola, 'sto Q (ui) ci ha proprio un aspetto niù epic, l´Italia non deve far altro che accorgersene!"

Un giro di telefonate agli amici Lipperini, Lucarelli, Evangelisti, De Michele, Giuseppe Genna con la consegna "FIAT NOVUM ITALICUM EPOS!"... et novum italicum epos fuit.

Insomma, se nel romanzo "Il nome della rosa" Umberto Eco aveva asserito "Stat rosa pristina nomine", Wu Ming 1 non aveva voluto essere da meno: "Stat novum italicum epos pristinum nomine".

Lucio Angelini pensò a uno scherzo:

http://lucioangelini.splinder.com/post/16883086

Provò a parlarne con la Lipperini in Lipperatura, ma la Lipperini, dopo essersi trasfigurata come la maga Alcina dell'Ariosto, lo defenestrò brutalmente. [Wu Ming1 per la Lipperini è come L. Ron Hubbard per un adepto di Scientology, n.d.r.]. 

[LIPPERINI 1:

     Di persona era tanto ben formata,
     quanto me' finger san pittori industri;
     con bionda chioma lunga ed annodata:
     oro non è che più risplenda e lustri.
     Spargeasi per la guancia delicata
     misto color di rose e di ligustri;
     di terso avorio era la fronte lieta,
     che lo spazio finia con giusta meta...

LIPPERINI 2

     Pallido, crespo e macilente avea
     Loredana il viso, il crin raro e canuto,
     sua statura a sei palmi non giungea:
     ogni dente di bocca era caduto;
     che più d'Ecuba e più de la Cumea,
     ed avea più d'ogn'altra mai vivuto.
     Ma sì l'arti usa al nostro tempo ignote,
     che bella e giovanetta parer puote.
74  Giovane e bella ella si fa con arte,
     si che molti ingannò come Angelini;
     ma la New Epic venne a interpretar le carte
     che già molti anni avean celato il vero.]

Angelini si appellò a Giuseppe Genna, che scoppiò in una risata irrefrenabile:

"Ma Lucio!!! Ancora credi che esista una giornalista che si chiama Loredana Lipperini? Suvvia, tu che sei esperto nello smascherare le sublimi beffe di LB! Lipperini non esiste, è un bot programmato, le foto sono tratte dalla vita della ministra dell'agricoltura della Repubblica Slovacca! È sublime e geniale! Non avertene, chiunque di noi è incappato in una delle beffe di LB che tu sveli con ardita consapevolezza! E sottolineo 'ardita'! No jo dire ar Dita, che s'ammoscia, dài... "

Angelini scosse tristemente il capo: "Non esiste! Non esiste!", ripeteva.

Allora Wu Ming 1 lo prese per un orecchio e gli gridò: "Non esiste sta wu-minghia! Non esiste ciò che esiste, vorrai dire, mo esiste ben ciò di cui si parla, soc'mel!"

Angelini pensò al signor Imparziale, che in un commento su Lipperatura aveva osservato:

"Ho seguito il dibattito e penso di aver individuato due scuole di pensiero: secondo la prima Wu Ming 1 ha fatto bene a marcare un territorio in cui avrebbero pisciato lui e un’altra dozzina di autori accomunati da otto evidenti segni caratteristici (in realtà non così evidenti e per giunta già ampiamente presenti nella letteratura di tutte le epoche); secondo altri pensatori il recente saggio di Wu Ming 1 tradirebbe sostanzialmente una forte nostalgia per le storiche beffe mediatiche giocate dai Luther Blissett al tempo in cui erano ancora bamboccioni ante litteram (”Spargiamo in giro la voce che ’sta cosa esiste e vediamo quanti pecoroni ci vengono dietro”):

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/04/23/new-italian-epic/#comments

"La seconda che hai detto!", singhiozzò, pigolando sempre più piano.

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mercoledì, maggio 07, 2008

SALVATI DALLA MUSICA

MONICA VIOLA:
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«... meglio entrare in un pub a bere tè con Teresa, questa ragazza italiana che un paio di mesi più tardi, a Roma, mi presenta due suoi amici. Suonano in un gruppo rock, sanno di buone cose, bella musica e discorsi interessanti, scanzoimpegnati, che mi fanno da base, finalmente, una buona base per andare avanti sul resto, più serena e contenta, senza gente che muore lasciandoti a piedi, senza fratelli molesti, senza buttare via il mio corpo a mani fredde senza amore, senza pagelle e senza ceffoni, senza bugie, iniziando a stare davvero con me; una base buona per iniziare una psicoterapia e una vita meno fragile, dove discutiamo argomentando seri se è più bella There’s a light that never goes out o The boy with the thorn in his side. Io per me non ho dubbi a proposito: se quella luce si fosse spenta col cazzo che ce la facevo.
(Explicit del romanzo "Tana per la bambina con i capelli a ombrellone")
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Scarica e leggi il libro (pdf da 790 kb),
 
CARLO CANNELLA:
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«Poi la mia vita improvvisamente cambiò. Scoprii il punk, sia come attitudine che come genere musicale. Come per incanto mi sentii molto più a mio agio. Per dirla tutta non so cosa sarebbe stato di me se non fosse intervenuto il punk a salvarmi(Intervista apparsa il 12 aprile scorso su LPELS)
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http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2008/04/12/tutto-deve-crollare-vibrisselibri-di-carlo-cannella/
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Scarica gratuitamente il libro (pdf da 821 kb)
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«Salve. Io ci ho un romanzo nel cassetto che, a pensarci bene, mi sembra proprio neo-epico. Però non ci ho l’editore. Posso arruolarmi lo stesso nelle brigate del NIE? Da che parte è il fronte?»

Postato Domenica, 4 Maggio 2008 alle 4:58 am da Sguardo Obliquo

«Puoi senz’altro rivolgerti a Vibrisselibri, sono il meglio del meglio del meglio.»

postato da: Lioa alle ore 08:44 | link | commenti
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martedì, maggio 06, 2008

LA PROVA INZIATICA DELLA VILTÀ

 

(I fermati per l'aggressione di Verona)

Scriveva Tiziano Scarpa qui:

http://www.carmillaonline.com/archives/2008/02/002538.html

"Caratteristica delle fiabe è quella di mettere in scena prove iniziatiche. Qui (come nella civiltà moderna) alla prova iniziatica (all’esperienza traumatica) si sostituisce l’educazione. Alla notte passata da soli nella foresta si sostituisce il compito in classe, l’esame di maturità... Oppure, per paradosso, si potrebbe sostenere che questa è una fiaba in cui, invece della solita prova iniziatica simbolica (l’essere divorati dal lupo, l’essere impiccati dal Gatto e la Volpe e ritrovare il padre nel ventre di una balena...), la prova iniziatica da subire è quella della sottrazione della prova iniziatica! La prova iniziatica, cioè il trauma regolato, collaudato dalla tradizione che ha brevettato il rito: dove tuttavia, sebbene in forme sorvegliate e protette, si produce una ferita vera, non immaginaria... Bene, tu racconti il trauma di coloro che hanno subito la sottrazione del trauma...! Il principe ha una vita durissima, un’infanzia tristissima, in cui nessuno gli eroga più il simbolico! Ce la deve fare lo stesso, la sua prova iniziatica è l’assenza di prove iniziatiche! Deve crescere in un mondo in cui la crescita è demandata tutta all’educazione, e non all’iniziazione..." 

(Tiziano Scarpa, Postfazione a "Una volta c'era", Carmillaonline editore)

Ebbene, direi che le cose stanno anche peggio di così. La prova iniziatica da affrontare oggi, per alcuni sfortunati giovani, non sembra affatto essere l'assenza di prove iniziatiche, ma il superamento del più squallido degli esami: quello in cui l'adolescente di turno, per essere accettato e apprezzato, deve dimostrare al branco di saper compiere un gesto di assoluta VILTÀ (anziché di coraggio) ai danni di un inerme, secondo "un patto giurato fra uomini liberi, che volontari si adunarono per odio, non per dignità", se possiamo tristemente invertire le parole di Piero Calamandrei. E tuttavia bisogna stare attenti a non generalizzare. La stupidità e la ferocia gratuita (magari da filmare e inserire in Youtube.com) dilagano, sì, ma ci sono anche centinaia di migliaia di altri giovani generosamente pronti all'amicizia, al volontariato e all'impegno sociale.

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[Foto da http://www.ansa.it/ ]

postato da: Lioa alle ore 07:45 | link | commenti
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