
Come ho più volte raccontato, negli anni Novanta del secolo scorso diventai ufficialmete scrittore per ragazzi con la pubblicazione della raccolta "Quella bruttacattiva della mamma!", Emme edizioni, subito tradotta in francese col titolo "Méchante maman" (ed. Père Castor-Flammarion). Seguirono altri titoli (con El-Emme-Einaudi Ragazzi, Loescher, Panini Ragazzi... ). Un brutto giorno, però, il sogno si infranse. Un banale incidente diplomatico pose fine alla mia carriera letteraria.
Ti piacerebbe fare un provino per un film hard ?
Io sono Beatrice Binelli e sono l'incaricata per conto della casa di produzione LuxFilm s.r.l di roma per fare la selezione di nuovi volti per il nostro parco attori.
Cerchiamo ragazzi disinibiti che siano maschi e siano disposti ad incontrare bellissime ragazze con le quali giocare davanti alla telecamere sperando di trovare nuovi divi del mondo hard.
Se sei interessato a questa stupenda opportunità collegati al nostro sito e iscriviti alle selezioni.
Riceverai una mail di conferma con l'appuntamento il luogo e la data.
Ricordati che dovrai incontrare Kimberly Jackson, la splendida attrice hard, con la quale fare sesso davanti alle telecamere, le pellicole non saranno rese pubbliche e prima di effettuare il provino, in forma del tutto gratuita, sigleremo un accordo di riservatezza che tutela la privacy.
Che aspetti? Il mondo dell'hard aspetta di vedere la tua performance."
"Accidenti!", esclamo tra me. "E chi se lo aspettava? Chi se lo aspettava che il mondo dell'hard stesse ASPETTANDO di vedere la mia performance?"
Poi un dubbio:
"Che mi abbiano scambiato per Vittorio Emanuele di Savoia, noto sessuomane?"
"Ma no. Ma no", mi rassicuro subito dopo. "Vogliono proprio me!"
Capite, dunque?
NON TUTTO E' PERDUTO!!!
Se saprò OSARE, se non mi mostrerò pusillanime, se troverò il coraggio di cogliere la nuova STUPENDA OPPORTUNITA' che la vita mi offre... forse la FAMA e la GLORIA potrebbero arridermi ancora, baciarmi ancora, accarezzarmi ancora...
... che importa se in un ambito totalmente DIVERSO da quello nel quale avevo concentrato i miei sforzi?
Dopo la dolorosa esperienza con ORIETTA FATUCCI di EL-Emme-Einaudi Ragazzi - sarà dunque BEATRICE (Binelli) la mia nuova & mistica SCALA AL PARADISO???


Come è noto, il pomeriggio di un blogger può essere molto più angoscioso di quello di un fauno. Se lo spirto guerrier entro gli rugge, il tapino comincia a chiedersi: "Cazzo, e domani di che cazzo parlo nel mio cazzo di blog?"
Ci fu, nell'Ottocento, un antesignano dei futuri blogger (soleva nascondersi dietro il nick Jacopo Ortis ed era un patito della forma epistolare) che, arrivato a sera, spesso era talmente esasperato da sbottare:
"Forse perché della fatal quiete
tu sei l'imago a me sì cara vieni
o Sera! E quando ti corteggian liete
le nubi estive e i zeffiri sereni,
e quando dal nevoso aere inquiete
tenebre e lunghe all'universo meni
sempre scendi invocata, e le secrete
vie del mio cor soavemente tieni.
Vagar mi fai co' miei pensieri su l'orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme
delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
quello spirto guerrier ch'entro mi rugge."
Ma torniamo a bomba. Il nostro blogger, - vi dicevo - se a corto di idee, inizia a girellare nervosamente per la rete, a sfogliare i quotidiani, ad aggrapparsi all'attualità, a guardare di sottecchi la pila di libri in sonnolenta attesa di essere letti; si domanda se sia il caso di attaccare, chessò io?, il duo Scarpa-Benedetti o non piuttosto quei gran sboroni dei Wu Ming:- ) finché, verso l'una di notte, magari gli si accende in testa una lampadinetta...
A me, a dire il vero, l'ideuzza per il post di oggi è venuta fin dalla tarda mattinata di ieri. L'ho trovata su it.cultura.libri, un newsgroup che, malgrado la sua aria tristemente decotta, continuo a visitare di quando in quando per semplici motivi di affetto: fu proprio lì, infatti, che - alla fine del secolo scorso - mossi i miei primi, incerti passi telematici:-)
Ecco, dunque, il post ivi apparso alle 12.10 del 23 giugno 2006:
"Ciao a tutti. Siamo un gruppo di giovani scrittori di Venezia e invitiamo gli amanti della lettura a visitare il nostro sito, www.auteditori.it. Stanchi di elemosinare opportunità alle case editrici, abbiamo deciso di pubblicarceli da soli i nostri libri: sono testi di poesia e narrativa, per lo più illustrati, scritti come pensiamo si debba scrivere al giorno d'oggi. Nel sito potete leggere degli estratti dei libri in vendita (costano solo 3,50 euro e li potete comprare in contrassegno o con PayPal) e scaricarvi gratis un bel po' di libri che abbiamo pubblicato negli anni scorsi, oltre ad alcuni inediti. Ciao e... Get Aut Now!"
Vado sul loro sito e resto colpito da un titolo:
"SKATE OR DIE!"
così presentato:
"questa è la storia di quando ho cominciato a skateare, più di mezza vita fa, nel 1989, quando Thrashin’ – Corsa al massacro veicolava sogni adolescenziali e la scena skate nel Veneto era appena nata. l’ho scritta perché, come diceva il Leopardi, “la rimembranza è essenziale e principale nel sentimento poetico”, e se fosse stato anche lui uno skater avrebbe sicuramente aggiunto che ricordare le prime skateate è una figata pazzesca che ci sta troppo dentro di cattiveria! (Roby “hosoi” Cesaro")
Non ho potuto che rispondere:
"Bravi tati. Quasi quasi vi pubblicizzo nel mio blog. Anch'io veneziano. Auguroni."
E loro, alle 17,53:
"Be', che dire: grazie Lucio. Dopo metà luglio andrà online la sezione "extra" che conterrà un sacco di materiale appunto extra da scaricare (testi, audioletture, illustrazioni, etc.) e ovviamente link a siti amici. Saremo lieti di cambiare il favore! ciao"
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P.S. Confesso che - nel lontano 1989 - distratto da altri eventi epocali come la caduta del muro di Berlino, le proteste studentesche in piazza Tianammen a Pechino, l'uscita della prima puntata de "I Simpsons" sul canale televisivo Fox, il concerto dei Pink Floyd a Venezia eccetera, a tutto badai tranne che alla nascita in Veneto di una rubizza, paffutella e frignante SCENA SKATE. E voi?????
15 Luglio 1989
Una piattaforma galleggiante ormeggiata davanti a Piazza San Marco fu teatro di uno show dei Pink Floyd di soli 90 minuti, trasmesso in oltre venti Paesi per una stima complessiva di 100 milioni di spettatori.
Agosto 2006
SARANNO le cornici di Piazza Santa Croce a Firenze (2 agosto) e Piazza San Marco a Venezia (4 e 5 agosto) ad ospitare i concerti di David Gilmour. La chitarra e voce dei mitici Pink Floyd si esibirà in una serie di concerti "open-air" che seguono il trionfale tour europeo e americano. I musicisti della band sono Richard Wright, tastiere e voce; Phil Manzanera, chitarra e voce; Dick Parry, sassofono; Jon Carin, tastiere, chitarra e voce; Guy Pratt basso e voce - Steve Distanislao, percussioni e voce. I biglietti sono già in vendita.
Giugno 1999
Le mitiche:- ) edizioni Libri Molto Speciali pubblicano il volume:
"... I primi, da Napoli e da Roma, erano cominciati ad affluire all'alba, ma già dalla sera precedente c'era chi aveva preso un posto in prima fila in piazza San Marco, proprio di fronte al mastodontico palco sulla laguna, distendendo il sacco a pelo. Erano soprattutto tedeschi, francesi e inglesi, la maggior parte dei quali venuti con i venti voli Charter organizzati per l'occasione in vari paesi europei. Dalle 8 in poi, dalla stazione ferroviaria a San Marco, era stata un'unica, ininterrotta colonna di giovani in marcia attraverso due direttrici: Rialto e la Strada Nova. Verso le 10 era giunta una telefonata allarmata dalla questura di Roma. Ai colleghi di Venezia la Polfer aveva comunicato che erano partiti due treni, uno affollato di ottomila persone, l'altro di cinquemila, tutte dirette nella città lagunare. I primi grattacapi per l'ordine pubblico li avevano già dati alla Stazione Termini, tanto che le forze dell'ordine erano dovute intervenire con piccole cariche per impedire vandalismi. Il questore Musarra e il capo di gabinetto Cesare Porta, che coordinavano gli oltre mille agenti e carabinieri in servizio, avevano inviato alcuni plotoni della Celere ad accogliere i fan romani più turbolenti, che così erano stati scortati fino in piazza San Marco. Col viso tirato e le radio ricetrasmittenti schiacciate fra le dita, gli agenti avevano cercato di opporsi a ogni intemperanza della folla. Alla stazione, nel frattempo, treni provenienti da Bologna e da Milano avevano continuato a scaricare migliaia di persone. Già a mezzogiorno l'ufficio stampa del ompartimento delle ferrovie dello Stato diffuse una nota per sconsigliare vivamente chiunque di mettersi in viaggio verso la città lagunare. A Mestre, la stazione che precede quella di Venezia, tutti coloro che avevano dovuto abbandonare le automobili ai lati delle strade o in parcheggi di fortuna, davano l'assalto ai treni. Piazza San Marco, verso mezzogiorno e mezzo, si era trasformata in una sorta di spiaggia. Migliaia di persone accalcate una accanto all'altra si erano sdraiate sui masegni e si erano spogliate, rimanendo in costume da bagno. "I me par foghe, i me par foghe", strillava un vecchietto veneziano cercando di aprirsi faticosamente un varco tra quei corpi distesi. Alle 13 la Piazzetta che dà sul Bacino era ormai completamente intasata e paralizzata. Il megapalco incombeva sull'acqua con tutte le sue elettroniche mostruosità. (A Costante tornò in mente lo sfogo marinettiamo su VENEZIA PASSATISTA: "Venga finalmente il regno della divina Luce Elettrica a liberare Venezia dal suo venale chiaro di luna da camera ammobiliata... Affrettiamoci a colmare i piccoli canali puzzolenti con le macerie dei vecchi palazzi crollanti e lebbrosi. Bruciamo le gondole, poltrone a dondolo per cretini, e innalziamo fino al cielo l'imponente geometria dei ponti metallici e degli opifici chiomati di fumo, per abolire le curve cascanti delle vecchie architetture.") Alle 14.30 la Commissione provinciale per i pubblici spettacoli rimise in forse il concerto, perché mancavano sia le transenne sulla riva del Bacino di San Marco, sia quelle per la creazione dei corridoi necessari al passaggio dei soccorritori e delle forze dell'ordine. Si creò un clima di drammatica attesa. Per le 15.30 la delicata bomboniera di piazza San Marco era ultrasatura, ma la gente continuava ad arrivare da tutte le parti. Una muraglia umana di giovani si era assiepata sull'intera riva fino all'Arsenale, abbarbicandosi su ogni sporgenza che permettesse di superare gli ostacoli alla vista, approfittando di ogni mpalcatura, pontone di vaporetti, cornicione di porta. Presto iniziò l'assalto ai monumenti. Una ventina di spericolati si arrampicò su per le impalcature del Palazzo delle Prigioni Vecchie in restauro, subito imitata da una nuova ventina. Altri salirono sulla copertura del dirimpettaio imbarcadero della Paglia, altri ancora sull'impalcatura prospiciente l'ingresso della Biblioteca Marciana. Molti occuparono le rive, i pontili, le gradinate, finendo con i piedi in acqua. Le forze di polizia invocarono disperatamente rinforzi da Mestre e da Padova. Alle 16 giunse l'annuncio che i carabinieri chiamati da Mestre erano rimasti anch'essi intrappolati sul ponte della Libertà. Nella Piazza martellata dal sole la folla assetata si stava disidratando. Frattanto, squadre di commandos anti-Pink Floyd attaccavano sui muri della città manifesti listati a lutto annuncianti la "morte del Redentore". Tra il popolo del rock, con le mani nei capelli, si aggirava incredulo, in compagnia del pittore Emilio Vedova, il filosofo Massimo Cacciari. ("Difficilmente potrò dimenticare il senso di frustrazione e di vergogna che ho provato oggi nella mia città", dichiarò più tardi a un giornalista. "È impossibile concepire un uso più distorto, più selvaggiamente ignorante e irresponsabile di un grande centro storico ridotto a indifferente contenitore per manifestazioni di grandi masse."). Alle 16.30 non c'era ancora il permesso per il concerto. La commissione di vigilanza aveva rilevato che non erano state poste in atto tutte le misure di sicurezza. Tra Prefettura e Comune lo scambio dei messaggi si fece frenetico: nessuno pareva disposto ad assumersi una responsabilità che avrebbe potuto avere conseguenze imprevedibili. Ma impedire il concerto, a quel punto, avrebbe rappresentato un rischio insostenibile per l'ordine pubblico. Il sindaco Casellati rimise la decisione al prefetto: valutasse lui se preminenti ragioni di ordine pubblico ne imponevano o meno lo svolgimento. Il prefetto si consultò con i più stretti collaboratori. Parlò al telefono con il questore e ricevette l'assicurazione che con l'ausilio delle forze dell'ordine sarebbero state sistemate le transenne. Anche gli organizzatori erano pronti all'installazione delle barriere, ma attendevano polizia e carabinieri per creare un varco tra la folla dei giovani. Alle 19 l'alloggio del Sansovino, sotto il campanile, appariva letteralmente coperto di giovani che si erano abbarbicati sulle statue, sistemandosi come meglio avevano potuto: non un centimetro di marmo era più visibile. Altri prodi riuscirono, di lì a poco, a conquistare l'interno del campanile, insinuandosi per la finestrella più bassa... "
(Immagine da:http://album.foto.alice.it )




2) Una mattina d'estate qualcuno colpisce violentemente alla nuca una bellissima donna, mentre sta pregando nella chiesa milanese di San Marco. Trasportata in ospedale e operata, la giovane non ricorda più nulla del suo passato e deve iniziare un difficile lavoro di recupero della propria identità. Poco a poco i ricordi riaffiorano e, faticosamente, restituiscono alla donna i tasselli della sua storia. ("6 aprile 1996")
3) "Vittima di un tremendo incidente d'auto, Mistral Vernati, il grande campione di Formula Uno, giace in coma in un letto d'ospedale. Fuori dalla stanza in cui Mistral sta lottando sospeso tra la vita e la morte si accalca una piccola folla di individui spinti ciascuno da motivazioni diverse, non tutte confessabili: Maria, il primo e unico amore; la madre, che non è mai riuscita a capirlo fino in fondo; Chantal, l'avida moglie che, anche nel momento più drammatico, pensa solo a rovinarlo; i figli Manuel e Fiamma." ("Come vento selvaggio")
4) "Penelope, Pepe per gli amici, e Andrea, due persone dal carattere e dalla sensibilità molto differenti, si amano, si sposano, hanno tre figli e insieme condividono gli alti e bassi di un matrimonio che dura da diciotto anni. Ma a un certo punto la magica alchimia si spezza: Pepe, stanca dei tradimenti del marito, delusa dal suo comportamento egoistico, lo molla, lasciandolo alle prese con i mille problemi della famiglia che fino a quel momento hanno gravato solo sulle sue spalle. Per Andrea è uno choc, perché in fondo non ha mai smesso di considerare Pepe l'unica donna della sua vita, quella su cui poter sempre contare. Per entrambi la separazione è l'occasione di guardarsi dentro con sincerità e per scoprire che il loro amore è ancora vivo." ("Vaniglia e cioccolato")
5) "Giunta all'età matura, la scrittrice Caterina Belgrado tira le somme di un'esistenza vissuta 'a modo suo': la bellezza, gli affetti, il successo non le hanno dato la felicità. Figlia di un fruttivendolo con bottega nel centro di Milano, Caterina, splendida adolescente nell'Italia del dopoguerra, ha avuto un marito, poi un compagno, tre figli e anche la fama. Ma ha posseduto Marco, il grande amore della sua vita, solo per pochi, indimenticabili giorni. Eppure, al di là di ogni speranza, la sorte le riserva un'ultima sorpresa..." ("Caterina a modo suo")
6) "Giovanna e Matilde non potrebberero, all'apparenza, avere nulla in comune, salvo il fatto di abitare entrambe nel quartiere di Brera, a Milano, e di incrociarsi talvolta per strada. La prima è un'affascinante antiquaria, sposata e con una figlia adolescente; l'altra è un'anziana diseredata che vive sola in un abbaino da cui cerca, ostinatamente, di non farsi sfrattare. Una serie di circostanze drammatiche avvicina le due donne, che impareranno a conoscersi e a stringere una profonda amicizia." ("Lezione di tango")
7) Giulia de Blasco è una scrittrice di successo, che ha vinto la battaglia contro la malattia e conquistato l'amore di Ermes Corsini, ma la vita non è facile per lei. Il figlio Giorgio le causa infatti angosce e problemi, influenzando negativamente il suo rapporto con Ermes; una situazione di cui approfitta l'affascinante e spregiudicato finanziere Franco Vassali. Comincia così un lungo inverno per Giulia, che deve rimettere ordine nella propria esistenza: ma in fondo al tunnel palpita vivida una luce..." ("Lo splendore della vita")
8) "Minacciato da un pericolo mortale, il celebre chirurgo Alessandra Valera cerca una spiegazione nel passato della propria famiglia e, rovistando tra vecchie carte, s'imbatte in Saulina, una sua antenata. Tenera, violenta e appassionata, Salina nata povera in un borgo alle porte di Milano riesce a diventare la marchesa Alberighi d'Adda, capostipite di una dinastia di medici, avventurieri, prelati, massoni...Un affresco superbo, che ricrea con efficacia l'atmosfera di una Milano che ormai non esiste più." ("Saulina. Il vento del passato").
Eccetera
Alessandra Pluda Cavalli... Alessandra Pluda Cavalli. Cazzo! Ecco un nom de plume che potrei sostituire all'incolore "Lucio Angelini" ... Magari comincerei a vendere pure io, chi può dirlo?:-)

(Immagine da http://www.dispersoneiboschi.it/immagini/bubu/6.jpg )

L'OMOEROTISMO IN ANDERSEN
recensione di Stefano Bolognini al libro
Ricostruisce la storia del giovane barone, e studente universitario, Otto Thostrup, alla ricerca del significato del sinistro tatuaggio "O.T." che ha sulla spalla.
Alterna efficaci immagini dei paesi nordici a prosaiche scene d'interno, che fanno da contorno allo sviluppo dei sentimenti dei giovani protagonisti, con gli arrossimenti dei primi amori nella soffusa limpidezza di una terra, che pare incontaminata, ma che nasconde un sinistro segreto.
L'omosessualità di Andersen traspare con decisione nella "amicizia particolare" tra il protagonista e il nobile Vilhelm, che culmina in una gustosa festa che vede il secondo travestito da donna e che pare agli occhi di Otto la giovane di cui è innamorato:
"Quando Vilhelm gli si sedette sulle ginocchia, Otto sentì il cuore battergli come se avesse avuto la febbre. L'emozione gli iniettò una corrente di fuoco nel sangue. Tentò di spingerlo via, ma la bella continuava a tempestarlo di carezze".
Tutto il romanzo, e le innumerevoli latenze testuali che rimandano alla storia dell'omosessualità, come l'accenno nelle prime pagine allo scultore neoclassico gay danese Bertel Thorvaldsen (1770-1844), andrebbe riletto in chiave omoerotica e autobiografica, come accenna il curatore, Lucio Angelini, nella prefazione.
Ma questa lettura non sembra trovare le simpatie dell'intellighenzia italiana i cui strali, da parte di Daniela Marcheschi il 16 aprile 2006, dall'"autorevole" (almeno quando non si parla di omosessualità) supplemento domenicale de "Il sole 24 ore", colpivano Angelini, reo di aver ribadito l'omosessualità di Andersen.
"E' riduttivo il curatore nel ribadire (l'aveva già fatto per Il Violinista), l'omosessualità di Andersen, spiegandone la scelta del fiabesco con il bisogno di esprimerla senza inibizioni. [...] Se un tale sentire ha avuto risvolti d'ordine psicologico sull'uomo e sullo scrittore, l'esperienza letteraria di Andersen è però sempre in tensione conscia fra spinte individuali e soggettive e complessità della cultura: e proprio ciò ne fonda l'esemplarità".
Insomma solo dire che Andersen è gay ne riduce la complessità individuale. E allora noi lo ripetiamo...









Per la serie "5 LIBRI CHE HANNO IMMAGINATO IL DOMANI" il 7 giugno 2006 al Telecom Future Centre di Venezia Stefano Rodotà e Franco Rella hanno parlato de "Il mondo nuovo", scritto da Aldous Huxley nel 1932. Il titolo originale del libro, come è noto, viene da Shakespeare, ("La Tempesta, Atto V, Scena I):
Rodotà, dopo essersi diffuso sugli elementi fondamentali del libro (il condizionamento, lo scacco alla naturalità, la mistica del DNA, della biologia come tecnica che si impadronisce dell'organizzazione sociale) ha evidenziato come un romanzo che ha previsto così tanto, persino la clonazione degli individui, non sospettasse che ci si stava avviando verso il nazismo, mondo di morte amministrata.
Copio-incollo da http://www.ilpotereelagloria.com/modules.php?name=Reviews_3&rop=showcontent&id=42 ) la seguente parte della scheda:
"Cresciuto in una famiglia dove la scienza era di casa, Huxley si interessò sempre alle possibili evoluzioni della ricerca, soprattutto farmacologica e biologica, e fu sempre attratto dalle 'visioni future' (fu uno dei molti scrittori e artisti che provarono per un certo periodo droghe, anfetamine ed allucinogeni per acquisire, appunto, una maggior carica visionaria). Ed ecco quindi un mondo futuro dominato dalla scienza e dalla regolazione che essa impone alla vita umana: gli uomini sono divisi in classi per nascita, e i componenti di una stessa classe sono tra loro molto simili; ognuno ha un suo ruolo ben preciso nella società e nel mondo del lavoro, divisione che non è mai messa in discussione perchè gli uomini e le donne vengono educati ad apprezzare la realtà che hanno davanti fin dalla prima infanzia. Anche la famiglia non esiste: le persone sono rese sterili da appositi farmaci ed il lavaggio del cervello le convince a non avere un compagno o una compagna fissi, ma a lasciarsi andare per natura a rapporti promiscui. La 'Repubblica' di Platone, quindi, portata nel futuro, con la comunione delle donne e dei beni ma anche una rigida divisione in classi che tutti accettano e apprezzano. Una 'Repubblica' dove non si invecchia mai, non ci si ammala mai, non si soffre di malattie. Ma, come tutti i meccanismi apparentemente perfetti, anche questo si romperà quando il protagonista scoprirà che c'è anche chi vive fuori da questa realtà, allo 'stato brado', avendo figli, potendo ingrassare e in generale potendo essere libero."

09 giugno: nel pomeriggio le pecore vengono radunate a Maso Corto e Vernago, dove trascorrono la notte. Circa 600 pecore arrivano, attraverso il Giogo Taschl dalla Val Venosta e devono quindi partire il giorno prima.
10 giugno: a Vernago parte il primo gruppo di pecore alle ore 4.00 del mattino. Il secondo gruppo, con gli agnellini, segue più tardi, mentre a Maso Corto la partenza è per le ore 06.00 circa.
10 settembre: rientro attraverso il Giogo Alto verso Maso Corto: l'arrivo previsto di circa 1400 pecore tra le ore 15.00 e le ore 16.00. Grande festa dei pastori a Maso Corto con specialità locali e musica dal vivo.
11 settembre: rientro attraverso il Giogo Basso verso Vernago al lago: l'arrivo previsto di circa 2100 pecore tra le ore 13.00 e le ore 14.00. Tradizionale festa dei pastori con specialità locali e musica dal vivo.
E da:
http://www.altoadige-suedtirol.it/infoturismo/bambini/transumanza.php
La transumanza delle pecore in val Senales è la più alta d'Europa.

Una marcia impegnativa che - in due giorni - per le prime greggi si rivela lunga 44 km per un dislivello complessivo di 3200 metri in salita e di 1800 metri in discesa. Un itinerario che porta in territorio austriaco in valli e alpeggi ove l'erba le può nutrire meglio fino a metà settembre quando l'esodo avviene in senso inverso. Un tempo, fino agli anni cinquanta veniva percorsa anche una seconda via attraverso la Val di Fosse, una valle laterale e perpendicolare rispetto l'asse della val Senales. Nel 1744 lungo questo tragitto avvenne una grave sciagura: cinque pastori e oltre cento pecore furono sorpresi da una tormenta di neve e vento e perirono.
Allora come oggi, il freddo e la neve possono rendere critico il tragitto e si comprende facilmente il piacere di fare festa all'arrivo a Maso Corto e a Vernago i paesi ai piedi del ghiacciaio del Senales.
Una festa, bella, semplice, vera, dove i valligiani, con le tipiche giacche in lana (Sarner), i grembiuli blu (Schurz) e i cappelli in feltro, si complimentano con i pastori e festeggiano con birra, würstel e la banda che suona musica tirolese. Una festa per veri “turisti fuori dal gregge":-)!

Un po' di gastronomia: In questa occasione si possono gustare piatti tipici quali: l'arrosto di castrato (Schöpsernes), la pasta di farina di segale e formaggio fresco saltata in padella con il burro (Schnalser Nudeln) servita con carote e erba cipollina, o in alternativa con confettura di mirtilli rossi. Infine lo Schneemilch, dessert a base di pane, latte, frutta secca e panna.
Ora un comunicato di tutt'altro genere: Venezia presenta le nuove convivenze.
Lunedì 12 giugno 2006 alle ore 18.00 a Scoletta Dei Calegheri, Campo S.Tomà a Venezia un incontro che affronta il tema delle nuove discipline in materia di unioni civili etero ed omosessuali. Capire la situazione all’estero significa capire cosa potrà essere fatto qui
Dal 5 giugno 2005 al 5 giugno 2006 ho dedicato un bel mucchietto di ore all'aggiornamento pressoché quotidiano del mio blog. Tempo buttato? Forse non del tutto... Ho selezionato i post migliori e ne è venuta fuori una raccolta di oltre un milione di battute. Taglia di qua, taglia di là, alla fine sono riuscito a restringermi alla lunghezza massima consentita (180.000 battute) dalle norme del concorso di Scrittomisto.it. Ho inviato il tutto alla redazione, con tanto di abstract e dati personali, e adesso aspetto fiducioso gli eventi:- )
Le regole iniziali, peraltro, sono in via di aggiustamento, dopo i rilievi mossi dai lettori, tra i quali:
"Ho già verificato in precedenza l’evoluzione di concorsi del genere: vince chi riesce a MOBILITARE il maggior numero di amici, inducendoli a votare per sé. Meglio una sana giuria… che una finta democrazia:-/
vorrei capire: se io partecipo con un’elaborato di 180.000 battute e altri 300 scrittori faranno altrettanto, gli intrepidi lettori e votanti dovranno leggere tutto il materiale pubblicato sul vostro sito per esprimere un voto spassionato, da adesso fino a novembre? mondìeu, mi pare impossibile
no, non potete seriamente credere che i votanti del web si leggano davvero un numero n di “opere” da cento pagine l’una. (qui sotto c’è scritto “dillo!”, io lo dico ma fate conto sottovoce)
credo che nessuno leggerà 180.000 battute moltiplicate per millanta,io per prima: chi se la sente di leggere un libro on line o di stampare centinaia di pagine di illustri ma sconosciuti questo è un limite per me insormontabile, mi sarebbe piaciuto partecipare. buon proseguimento a tutti
"La selezione funzionerà così: un sistema certificato di votazione registrerà i voti di tutti coloro che visiteranno il sito e vorranno esprimere una preferenza per una o più opere in gara. Le 30 opere che al 30 novembre 2006 avranno raggiunto il maggior numero di preferenze supereranno il turno e passeranno alla fase successiva, quella che vedrà l’intervento della giuria. Quindi: se ho letto un’opera in gara e mi è piaciuta potrò assegnare una preferenza. Se invece non l’ho letta (o se l’ho letta ma non mi piaciuta) non potrò assegnare nessuna preferenza, né un voto negativo. E comunque, qualora i candidati siano soltanto 30 o poco più è possibile che si passi direttamente alla fase 2, quella che prevede solo il parere della giuria e nessun sistema di voto online. E quindi iniziamo a raccogliere iscrizioni, e solo quando i candidati saranno 30 ci preoccuperemo del perfetto funzionamento del sistema di voto."
Altri chiarimenti:
"Peraltro potrebbe persino accadere che un partecipante al concorso, pur non risultando vincitore, venga comunque pubblicato… "Sono consentite anche opere tratte da blog, rielaborate oppure no.
Se volete partecipare come gruppo va bene. Poi ve la vedete tra di voi per dividervi il buono acquisti su ibs
di redazione il 31.05.06 11:18
La poesia è benvenuta…
Il tema è libero: potete inviarci romanzi brevi, raccolte di racconti lunghi, raccolte di racconti brevi, brevissimi, aforismi, poesie, poemi… Di qualsiasi genere letterario. Basta che la lunghezza complessiva dell’elaborato sia compresa tra le 140.000 e le 180.000 battute spazi inclusi.
Ogni autore si può iscrivere una sola volta e può concorrere con una sola opera.
se partecipi a un’opera collettiva, l’autore risulterà il collettivo. quindi poi puoi partecipare anche in quanto singola (e in questo caso solo con un’opera)
E infine:
"Alcuni lettori ci segnalano che non riescono a trovare in libreria i volumi pubblicati “dalla casa editrice Scrittomisto”. E certo che non li trovate! Scrittomisto non è il nome della casa editrice ma di una delle sue collane, quella dedicata ai nuovi narratori provenienti dai blog e dalla rete. Il nome della casa editrice è Unwired Media. Perciò, quando il commesso vi chiede il nome della casa editrice non rispondetegli “Scrittomisto”, perchè nel suo archivio non risulteranno case editrici con questo nome."

Scrivevo il 7 febbraio 2002 in it.cultura.libri:
"Meravigliosa Venezia. Un Cacciari (Massimo) fa il sindaco, un altro (Paolo) guida Rifondazione e spesso gli dà filo da torcere, un terzo, il giovane Tommaso figlio di Paolo, leader dei centri sociali, ieri ha capeggiato la rivolta contro il Mose: occupazione no global dei cantieri, e blocco dei lavori, voluti dal governo, per costruire le dighe mobili contro l’acqua alta. «Ehm... beh... sì», ammette Tommaso, «siamo una famiglia particolare, io non sono mai d’accordo né con mio padre, e ancora meno con mio zio. Troppo moderato, anche contro questi lavori»...
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Si leggeva in giro per la città nei giorni scorsi:
Ore 14.30 corteo di barche dalla Salute a Rialto. Assediamo il Consiglio Comunale di Venezia perché approvi finalmente un ordine del giorno, sulla base del documento votato dalla Giunta all'unanimità, per chiedere al governo la moratoria dei lavori preliminari al Mo.SE e la revisione radicale del progetto.
CONTRO L’ACQUA ALTA
Il Consorzio Venezia Nuova che dovrebbe costruire il Mo.SE e si mangia tutti i soldi della Legge speciale, ha restaurato la riva a S.Marco, che è crollata dopo poco tempo. Immaginiamoci cosa potrebbe accadere con un’opera così grande e complessa come il Mo.SE!
Assemblea permanente NoMose
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| LA MANIFESTAZIONE Una sessantina di esponenti dell’Assemblea permanente NoMose ha sfilato a bordo di barche dalla Basilica della Salute a Ca’ Farsetti |
| E Cacciari junior guida la protesta |
| Corteo senza incidenti. «L’opera è un mostro che succhia le risorse da destinare alle case» |
(M.Lamb.) «Il Mose non serve a bloccare le acque alte, fermiamolo prima che sia troppo tardi». Erano una sessantina, ieri, a sfilare lungo il Canal Grande per protestare contro i cantieri alle bocche di porto. Il corteo dell'Assemblea NoMose è partito dalla Basilica della Salute e ha manifestato lungo le acque del Canal Grande sventolando in alto le proprie bandiere. In totale, si sono contate solo una decina di imbarcazioni, a fronte della quarantina dell'ultima manifestazione di protesta. Le imbarcazioni sono state seguite lungo tutto il corteo da polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale per controllare che non si verificassero problemi di ordine pubblico o di interruzione di pubblico servizio.
«Questo è il No Mose day - ha detto Tommaso Cacciari - Il Mose è un mostro che sta ammazzando la laguna, i già precari equilibri della nostra città, un mostro che sta succhiando tutti i soldi della Legge Speciale, che dovrebbero invece essere investiti per restaurare le case, per i contributi agli affitti, per la manutenzione della città, per alzare le rive e scavare i canali. Il Mose serve solo a chi lo fa». La musica a tutto volume e gli slogan dell'Assemblea hanno attirato la curiosità di turisti e veneziani, che si sono fermati ad osservare e fotografare i manifestanti, soprattutto dal ponte dell'Accademia e di Rialto. «Fermiamo questo scempio - ha gridato Cacciari - chiediamo il blocco totale dei lavori e la revisione del progetto. Bisogna fermare i lavori finchè siamo in tempo. Salviamo Venezia». Dure critiche sono state poi avanzate nei confronti del Consorzio Venezia Nuova, che sta realizzando l'opera. «Le ruspe del Consorzio stanno devastando la laguna» hanno detto i manifestanti. Le imbarcazioni hanno continuato a sfilare fino al ponte di Rialto, poi sono approdate davanti a Ca' Farsetti, dove ad attendere i contestatori c'erano un'altra ventina di aderenti all'Assemblea permanente. Le forze dell'ordine hanno perquisito i manifestanti, che lentamente sono entrati in Comune per assistere alla seduta del Consiglio."
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[Come? Cos'è il Mose? Guarda qua: http://www.nomose.org/cosa.html ]
Più tardi, tra me e me:
"Pubblicizzare io? Roba da matti! Ma quando mai???:- )"
5 giugno 2005 - 5 giugno 2006
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Iniziai ad aggiornare con regolarità questo blog il 5 giugno 2005 (l'archivio segnala un post anche in aprile, ma era solo il copia-incolla di un articolo uscito su Nazione Indiana tra mille polemiche). Per festeggiare il primo compleanno del mio blog, riproduco oggi il post "INTERNET E FOLLIA". Proprio in esso, infatti, sintetizzai le maceranti ragioni filosofiche che mi avevano indotto a mettermi in proprio, dopo essermi fatto un nome come gran scassacazzi nello spazio commenti di vari altri blog:-). Quasi 40.000 visite in un anno non sono moltissime, ma nemmeno poche. Ringrazio di cuore quanti hanno avuto la curiosità e la pazienza di seguire i miei "Cazzeggi Letterari". Un abbraccio a tutti.
Andrea Barbieri
(Immagine della first birthday cake da http://gourmettouchbakery.com/gallery/albums/birthday/First_Birthday.thumb.jpg )


(Umberto Eco)
Lo confesso. In magazzino ho scatoloni di ritagli e pagine di giornale che dovrò, prima o poi, gettare via. Ieri sera, casualmente, è riaffiorata una storica "Bustina di Minerva" di Umberto Eco, con un altrettanto storico elogio del libro. Strappata a un vecchio Espresso del 17 marzo 1995. Riproduco il testo dell'articolo, intitolato:
"COME L'AMORE, IL LIBRO MIO NON MUORE. E LE BUGIE HANNO LE PAGINE CORTE"
"... Ci sono due tipi di libro, quelli da consultare e quelli da leggere. I primi (il prototipo è l'elenco telefonico, ma si arriva sino ai dizionari e alle enciclopedie) occupano molto posto in casa, sono difficili da manovrare, e sono costosi. Essi potranno essere sostituiti da dischi multimediali, così si libererà spazio, in casa e nelle bblioteche pubbliche, per i libri da leggere (che vanno dalla 'Divina Commedia' all'ultimo romanzo giallo). I libri da leggere non potranno essere sostituiti da alcun aggeggio elettronico. Sono fatti per essere presi in mano, anche a letto, anche in barca, anche là dove non ci sono spine elettriche, anche dove e quando qualsiasi batteria si è scaricata, possono essere sottolineati, sopportano orecchie e segnalibri, possono essere lasciati cadere per terra o abbandonati aperti sul petto o sulle ginocchia quando ci prende il sonno, stanno in tasca, si sciupano, assumono una fisionomia individuale a seconda dell'intensità e regolarità delle nostre letture, ci ricordano (se ci appaiono troppo freschi e intonsi) che non li abbiamo ancora letti, si leggono tenendo la testa come vogliamo noi, senza imporci la lettura fissa e tesa dello schermo di un computer, amichevolissimo in tutto salvo che per la cervicale. Provate a leggervi tutta la 'Divina Commedia', anche solo un'ora al giorno, su un computer, e poi mi fate sapere. Il libro da leggere appartiene a quei miracoli di una tecnologia eterna di cui fan parte la ruota, il coltello, il cucchiaio, il martello, la pentola, la bicicletta. Il coltello viene inventato prestissimo, la bicicletta assai tardi. Ma per tanto che i designers si diano da fare, l'essenza del coltello rimane sempre quella. Ci sono macchine che sostituiscono il martello, ma per certe cose sarà sempre necessario qualcosa che assomigli al primo martello mai apparso sulla crosta della terra. Potete inventare un sistema di cambi sofisticatissimo, ma la bicicletta rimane quel che è, due ruote, una sella, e i pedali. Altrimenti si chiama motorino ed è un'altra faccenda. L'umanità è andata avanti per secoli leggendo e scrivendo prima su pietre, poi su tavolette, poi su rotoli, ma era una fatica improba. Quando ha scoperto che si potevano rilegare tra loro dei fogli, anche se ancora manoscritti, ha dato un sospiro di sollievo. E non potrà mai più rinunciare a questo strumento meraviglioso. La forma-libro è determinata dalla nostra anatomia. Ce ne possono essere di grandissimi, ma per lo più hanno funzione di documento o di decorazione; il libro standard non deve essere più piccolo di un pacchetto di sigarette o più grande dell' 'Espresso'. Dipende dalle dimensioni della nostra mano, e quelle - almeno per ora - non sono cambiate, con buona pace di Bill Gates. E' vero che la tecnologia ci promette delle macchine con cui potremmo esplorare via computer le biblioteche di tutto il mondo, sceglierci i testi che ci interessano, averli stampati in casa in pochi secondi, nei caratteri che desideriamo - a seconda del nostro grado di presbiopia e delle nostre preferenze estetiche - mentre la stessa fotocopiatrice ci fascicola i fogli e ce li rilega, in modo che ciascuno possa comporsi delle opere personalizzate. E allora? Saranno scomparsi i compositori, le tipografie, le rilegatorie tradizionali, ma avremmo tra le mani, ancora e sempre, un libro."
Quell'articolo, secondo me, chiuse il dibattito sull'argomento:- )
(Immagine da: http://www.memo.com.co/fenonino/aprenda/diccionarios/imgbiblio/UMBERTO%20ECO.jpg )

(A. Hanniger)
AMSTERDAM - Rincara la dose il pensionato olandese Ad van den Berg, ideatore e fondatore del partito pedofilo NVD: non soltanto gli adulti potrebbero avere rapporti sessuali con bambini appena compiuti i 12 anni di età, ma dovrebbe essere legalizzata anche la pornografia infantile. L'iniziativa sta provocando reazioni sdegnate in tutta Europa, il vicepresidente della Commissione Ue, Franco Frattini, ne parlerà domani a Lussemburgo con il ministro degli Interni olandese.
L'ineffabile sessantaduenne, che da ieri desta scandalo per la creazione del partito 'Amore per il prossimo, libertà e diversità' dai chiari intenti pedofili, non si è nascosto dietro un dito, anzi ha risposto rincarando la dose della sua iniziativa: "comunque - afferma van den Berg rispondendo alle domande di un giornalista che lo intervista per un sito olandese - tra adulti e dodicenni dovrebbe essere tutto possibile già sulla base di una tacita condiscendenza. Anzi, succede già così, ogni giorno, ovunque".
Ma non solo, van den Berg chiarisce che lui e i suoi sostenitori non sono soltanto fautori "di un abbassamento dell'età per praticare il sesso con adulti" ma chiedono anche "la legalizzazione della pornografia dei bambini".
[Immagine da http://www.wbir.com/assetpool/images/05121510328_December15_2005_generic%20child%20abuse.jpg ]
1° Saviano, perché s'è beccato una coltellata,
2° WM per la testa di verro mozzata, 3° ex aequo Carla Benedetti e Giuseppe Genna, per le cause giudiziarie che attentavano alla loro libertà e al loro patrimonio (Pedullà e Scientology). Tutto il resto non conta, e fa niente se chi fa il rivoluzionario sul web è lo stesso che su carta fa cascare dal sonno, coi suoi moralismi in vestaglia e pitale; e fa niente se il più implacabile denunciatore della pavidità altrui quasi sempre è il pavido frustrato, che proietta sull'interlocutore le proprie manchevolezze. L'importante, per un vero scrittore, è non mettere mai piede in quei luoghi da imboscati che sono le biblioteche! Al fine di sottrarsi alla naïveté che per destino li reclama, l'unica è ostentare qualche pezza d'appoggio del proprio "impegno". Sevizie, fratture o querele, meglio se proclamate con gran soccorso di attrezzeria retorica e un registro gnomico e vittimista. Eccolo qui, il trionfo dell'etica e il turibolo dell'estetica!
Non ci siamo mai incontrati di persona.
Non gli ho mai dato consigli di scrittura: manco sapevo che stesse scrivendo un libro.
Non ho mosso mai leve (quali?) per farlo andare in tv o in qualunque altro posto.
Non ho un briciolo di merito per quel che ha fatto lui.
Lo scrivo a scanso di equivoci, visto che adesso c'è la gara a chi per primo intuì il talento, e chissà dove saresti a quest'ora se io non, e va riconosciuto che c'è un gruppo di persone che. Solita fiera delle vanità, solita condotta parassitaria, solito esibizionismo sconcio.
Stavo dicendo: l'ho chiamato e gli ho spiegato la mia teoria sull'io narrante. Mi ha confermato che è vera, aggiungendo esempi.”
Questa “storia ignobile” è anche figlia di Wm1. Perché scandalizzarsi se Scarpa si incazza?
Ha ragione Lello Voce. L’autore avrebbe preferito un’accesa polemica sui contenuti di Gomorra.
Roberto nelle dediche ai suoi lettori scrive:
“sperando il libro possa contagiarti”.
Semplifico un po' ma il succo è questo. E spero che ritorneremo al più presto a parlare sopratutto di Gomorra/strumento ottico/visione dell'Italia/mondo.
Scritto da: andrea inglese | 23/06/06 a 13:32 --
Infine, in Nazione Indiana, ha fatto capolino [omissis]... (1)
(1) Chiedo scusa, ma mi è stato chiesto di eliminare la citazione. N.d.r.