Cazzeggi letterari

"Chi scrive libri", ammonisce Karl Kraus, "lo fa soltanto perché non trova la forza di non farlo."

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domenica, dicembre 31, 2006

IL 2007 PER NOI GEMELLI DELLA TERZA DECADE

gemelli

TERZA DECADE (dal 10 giugno al 21 giugno)
Tanto vale dirlo subito, l’inizio dell’anno è alquanto confuso [FANCULO!, n.d.r.], con occasioni che sembrano eccezionali ma rivelano subito la loro inconsistenza [MERDA!, n.d.r.], non mettete troppa carne al fuoco e limitatevi, almeno fino a marzo, a pazientare [UFFA!, n.d.r.]: in attesa di un segno positivo di Nettuno, che, alleato con Giove, potrebbe farvi un regalo di non poco conto [E' QUEL CONDIZIONALE CHE MI INQUIETA, n.d.r.], come un incontro d’amore ["L'AMORE E' UNA FACCENDA DA SARTINE", Gianni Agnelli] o di lavoro che vi apra a nuove possibilità  per il prossimo futuro [SI', SI', VOGLIO FARE LA VELINA ANCH'IO!, n.d.r.]. Senza escludere, per chi la desidera, la sorpresa di una maternità o di una paternità imprevista quanto positiva [GRAZIE, GIA' DATO, SONO CONTENTO COSI', n.d.r.].
Saprete di certo riconoscere le illusioni che talvolta Nettuno dispensa a chi si inflaziona del proprio successo [cfr. "NETTUNO, TI GIURO, NETTUNO..."], quindi non perdete il controllo della realtà [PIU' CHE ALTRO E' LA REALTA' A NON PERDERE IL CONTROLLO SU DI ME, n.d.r.], specie nel lavoro, dove siete di certo oggetto dell’invidia [RAGAZZI, CREDETEMI, C'E' BEN POCO DA INVIDIARE, DAVVERO!, n.d.r.] di chi non ha la vostra brillante intelligenza [BE', ALMENO QUESTA L'HA AZZECCATA!:-) n.d.r.].

Le Previsioni del 2007 di Horus sono state tratte dal Venerdì di Repubblica

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[Immagine tratta da internet]

postato da: Lioa alle ore 05:58 | link | commenti (13)
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sabato, dicembre 30, 2006

PATATANIA DREAMING

MissPadania

Dal Corriere della Sera del 28 dicembre 2006:

<<ROMA - «Il Tricolore lo metta nel cesso. Personalmente ho già ordinato un camion di carta igienica tricolore». Non spettava alla Camera affermare che questa frase pronunciata da Umberto Bossi in un comizio a Venezia il 14 settembre 1997 fosse solo un'opinione espressa da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni. Con questa motivazione la Corte Costituzionale ha annullato la delibera della Camera dei deputati dell'11 gennaio 2000, con cui scagionava il leader leghista dall'accusa di vilipendio alla bandiera: secondo la Camera infatti si trattava di una semplice opinione politica espressa da un deputato che esercitava le sue funzioni di rappresentante degli italiani ai sensi della Costituzione, art. 68 primo comma. Bossi all'epoca era oggetto di procedimento penale davanti al Tribunale di Venezia.>>
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Se aveste sfogliato LA GENTE D'ITALIA  della settimana scorsa  [ http://www.lagenteditalia.com/ ] vi avreste trovato un mio vecchio racconto risalente al periodo in cui Umberto Bossi era (ancora) considerato un personaggio preoccupante, anziché l'ennesima macchietta politica italiana: "IL SOGNO DI PATATANIA". Come ci era finito? Semplice: su invito di Stefania Nardini, che ne cura la pagina culturale.
Eccolo:
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"I had a dream... ho fatto un sogno", farfugliò un mattino il signor Bozzi, svegliandosi tutto eccitato.
"Che sogno?", gli domandò sua moglie, tutt'altro che incuriosita.
"Il sogno di Patatania."
"Patatania? E che roba?"
"Hai presente il fiume Patato?"
"Ho presente."
"Be', ho sognato che i popoli oppressi delle sue sponde facevano la rivoluzione e si staccavano dall'odiato Resto del Paese. Avevano ben diritto ad arrangiarsi per conto loro!"
"Popoli oppressi? E da chi, scusa? Non parliamo tutti la stessa lingua? Non viviamo tutti dentro gli stessi confini? Non siamo cresciuti guardando tutti gli stessi programmi televisivi... be', si fa per dire. E poi... "
"E poi?"
"E poi è un pezzo che nessuno rispetta più il proverbio 'Moglie e buoi dei paesi tuoi': ci siamo rimescolati in tutti i modi possibili!"
"Paese grande, problemi grandi", bofonchiò il signor Bozzi. “Paese piccolo, problemi piccoli."
"Cervello piccolo, pensieri piccoli!", sospirò sua moglie.
Il signor Bozzi le torse un braccio:
"Devi fidarti di me, hai capito? E batterti per la rivoluzione con me: i Patatani coi Patatani, gli Altri con gli Altri."
                                       
Il mattino dopo fu sua moglie a svegliarsi tutta eccitata.
"I had a dream... ebbene sì, ho fatto anch'io il mio bravo sogno."
"Che sogno?", la interrogò il signor Bozzi, sospettoso.
"Il sogno di Patatania."
"Davvero? E com'era?"
"Ah, era bella... e verde... e vivibile, la mia Patatania!"
"Fantastico! Sono riuscito a persuaderti, dunque. Eh sì, con le buone maniere si ottiene sempre tutto. Sei dei nostri, adesso... voglio dire, dei miei!"
"L'avessi vista, Patatania."
"L'ho vista, l'ho vista. Non dimenticare che l'ho sognata prima di te. Era bella, eh? E verde, e vivibile!"
"Infatti... ma il sogno, un po' alla volta, si è ingarbugliato."
"Come sarebbe a dire?"
"Troppa gente, troppe diversità. C'erano tutte quelle famigliacce della Patatania meridionale, per esempio. E allora, sul sogno precedente, si è innestato un nuovo
sogno."
"Che sogno?"
"Il sogno della Patatania del Nord, completamente staccata dal Resto del Paese."
"Continua."
"Com'era bella, adesso, la nuova Patatania, la mia Patatania del Nord! Tanto più bella e verde e vivibile della precedente, solo che... "
"Solo che?"
"Solo che il sogno, all'improvviso, si è ingarbugliato di nuovo. Troppa gente. Troppe diversità. C'erano tutti quegli zoticoni del meridione della Patatania del Nord, per esempio. E allora un nuovo sogno si è innestato sul precedente."
"Che sogno?"
"Il sogno della Patatania del Nord-Nord. Sì, il sogno di staccare la parte superiore della Patatania del Nord dal nuovo Sud. Quanto più bella e verde e vivibile della precedente appariva adesso la mia Patatania del Nord-Nord!"
Il signor Bozzi la squadrò minaccioso. Stava per torcerle di nuovo un braccio, quando sua moglie riprese:
"Ma non era finita, sai?"
"Ah no? E perché?"
"Perché ogni volta, sull'ultimo sogno, si innestava un nuovo sogno. Da un lato, è vero, la mia Patatania del Nord-Nord-Nord-Nord-Nord continuava a rimpicciolire, perdendo sempre nuovi MERIDIONI, dall'altro diventava sempre più bella e verde e vivibile, finché..."
"Finché?"
"Finché, verso il mattino, l'ultimo sogno, il più puro di tutti, non mi ha dischiuso PIANEROTTOLANIA... Ah, com'era bello e verde il mio pianerottolo! Solo che... "
"Solo che?", gridò il signor Bozzi, paonazzo in volto, e piegandole definitivamente il braccio.
"Solo che... ahi, mi fai male!"
"Solo che?", incalzò il signor Bozzi in tono di sfida, con la faccia stravolta.
"Solo che, poi, sono entrata in casa e c'eri… tu", aveva appena iniziato a dire sua moglie. Ma non ebbe modo di concludere.
Sognando Patatania
[La gente d’italia Venerdì 22 Dicembre 2006 ] 
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Foto da www.lunae.net
postato da: Lioa alle ore 04:11 | link | commenti (6)
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venerdì, dicembre 29, 2006

FAI L'AUTOREFERENZA

 

Ebbene sì, ho deciso di ospitare nel mio blog lo sfuggente gattostanco, a cui il 21/12 è sfuggita una filastrocca decisamente carina per tutti i blogger.  Ma non diteglielo, se no si monta la testa:- )

"Fai un post,
fanne un altro,
fai l’
autoreferenza,
fai la penitenza
blogga in su
blogga in giù
dai un bacio a chi vuoi tu !!!"

da http://gattostanco.diludovico.it/archivio/2006/12/21/minifilastrocca-fai-lautoreferenza/#comments

[Immagine da http://catlendario.blogspot.com/ ]

postato da: Lioa alle ore 06:44 | link | commenti (4)
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lunedì, dicembre 25, 2006

FREE WISHES:-)

immagine 3 piccola 

 

 

 

 

 

 

 

(Illustrazione di Sandra Moldi per "La Madonna del Latte" di Lucio Angelini, leggibile qui:

http://lucioangelini.splinder.com/post/7092645#comment )

Parto per Fano, ombelico del mondo.

AUGURI A TUTTI!!!

postato da: Lioa alle ore 04:03 | link | commenti (7)
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domenica, dicembre 24, 2006

ABBRACCI GRATUITI

Proprio ieri Mauro Mongarli, copywriter che, con Lionello Borean, designer, cura la grafica e l'immagine di vibrisselibri, ha segnalato al gruppo un video bellissimo:

Free Hugs Campaign                                    

In un mondo traboccante di violenze gratuite, vi invito caldamente a seguirlo:

http://www.youtube.com/watch?v=vr3x_RRJdd4

"Free Hugs Campaign. Inspiring Story! (music by sick puppies)" 

postato da: Lioa alle ore 07:28 | link | commenti (7)
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sabato, dicembre 23, 2006

PIERO SORRENTINO RECENSISCE "BLU TROLL"

ALTRI STRASCICHI

Il 22 marzo 2003 tale Frodo Baggins pigolò su it.sport.montagna (tuttora uno dei miei ng prediletti):

"Scusate la domanda, è un pò che non lurko e scrivo, quindi potrei non essere
al corrente, ma il Lucangel del NG è per caso il TROLL e FLAMER di cui
parlano in questo sito:
http://www.bynoi.tk/ in particolare in questa
pagina:
http://space.virgilio.it/degianno/lucangel.html ?
Qui si parla di questo fantomatico Lucangel aka Lucio Angelini che posta anche su it.cultura.libri fingendosi un letterato  [???, n.d.r.]. Non per essere maligno... Naturalmente la mia è solo una curiosità, lungi da me accusare Lucangel di essere un troll, visto che come ho detto è tanto che non frequento il NG e non ho letto msgg di Lucangel tranne quello della primavera (che effettivamente non è di gran gusto). Ciao

Gli risposi:

"Amore, chiunque può segnalare a bynoi un postatore che gli stia sulle palle. Ho provato io stesso con Paolo Beneforti, il maestrino dal pene rosso (al posto della testa) e sono stato subito accontentato. Prova anche tu - chessò io? - con Alpine Man. I gestori del sito (peraltro ***veri troll*** essi stessi) non tarderanno a inserirlo. Il fatto è che le mie battute, spesso cattivelle, si appuntano spesso contro i sedicenti 'moderatori' di ng in realtà NON moderati. Non sopporto chi dice 'Il padrone del ng sono me!' Tutto qui. Ammetto solo la mia tendenza ad andare - a volte - fuori tema (mi capitava anche a scuola), ovvero Off Topic (OT) come si dice in gergo. Tra i frequentatori di un ng si stabiliscono spesso relazioni di confidenza e amicizia, o anche di più o meno velata antipatia. Che c'è di male se anch'io ho i miei ESTIMATORI e i miei DENIGRATORI? Ciao."

L'ingenuone ribattè:

"Ok, come ho già detto, la mia era solo una domanda  e non era un'accusa. Cmq grazie per la risposta, mi hai tolto il dubbio. Ora il punto è un altro, ma questi possono mettere nome e cognome tuoi e diffamarti in questo modo? Non sarebbe il caso di fare qualcosa? Personalmente se succedesse a me di essere nominato troll mi roderebbe alquanto. "

E io:

"È il loro scopo. E finché sei conosciuto solo per nick non c'è problema. Di me è stato già detto TUTTO  e il contrario di tutto in usenet. Purtroppo quando, anni fa, esordii in rete, fui così ingenuo (non avendo nulla da nascondere) da firmarmi con nome e cognome. Ho poi scoperto che, invece, sarebbe stato preferibile trincerarsi ***fin dall'inizio*** dietro un nick. La rete pullula di gente invidiosa e malevola, quando non addirittura psicopatica. Vari scrittori professionisti hanno provato a frequentare it.cultura.libri (per esempio Simona Vinci, Eraldo Baldini eccetera) con il proprio nome e cognome, ma hanno dovuto tutti tagliare la corda. Detto ciò, essendoci libertà di opinione, chiunque può considerarti 'troll' (che nel gergo dei ng significa, peraltro, solo 'postatore che interviene a scopo provocatorio, per suscitare *flames* ovvero scazzi più o meno accesi'). Per questo non mi sono preoccupato di smentire le numerose inesattezze contenute nella mia scheda su bynoi. Chi se ne frega? La cosa veramente GRAVE che mi è successa è stata che un tizio di Caserta (di cui conosco nome, cognome e indirizzo) si è spacciato per me e ha inviato parecchi sgradevoli messaggi a mio nome, clonando persino il mio mittente e la mia signature. Lì sì che ci sarebbe stato di che adire le vie legali... avendone voglia:-) Insomma, caro Baggins, meglio non dire mai - in rete - chi sei, dove abiti e che numero di telefono hai. E' bene, altresì, alterare il mittente (se non altro per non ricevere tonnellate di msgg pubblicitari nella mail-box). Io, ormai, potrò fare tesoro dei miei stessi consigli solo nella mia  prossima vita:-) Ciao.

Nel frattempo, in it.cultura.libri, avevo chiarito:

"... il mio morphing era, oltre che SCOPERTISSIMO, solo parodistico.
Ma poi, chissenefrega? L'analisi di bynoi raggiunge le sgg. conclusioni (paragonabili, per imponenza, alla scoperta dell'acqua calda): "il troll spesso posta a proposito". Che è come dire che troll siamo un po' tutti, visto che un po' tutti, a seconda delle volte, cazzeggiamo o ci atteniamo maggiormente al topic.
Chiunque sia Maria Strofa, la sua personalità è sicuramente meno squallida
di quella dello sceriffetto informatico Peltio, sul quale vorrei definitivamente stendere un VELLO PELOSO. "

Di ben diverso avviso Annibale Proietti:

"Fanno centro ancora una volta i 'cacciatori di troll' di bynoi, con Blu
troll (
http://www.bynoi.tk/blu/blu.html) L' e-book sperimentale è accurato, avvincente nell'esposizione  e documentato nei contenuti L'indagine sul personaggio 'Maria Strofa' arriva ad alcuni risultati fondamentali... uno su tutti:
Maria Strofa è Carlo Berselli. Il personaggio P.Ungari, su It.Arti.Poesia, confessò di essere Carlo Berselli/Enoch Soames (legati indissolubilmente a numerosi e perniciosi fakes); dopo pochi giorni Ungari scomparve, e nacque il personaggio 'Maria Strofa', dallo stesso autore che aveva creato Ungari, come gli headers dei messaggi evidenziano:
http://www.bynoi.tk/blu/terza.html

Il risultato è di assoluto rilievo, se si considera che Berselli/Soames
è universalmente conosciuto come uno dei troll più dannosi e virulenti di usenet, capace di mettere a soqquadro interi NG con la sua presenza e le sue provocazioni (Blu troll virgilianamente conduce il lettore nelle bolgie create da Strofa/Berselli/Soames). La stessa Maria Strofa ha per anni alimentato e poi smentito ad arte questi sospetti, giocando sulla propria ambiguità, ma è la prima volta che possiamo leggere dati concreti che vanno oltre le voci di corridoio.

Le conclusioni raggiunte da "Bynoi" hanno una portata che supera la disquisizione sulla identità di Maria Strofa (problema "di base" brillantemente risolto):
a) Il troll può prosperare solo con l'appoggio più o meno implicito del newsgroup, ma un eccessivo trolling può indebolire nel tempo questo appoggio. Allora...fino a che livello un newsgroup può tollerare un troll?
b) I fakes di Maria Strofa sono delle entità che, una volta create, vivono di vita propria, ed  arrivano a scontrarsi con il loro stesso creatore. Si intravedono scenari torbidi ambientati negli abissi della mente umana.
c) Alcuni post IT sono sufficienti, se pur estremamente interessanti, a legittimare un comportamento arrogante e presuntuoso che dura per anni e infastidisce decine e decine di utenti usenet?
4) Il "troll" è un idealtipo insufficiente, da solo, a definire certi comportamenti usenettiani. Il troll spesso oscilla tra comportamenti da Net-kook, Morpher o Roditore.
d) Essere un buon troll, creare un buon fake, non è affatto facile, richiede inventiva e fantasia.

L'affermazione di Lucangel, secondo cui "... l'analisi di bynoi raggiunge le sgg. conclusioni (paragonabili, per imponenza, alla scoperta dell'acqua calda): 'il troll spesso posta a proposito'... è fuorviante, oltre che meschina dal punto di vista
intellettuale (e questo è in linea con il personaggio Lucangel, già recensito su "Bynoi"). È  evidente che uno dei protagonisti dell'e-book "Blu-troll" confonde quello che sul dossier viene evidenziato come tecnica di trolling con il "risultato principale" dell'indagine. Quello che il critico furbetto non mette in risalto è il fatto che Blu troll si chiude lasciando aperto un grande interrogativo: qual è il
rapporto tra Maria Strofa e Lucangel? A questa domanda siamo chiamati a rispondere, come lettori di Blu troll, e la dinamica odierna è davvero d'aiuto: quando Maria Strofa è chiamata in causa, Lucangel è il primo ad intervenire.
Semplice solidarietà fra troll o... due fakes della stessa medaglia...? E perché non la rabbia di un demiurgo la cui fama è oscurata da quella di un suo fake? Il nervosismo di Lucangel è poi palpabile quando scrive dello "sceriffetto informatico Peltio" (l'errore di battitura tradisce il rancore ribollente), giustamente presentato su Blu troll come "eroe internettiano" che per primo si oppose all'arroganza e maleducazione dello stesso Lucangel su diversi newsgroup.
Speriamo davvero che questa sia solo la prima puntata di tante altre
indagini sul "lato oscuro di usenet".
Annibale Proietti

E PIERO SORRENTINO (a me):

però ammetterai che il "dossier" è dotato di interessante prosa, no? :-)

pie.

Tale GIANNI:

Qui, siamo tutti in maschera. Nel senso che di ciascuno di noi si percepisce solo quello che si vuol far vedere e che ognuno riesce a vedere: niente di più, ma non per questo meno vero e reale. Siamo tutti in maschera, dicevo, e come maschere viviamo la nostra istrionica realtà, magari assolutamente differente dal quotidiano, ma comunque con una sua peculiare identità, forse ancor più reale
perché della realtà si ciba anziché farne scempio. Comunque, almeno qui, un'identità scelta e libero specchio dell'anima. Che poi si travesta o cambi aspetto, poco importa. Credo che ricercare la reale identità che c'è dietro un nick sia quanto di più inutile si possa fare, come concentrarsi sui trucchi cinematografici, guardando un film: si finisce col perdersi tutto il gusto. I più "vecchi" frequentatori di questo ng si ricorderanno di Tiziana Pannunzio (a proposito, chi l'ha vista in TV?) e della sua querelle: a chi giovò? OK, sono OT come non mai. Ho comprato i sessanta racconti di Buzzati, Oscar Mondadori con lo sconto, ma quello era un altro thread.
Saluti episodici. Gianni

Mia risposta a Gianni:

> Siamo tutti in maschera, dicevo, e come maschere viviamo la nostra
> istrionica realtà

Si pensi al timido, complessato Peltio che per sentirsi epico si improvvisa
cacciatore di mulini a vento, avvista il pupazzo Ow Ouch ("Ow! Ouch!
Fanculo!") e crede di salvare le sorti dell'umanità denunciandolo a
Infostrada; al tragicomico avvocato di Caserta che si illude di suscitare
attimi di atterrito/ammirato sgomento con le sue scatologiche smargiassate,
in ciò spalleggiato dall'altro fido guerriero ***nordico*** (Bullowyf o
sco-Reggia di Caserta in seconda)... salvo poi cacarsi sotto appena viene
denunciato alla polizia postale (proprio lui, il magistrato!)... e via
dicendo. Meno male che, in mezzo a tutto questo variopinto e baccagliante
marasma, resiste inaffondabile un valore: "Bene quotare necesse est!".

P.S. Benefortianamente, s'intende:-)

postato da: Lioa alle ore 08:32 | link | commenti
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venerdì, dicembre 22, 2006

L'EPOPEA DI MARIA STROFA (6)

(Lucio Angelini in uno dei suoi voli pindarici)
.
EPILOGO
<<È ormai storia dei giorni nostri. Le forze antitroll in campo sono diverse e ben più temibili, per Mario Strofo, di quelle esistenti in passato. Lo Staff Bynoi - The TrollHunters intuisce che sotto il personaggio di Maria Strofa c’è del marcio, e inizia a scavare. L’allarme viene, come sempre, da un fake "usa e getta", l’ennesimo, di Maria Strofa: twat tam asi. (77)
Si inserisce nella polemica tra il simpatico troll di 2° classe "mangia-la-mia-merda" e Bart di Monaco, a gennaio del 2003 (78). In pochi giorni tat twam asi scompare, soppresso da Maria Strofa che ammette la sua creazione in seguito a una precisa e circostanziata deposizione di Bart di Monaco (79). La fame di gloria di Maria Strofa si è ancora una volta nutrita con le carni di un fake usa e getta, sacrificato senza pietà alcuna.
Scattano le indagini, il team di investigatori al soldo dei Trollhunters provvede a interrogare Maria Strofa, che non cede. Il Comm. Basettoni, L’Ispettore Callaghan, L’Isp. Zenigata, Robocop, Ginko, DylanDog si rivolgono a Maria Strofa con domande mirate e circostanziate, cercando di strappare una confessione che purtroppo non arriva.
E mentre lo staff investigativo prosegue con le indagini, lo staff psichiatrico Bynoi, guidato dal Prof. Freud, traccia un interessante profilo di Maria Strofa.
E i fatti confermano quanto indicato nel profilo predisposto dagli esperti.
Alle domande rivolte a Maria Strofa risponde Lucangel; di questo comportamento rivelatorio il lettore dia l’interpretazione più opportuna. Non è una scelta casuale: Mario Strofo dà le indicazioni giuste ai detective, ma lo fa, come sempre, alla sua maniera. Durante una confessione, in cui è Lucangel a interrogare Mario strofo, c’è il crollo definitivo (80):
"Facciamo una cosa Lucangel, così ti calmi. Sono Carlo Berselli e sono un gay, ok ? Non vedo quale mistero tu debba risolvere e in che modo pensi di punzecchiarmi. Nemmeno capisco quale interesse abbia questa vicenda della mia identità. Mi chiamo Carlo Berselli e sono un gay. Contento? Adesso che tutto è a posto posso continuare a scrivere o debbo dichiararlo a ogni post chi sono e perché ? Posso continuare con il nick Maria Strofa oppure debbo allegare mio codice postale, carta di credito, codice fiscale, numero di telefono e indirizzo ? ciao"
(Maria Strofa – M.ID. bjac5v49ghe5h3cl63abdut1bnnlgqp32m@4ax.com)
La triplice Triade si chiude, stavolta definitivamente. Maria Strofa risponde alla domanda che ci eravamo posti: È CARLO BERSELLI. Lo aveva già gridato il povero fake P_ungari, scomparso in circostanze ancora da chiarire. La confessione è solo un tassello di rifinitura ad un puzzle che avevamo già completato. Un tassello cui aggiungere come didascalia sono le seguenti, sinistre parole:
"Desidero darle alcune informazioni circa l'identità di Maria Strofa. In base ad alcuni elementi privati, che non posso rivelarle, so con certezza che dietro questo nick si nasconde non altri che tal Carlo Berselli. Si tratta di un personaggio tanto brillante nelle sue prestazioni polemiche quanto mediocre come scrittore (si veda, ad esempio, il modestissimo volumetto "I libronauti"), per non dire della meschinità caratteriale dell'uomo. Nel mondo dei newsgroup è un famigerato seminatore di zizzania."
(Dalla lettera di Anonimo a Lucangel – M.ID. Qx2E8.54044$zW3.752515@news1.tin.it)
E in chiusura di questo affascinante viaggio che ci ha portato da Berselli a Maria Strofa, passando per gli abissi della mente umana, vogliamo dedicare alcuni pensieri, ed un ricordo, a quanti non sono più con noi. Il nostro pensiero va a Peltio il paladino, unico baluardo contro Lucangel negli anni bui. Un ricordo ad Emerenziano Paronzini, coraggioso portatore di verità.
Un istante di silenzio in memoria di P_ungari, che con il suo coraggio disperato cercò di riscattare la sua vita bruciata di inutile fake, lasciando una testimonianza scomoda ed insostituibile.
Una prece per i 34 nick di Lucangel, per tutti i fakes "usa e getta" creati da Maria Strofa, serviti solo come vittime sacrificali per la sua notorietà. Una dedica ai fakes Tristan Shandy, Cuticchia, Ol’ga, la Sig.na Cuori infranti, Petulia, e tutti quelli, forse troppi, che qui non ricordiamo.
Il nostro ringraziamento va a tutti gli utenti di usenet che hanno collaborato con questa ricerca, che ci hanno sostenuto e suggerito spunti d’indagine interessanti.
Ci congratuliamo con i validi collaboratori dello Usenet Investigation Team per la loro abnegazione e ferrea volontà, e tranquillizziamo tutti gli utenti di usenet: tante domande restano ancora senza risposta, ma noi non ci siamo fermati.
Il lavoro dei TrollHunters continua. Lo ricordino Maria Strofa e tutti i suoi fakes ancora a piede libero... >>
Da
http://web.archive.org/web/20050306174716/www.bynoi.com/blu/blu.html

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Be', che dire, se non che "A QUALCUNO PIACEVA EPICO"?         Malgrado le promesse-minacce dei TrollHunters, per vostra sfortuna Maria Strofa e Lucangel sono ancora tra voi. Definitivamente scomparsi dalla circolazione, invece, proprio loro, i Bynoi boys, con tutti i loro meticolosi e, ahimè, inani dossier, schede, profili (il classico impegno degno di miglior causa...). Scomparso il sito www.bynoi.com. Per ironia della sorte, è toccato proprio a me, "uno dei più perniciosi troll mai apparsi in rete" (la definizione è di Peltio, che adorava fabbricare grandi circostanze con avvenimenti di poco conto) salvare dall'oblio il frutto di tante indefesse - e, ribadisco, sicuramente anche un po' fesse -  fatiche: "BLU TROLL"...

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Il 14 aprile 2003, alle ore 13:08, Maria Strofa osservò in it.cultura.libri, a proposito di BLU TROLL:

"La sola cosa vera di questa articolessa (lenta e che non ha bevuto vino) è che mi chiamo Milena, anche se mia mamma mi ha sempre chiamato Maria. Milena Desi. Abito a Reggio Emilia, nella zona di viale Dimitrov. Cominciai a postare su it.cultura.single, alcuni anni fa, dove conobbi ol'ga che aveva un altro nick. E me ne innamorai perdutamente. Purtroppo si trattò, ancora si tratta, e sempre si tratterà, di un amore romantico: perché io sono lesbica mentre ol'ga è eterosessuale. Parafrasando Don Chisciotte: 'Soltanto per ol'ga nacque maria strofa'. Tutte le mie poesie sono state scritte per lei. ol'ga è la sola che ha potere di vita o di morte su di me. Quando deciderà di non più comparire suiciderò maria strofa. Il filo può reciderlo soltanto lei. Perciò di tutto quello che si dice o non si dice qui, niente ha importanza se non la decisione di ol'ga. O vivremo insieme, su icl, o insieme, usettianamente, moriremo. La sola cosa che mi irrita di questa indagine è che qualcuno voglia dimostrare di essere più fissato su di me di quanto io non sia fissata su di ol'ga. maria "

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Infine, vagando per la rete, ho scoperto il sito:

http://digilander.libero.it/Peltio/Peltio/peltioweblife.htm

in cui Peltio nostalgicamente dichiara: "I like the Web of the good old times: when the content was... the content, and not some fancy, useless and heavy to download multicolored animation. But that's me. An old fashioned web dweller of the past millenium."

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AVVERTENZA. Come si sarà notato, i link numerati della parte terza non portano a nulla. Un esperto mi ha suggerito il seguente espediente:

"Usa la versione della wayback machine su archive.org, salvala in locale, apri con Blocco Note ed edita i link togliendo la parte "http://web.archive.org/web/123...ecc.../" prima del vero e proprio collegamento ai messaggi. Ripeti per ogni link, sono solo 37. :-)"

(Immagine da www.corriere.it )

postato da: Lioa alle ore 04:11 | link | commenti (5)
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giovedì, dicembre 21, 2006

PUBBLICITA' PROGRESSO

"Il babbo che credeva a Babbo Natale".

Qui:

www.carmillaonline.com

postato da: Lioa alle ore 07:46 | link | commenti (15)
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L'EPOPEA DI MARIA STROFA (5)

<< È proprio mentre infuria la lotta tra Lucangel e Peltio che si evidenzia un primo strisciante legame tra Maria Strofa e il vecchio trollone Lucangel. Maria Strofa, pur non chiamata direttamente in causa, si inserisce nella contesa dichiarando di aver sfidato i propri abuse di riferimento autodenunciandosi per morphing (38) per solidarietà a Lucangel . È il 6 giugno 2001.

Questa sarà d’ora in poi una dinamica ricorrente: nelle diatribe riguardanti Lucangel, compare tempestivamente Strofa, e viceversa. Strano, molto strano. Un mese più tardi Strofa difende Lucangel, su ICL, ma è uno sforzo vano: a fine luglio 2001 a Lucangel viene finalmente segato l’account. È una grande vittoria morale di Peltio, questa (39).

Ancora una volta, in seguito alla segatura dell’account, Maria Strofa prende le difese di Lucangel, inscenando per protesta uno sciopero del posting. Si tratta di nient’altro se non di un espediente per avere per sé un pezzetto della scena che ora è occupata da Lucangel.

"Mi si nota di più se non partecipo... o se partecipo rimanendo in silenzio ? " (N. Moretti).

Ma, trattandosi di troll, la risposta è scontata, e di tutt’altro tenore. Dopo pochi mesi troviamo ancora Strofa intenta a difendere Lucangel da infamanti [e naturalmente destituite di ogni FONDAMENTO, tengo a precisasare, n.d.r.] accuse di perversione sessuale (40). Da notare come tutto questo avvenga a cavallo tra ICL e ICLI: quelli che erano gli ng ove si discettava di cultura e linguistica vengono trasformati dall’avvento del Giano bifronte Lucangel-Strofa in un bordello dove i due (o forse si tratta di due facce della stessa medaglia ?) si arrogano il diritto di discutere di "cazzi" e palazzi senza nessun rispetto per manifesti, netiquette e, soprattutto, utenti.

Questa problematica è invero in crescente diffusione. Sono sempre di più i personaggi che, su usenet, acquisiscono una autorevolezza nella fase iniziale della propria presenza, per poi evolversi verso comportamenti trolleggianti o netkookeggianti che non vengono sanzionati per via dell’aura che protegge l’autore in virtù delle trascorse glorie.

Allora di fronte a personalità del calibro di Peltio, l’obiettività del cronista lascia spazio all’emozione dell’uomo, che non può fare altro se non tributare un meritato plauso a coloro che, pionieri, ponevano la propria mente e le proprie energie al servizio della difesa di usenet. E Peltio proseguirà nella sua opera meritoria ancora per diverso tempo, novello paladino, fino ad accompagnare col suo sguardo benevolente la nascita di "Bynoi".

Comunque sia, sotto le mazzate di Peltio, Lucangel vacilla. Tenta di sollevare un caso sulla sua stroncatura di account su It.News.Net-Abuse, ma addirittura viene sbeffeggiato dal De Cesari (ROTLF!) (41). 31-11-2001. E, stranamente, quando Lucangel è in difficoltà anche Maria Strofa va incontro a fasi ciclotimiche di disagio mentale. A fine 2001 è presa da sindrome di abbandono (patologia che manifesterà più volte nel tempo), ed accusa alcuni suoi compagni di ng di averla sputtanata. La "sindrome da sputtanamento" è notoriamente sintomo di difficoltà del troll, ed è invero interessante notare come in Maria Strofa tale sindrome sia regolarmente abbinata alla "sindrome da accerchiamento", fase in cui la Strofa paventa di essere incastrata e smascherata come fake. (42)

È facilmente comprensibile. Maria Strofa, lo abbiamo visto, è un fake di Ungari/Soames/Berselli, pertanto la sua coscienza è tutt’altro che pulita... ogni accerchiamento può essere fatale.

La simbiosi Strofa-Lucangel vive un momento di svolta il 1 dicembre 2001. Sappiamo bene che il 1° giorno del mese è data rituale e simbolica, e "Mario Strofo" non resiste a questo richiamo. Si produce in un’entusiastica recensione a proposito di un libro di cui è autore Lucangel. Recensione talmente entusiastica da sembrare, in certi passi, una presa per il culo.

Tutto questo mentre su ICL iniziano a circolare voci sempre più insistenti, voci pericolose: si mormora che "Mario Strofo" e Lucangel siano la stessa persona. Se questo fosse vero, si aprirebbero nuovi inquietanti scenari: Lucangel creatore di altri 6 fakes oltre ai 34 accertati da Peltio, solo 6, certo, ma di razza: da Soames a Berselli a Sversato. Con il nick Carlo Berselli che altro non sarebbe se non una nemesi di Lucangel.

Gli interrogativi sono aperti, ma prima che i paladini pionieri possano intervenire, la storia viene ancora una volta sconvolta: come per miracolo, riappare la solita sincronia tra i due protagonisti del teatrino: se Strofo punzecchia Lucangel, questi non è da meno, e inizia a diffondere per i ng voci che danno Strofo come fake di altri personaggi invero interessanti, ma certo di secondo piano rispetto ai nomi che conosciamo. Saltano fuori, suggeriti da Lucangel, i nomi di Tecla Dozio (It.Discussioni.Giallo) (43) (44) e Cuticchia (It.Arti.Trash) (45).

Un tempismo davvero d’eccezione: quando si sospetta che Lucangel e Strofo siano la stessa entità, i due iniziano infangarsi l’un l’altro, quasi a voler convincere l’ingenuo lurker che essi siano due acerrimi nemici piuttosto che un Giano bifronte.


Il Giano bifronte

E in questa situazione, già di per se torbida, si incastona un gioiello per appassionati: l’amicizia e stima reciproca che lega Mario Strofo e Semi-True.Doc.Serg1. (46) (47)

Il primo post di Serg1, rinvenibile su Google, risale al 1999, 11 novembre. (48).

Naturalmente si rimanda a quanto già pubblicato su “Bynoi” per un profilo di quello che è oggi Semi-True.Doc.Serg1.

I suoi esordi (1999) avvengono su It.Arti.Poesia, dove Serg1 si mostra apparentemente di animo gentile. Non tarderà però a rivelare il lato più becero del suo essere, proponendo al ng un componimento disgustoso. (49). Viene giustamente ignorato, e per questo il 30 novembre ’99 cade in una profonda crisi. (50)

A febbraio del 2000 il tracollo mentale di Serg1: trasuda dai suoi post quella rabbia che ben conosciamo dal suo presente in IDL. L’insicurezza e il nascente squilibrio di Serg1 vengono elaborati durante un periodo di circa 1 anno, e infine aggravati dalle provocazioni di Mamo, a Maggio del 2001 (51). Serg1 is back. Ora si fa chiamare Doc.Serg1, è il "nostro" Doc.Serg1, quello che quotidianamente viene sbeffeggiato e deriso su IDL, il trolldler (Troll-Idler), come giustamente evidenziato da Bynoi.

Il Mangano arriva addirittura a teorizzare (52) un interessante parallelo tra lo stile espressivo utilizzato da Strofo e quello utilizzato da DocSerg1.

La rabbia, il rigetto contro tutto ciò che li circonda sembra in effetti accomunare Serg1 e Strofo. E questa rabbia porta ancora una volta Strofo a tradirsi, facendo esplicita e chiara ammissione dell’uso del morphing al fine di non essere killato in una flame con il moderarotfl Beneforti (soprannominato "nano bagonghi" da Maria Strofa) (53). L’uso del morphing "ad hoc", con la creazione di appositi mini-fakes "usa e getta" è una strategia di trollinguerriglia ampiamente teorizzata anche da Enoch Soames, uno dei più terribili alter ego di Maria Strofa. (54)

3.5 - Il mistero Strofa/Berselli. Le lettere anonime.

Oramai la trasformazione di Strofa/o in troll è completa. Nessun riguardo per il topic del ng, che viene trasformato in campo di battaglia su cui risolvere le beghe personali. Naturalmente, trovandoci di fronte a uno scenario dove operano oltre 40 entità (tra cloni e fakes), le flames sono di proporzioni sconvolgenti.

Il mite F.Giannici si duole (55) del comportamento di Mario Strofo e dei suoi fakes, inascoltato: la sceneggiata prosegue (56). Ma è un buffo quanto rivelatorio intervento del buon Bart Di Monaco ci regala un’ottima chiave interpretativa. Questi, il 26.2.2002, a fronte delle camionate di sterco scaricate da Mario Strofo sul ng, se ne dichiara platonicamente attratto, chiamando la donna con i baffi “Regina del ng” (57). È la dimostrazione che come è vero che dietro ogni scemo c’è un villaggio, altrettanto vero è che dietro ogni troll c’è un ng, che ne alimenta e sostiene le malefatte.

Un lucido intervento di Merlino su IAP conferma questa tesi (58): "il ng spesso ha bisogno del troll per poter sopravvivere. E forse sono le toccanti parole di Merlino a incidere nell’animo di Strofo, che su IAP, utilizzando il fake Berselli, si dà pubblicamente del coglione (59). E’ un momento di autocoscienza importante, questo, ma proprio quando sarebbe opportuno adoperare il fioretto per dare la stoccata finale al troll in seria difficoltà, Emerenziano Paronzini sceglie la via della sciabola, stroncando Maria Strofa come scrittrice (60). Il narcisismo è indubbiamente il tasto che attiva e rinvigorisce il troll, e così è anche in questo caso. Niente più autoflagellazioni, e il solito vecchio stile di flame su ICL. Il “nonno” Bart, già segretamente innamorato di Strofo, resta impietrito di fronte a tanta virulenza. (61)

E, come era da aspettarsi, in chiusura c’è l’ennesimo colpo di teatro di Lucangel, il quale propone l’ipotesi Strofo = Berselli (62). A detta di Lucangel, sarebbe stata una lettera anonima a svelargli il segreto. Ma perché un anonimo si sarebbe dovuto rivolgere proprio a Lucangel per svelare questo importante particolare ? Proprio a colui che Maria Strofa considera uno degli “eletti” di ICL ? Troppe coincidenze…. troppe domande aperte... ed una che ancora è in cerca di risposta:

Come interpretare questa esternazione del Lucangel ?

Esistono, al riguardo , due scuole di pensiero:

1) La prima corrente sostiene che questi attacchi di Lucangel a Strofa siano la prova che Lucangel e Maria Strofa, la donna con i baffi, sono due entità diverse.
“Altrimenti perchè – si sostiene – Lucangel dovrebbe accusare Strofa di essere Berselli ? Se Maria Strofa fosse un suo fake, danneggiando lei, Lucangel non farebbe altro se non danneggiare se stesso, quindi non è possibile! Il creatore non può attaccare un suo fake, una sua creatura!”

2) La seconda posizione è più articolata, ma probabilmente più credibile se rapportata all’epoca in cui si svolgono i fatti. La esponiamo passo per passo:

Situazione di partenza: Maria Strofa, nell’epoca di riferimento, si trova a dover fronteggiare un grosso, incombente problema: è stata accusata di essere un fake di Lucangel. (63)

Se questo è vero, il problema può essere risolto solo da Lucangel distogliendo l’attenzione del ng da questo interrogativo. E Lucangel svia per l’appunto l’attenzione del ng proponendo la vecchia ipotesi Strofa=Berselli. Ma perché proprio questa ipotesi ? Semplice, perché oramai è già un anno e mezzo che Berselli e Strofa sono contemporaneamente presenti su usenet, e nessun utente ha avuto mai nulla da eccepire.

Nessun utente, nel 2002, aveva ancora messo in luce quanto da noi evidenziato, ovvero che Maria Strofa è un fake di Berselli. Questo all’epoca portò il buon Lucangel/Strofa a presuppore (dimenticando le tracce lasciate in giro per usenet) che non esistessero prove certe per dimostrare che Berselli=Strofa (e a seguire che Lucangel=Berselli), pertanto tale ipotesi, ventilata da Lucangel stesso, avrebbe preso due piccioni con una fava qualora accolta favorevolmente dal pubblico:

1) Avrebbe distolto l’attenzione dalla morbosa simbiosi-sovrapposizione tra Lucangel e Strofa.

2) Sarebbe stata indimostrabile per insufficienza di prove. Prove che invece, si è visto, esistono, pertanto, passato il turbinio iniziale si sarebbe sgonfiata come una bolla di sapone, senza lasciare strascichi.

Lucangel avrebbe sistemato così in un colpo solo presente e passato.

Ma l’imprudente Lucangel avrebbe fatto i conti senza considerare P_Ungari, e il primo post di Maria Strofa, elementi tramite i quali abbiamo sopra evidenziato ciò:

Maria Strofa=Ungari=Sversato=Critichino=Enoch Soames=Carlo Berselli

La domanda risuona: perché Lucangel scredita Maria Strofa svelando che essa è un fake di Berselli ?

Ripetiamo il pericolo principale per Lucangel: l’accusa che Maria Strofa sia un suo fake.

Allora come ben sappiamo, nei momenti di difficoltà, il capobranco è solito immolare alcuni fakes, pur di salvare tutta la famiglia. Ed è ciò che Lucangel tenta di fare anche ora, eliminando Maria Strofa. Ma non gli è possibile, perché ancora una volta il fake si è autoalimentato, brilla ormai di luce propria, lontano dal suo creatore.

E si innesca una situazione paradossale: Lucangel roditore che rosica in quanto la sua fama è stata oscurata dalla fama di un suo fake... Pirandello non avrebbe saputo offrirci di meglio.

Il tentativo di Lucangel di sopprimere il suo fake Maria Strofa naufraga miseramente. Ancora una volta la creatura si è rivoltata contro il creatore, addentando quella mano che l’ha nutrita e allevata.

3.6 - Maria Strofa: Troll, Netkook o roditore? Autorevolezza e Trolling

La tensione è palpabile, e Phatpreak, nel maggio 2002, affonda come una lama in una ferita aperta, intervenendo con decisione contro Maria Strofa. (64)

È una tensione che intacca anche la solitamente inscalfibile lucidità di Maria Strofa. In seguito a una festosa invasione di ICL compiuta dagli IATTATORI, in ICL si fa strada l’ipotesi che l’intera invasione (oltre 200 post in un 3ad dedicato nel giro di una giornata (65) sia stata compiuta da dei fakes di Maria Strofa. È un segnale importante, il segnale che la popolarità di Strofa è in calo anche presso quel ng che l’aveva un tempo difesa e amata. La risposta del troll Maria Strofa non si fa attendere. E il giorno 11 giugno 2002 flamma contro gli IATTERS sia su ICL (107 post in 2 gg) (66) che sulla stessa IAT (111 posto in 2 gg) (67). Sono evidenti e palpabili i motivi del malessere di Maria Strofa: il rosicamento per aver perso il ruolo di prima donna, la rabbia per non essere stata difesa da ICL, il rancore contro IAT, ng che pure aveva frequentato con l’evidente intento di conquistare nuove ribalte e darsi un’immagine di troll anticonformista, sbarazzino e dalle larghe vedute.

Relativamente alla tipologia del comportamento adottato, risulta chiaro come spesso sia labile il confine che separa il troll dal net-kook e dal roditore. Possiamo affermare ragionevolmente che la permanenza di un troll su un ng facilita la deriva del troll stesso verso comportamenti netkookeggianti quando il trolleggio non è più sufficiente a far conservare le luci della ribalta. Salvo poi approdare a posizioni di roditore quando anche il netkookeggiamento non impedisce al troll di essere oscurato, nella considerazione degli utenti del ng, da altri eventi di maggior interesse per il gruppo.

Ma esistono altri aspetti legati alla permanenza del troll sul ng. Il troll genera altri troll: Il 12 giugno è lo stesso Bart di Monaco, conosciuto fino ad allora come pacato di ICL, a trolleggiare impunemente. (68)

Mario Strofo ha ormai perduto la lucidità. È triste, per chi come noi nel troll aveva comunque ammirato una grandezza che andava al di là del bene e del male, leggere dei posts che non hanno più niente di quell’astuzia e capacità di innesco che furono proprie di Maria Strofa: il grande troll, nel maggio 2002, è l’ombra di se stesso, solo il ricordo della grandezza che fu. Le argute provocazioni ed il sottile morphing di un tempo lasciano spazio a desolanti e sconnesse farneticazioni che sono la spia evidente di una triste e malsana regressione del troll allo stadio infantile. (69)

È una fase passeggera, invero, e un intervento apparentemente IT è l’occasione per rinverdire gli antichi fasti e proporre al pubblico una delle vecchie trollate. (70)

La debolezza del troll non passa inosservata, si aprono spazi per nuove voci di dissenso, e il 17 luglio 2002 G.Tiso, su ICL, grida "La regina è nuda":

"Prendi Maria Strofa, siccome tanto le piace che si parli di lei: checché di buono se ne possa dire, è evidentemente un troll. (...) Solo che come troll Maria è strana perché spesso posta anche a proposito." (Cit.)

L’acuto intervento di Tiso centra con notevole anticipo sui tempi un problema che è oggi oggetto di dibattito, e costituisce uno dei cardini di questo “Dossier Blu troll”: il rapporto tra autorevolezza acquisita nel ng e potenzialità di trolleggio. La storia dimostra che uno dei requisiti essenziali per poter sviluppare delle capacità di trolleggio che non siano effimere ma durino nel tempo è il fatto che il troll disponga di un certo grado di credibilità sul ng in cui agisce. Questa credibilità è una sorta di “corazza” per il troll, che può permettersi di gettare le sue esche in giro per il ng e osservare i ganzi che abboccano, senza pagare apprezzabili conseguenze. La credibilità del troll fa parte integrante dell’esca lanciata dal troll stesso…

La conseguenza di questo è semplice: il troll che “spesso posta a proposito” è tutt’altro che strano, anzi. È questa una strategia di trolling estremamente lungimirante, che mira a costruire con pazienza una solidità del personaggio nel tempo tale da permettere trolleggi reiterati nel corso del tempo.

II troll di lungo periodo privilegia quindi la solidità e inattaccabilità della propria posizione rispetto all’effetto sorpresa che gli verrebbe dall’intervenire nel ng trolleggiando quando ancora non ha acquisito sufficiente notorietà.

L’equilibrio naturalmente regge fino a quando il troll agisce con freddezza sufficiente a mantenere in piedi questo sottile equilibrio tra autorevolezza acquisita nel passato e trolleggio posto in essere nel presente.

L’autorevolezza può essere considerata come una fonte di energia esauribile limitatamente rinnovabile dal troll. Una volta acquisito un monte autorevolezza che chiamiamo A, il troll può procedere con il trolleggio. Ogni trollata di medio valore consuma un ammontare 2 di autorevolezza, per cui dopo la 1° trollata, l’autorevolezza del troll è pari a A-2. Un intervento mediamente autorevole effettuato dal troll incrementa l’ammontare di autorevolezza con 1 punto. Per cui partendo da A, dopo una trollata e un intervento serio il nostro troll conserva A-1 di autorevolezza residua. Alternando una trollata e un intervento autorevole il nostro troll consumerà nel tempo il proprio patrimonio di autorevolezza, arrivando a un valore di A/2 che è considerabile come “valore soglia”, al di sotto del quale egli inizia ad essere riconosciuto come troll dagli utenti più sensibili del ng. Man mano che il valore si abbassa ulteriormente, cresce la percentuale degli utenti che riconoscono come troll il nostro personaggio. Per valori ancora più bassi di A si arriva ai plonkaggi, e se A scende ancora si arriva alle segnalazioni al provider.

Naturalmente stiamo ragionando in termini di trollate medie e interventi di media autorevolezza. Trollate estreme e interventi molto autorevoli possono presentare valori diversi da quelli ipotizzati nel nostro modello. Ciò che resta immutato è il meccanismo con cui il trolleggio si nutre dell’autorevolezza, consumandola.

Sarà quindi cura del troll accorto non scendere mai sotto il livello A-2 di autorevolezza che gli garantisce una sorta di “immunità”.

Probabilmente, sul finire del 2002, Maria Strofa si avvicina pericolosamente al suo valore soglia, e forse scende al di sotto di esso.

Le sue trollate divengono sempre più violente e dirompenti, e sempre con maggiore difficoltà compensate da interventi autorevoli, finchè il giorno 11 novembre 2002 scoppia il bubbone Paronzini. Strofo apre un nuovo 3ad (71), e con l’occasione si riaggancia alla vecchia polemica con Lucangel a proposito dell’ipotesi Berselli=Strofa (72). La polemica è violenta, e come sempre ICL viene asservito alle esigenze del troll Maria Strofa. Questi gli interventi pregnanti: (73) (74). Sostanzialmente Maria Strofa si rivolta contro il suo creatore Lucangel, ed accusa Emerenziano Paronzini (il quale, da vero signore, non partecipa alla flame dimostrano umana pietà per il delirante fake Strofa) di aver diffuso via mail la notizia secondo cui Strofo sarebbe in realtà Berselli.

E’ la standing ovation. La fama del troll Maria Strofa valica i confini dei ng letterari, e approda su IDL, ove il saggio Carlo Trobia, al cospetto di tanto trolleggio china la testa e parla in nome di tutti i suoi idleriani compagni d’arme:

“Noi siamo solo dei dilettanti” (Cit.)

Gli animi sono ormai esasperati ed i tempi maturi per il germogliare di nuove iniziative di protesta contro il troll che tiranneggia incontrastato, su ICL Stefano Pederzini ha il coraggio di opporsi allo scempio che è stato fatto del ng, pronunciando le famose parole:

“Vi si potrebbe mettere in culo, branco di stracciacazzi che non siete altro. Se volete parlare dei cazzi vostri ritrovatevi al bar!” (Cit.)

Rivolto a quanti approvano e sostengono il morphing di Maria strofa. (75)

La sostanza è comunque una: Maria Strofa smentisce di essere Berselli (76). Strano, appena un anno prima, con nick P_Ungari aveva dichiarato di essere Enoch Soames, noto fake di Berselli. Le tracce lasciate in giro sono troppe, troppo evidenti le contraddizioni. Vogliamo credere al compianto fake P_Ungari, testimone scomodo che gridava con i suoi headers una verità scomoda: MARIA STROFA E’ BERSELLI.

Allora perché prima lo ammette, poi lo nega, poi lo riammette?>>

[CONTINUA]

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mercoledì, dicembre 20, 2006

L'EPOPEA DI MARIA STROFA (4)

3.2 - Maria Strofa e l’evoluzione verso il trolling

Come leggere quanto accade ? Ciò che muove il troll è, sostanzialmente, la fame di gloria. La linfa vitale che lo nutre è l’attenzione del ng che lo ospita. Questo significa che il troll può anche non essere tale nel momento in cui riesce a soddisfare la propria sete di successo e può, forse, contentarsi della fama raggiunta grazie a una frequentazione del ng rispettosa dei criteri del "buon vivere comune". Ma la sete di gloria è un fuoco che, ardendo, si autoalimenta, e ciò che oggi basta, domani non è più sufficiente. Dopo pochi mesi, IAP inizia a stare stretta a Maria Strofa, che decide di estendere a It.Cultura.Libri la sua area di attività. Ma seguendo non tanto le regole poste dal manifesto di ICL, quanto le SUE regole: in poco piu’ di due mesi flooda ICL con oltre 100 post OT, contenenti dei componimenti letterari (prosa e poesia). L’anima del troll, più volgarmente, l’animale troll viene fuori prepotentemente: per ottenere l’attenzione del ng, Maria Strofa non bada a regolamenti né manifesti. Forte di uno zoccolo duro di consensi che le viene da alcuni utenti che già la conoscevano su IAP, prosegue imperterrita a fare il "cazzo" che le pare su ICL. Ma non tutti la bevono. C’è una voce fuori dal coro.

Civilmente, ma con fermezza, Sergio Garufi si dichiara contrario a legittimare l’uso smodato degli OT da parte di Maria Strofa. (31)

Si accoda a questo intervento l’ottimo Emerenziano Paronzini che, per la prima volta, evidenzia la beffa perpetrata dalla Strofa a tutto il ng (32): Maria Strofa è una donna con i baffi.

MariaStrofa

Maria Strofa non gli perdonerà mai questo richiamo alla verità e alle regole del buon vivere comune. Nel tempo si instaurerà tra Strofa e Paronzini una lotta senza quartiere, che, vedremo, metterà a soqquadro il ng.

Mentre Maria Strofa inizia il suo cammino a cavallo tra IAP e ICL, su It.Cultura.Single c’è un estemporaneo rientro di Sversato, il 3.2.2001. (33)

E il 28.03.2001. Ginesio Passamonte riappare, come fake satellite di Maria Strofa, su ICL (34). Posta come "Ginesio" firmandosi con l’acronimo CB, Carlo Berselli. Questi gli headers del suo post:

From: cb@libero.it (Ginesio Di Passamonte)
Newsgroups: it.cultura.libriv Subject: Re: Amélie Nothombv Date: Wed, 28 Mar 2001 19:54:40 GMT
Lines: 30
Message-ID: <3ac240bb.8034248@News.CIS.DFN.DE>
References: <0xkw6.2555$HF3.239702@news.infostrada.it> <99te95$oot$1@fe2.cs.interbusiness.it>
NNTP-Posting-Host: 62.122.34.187
X-Trace: fu-berlin.de 985809353 2820282 62.122.34.187 (16 [74616])
X-Newsreader: Forte Free Agent 1.21/32.243

Ci piace confrontarlo con gli headers di un post inviato da Maria Strofa a ICL in data 20.03.2001, per scoprire, ancora una volta, singolari somiglianze:

From: maria strofa
Newsgroups: it.arti.poesiav Subject: Rima e verso libero
Date: Tue, 20 Mar 2001 13:56:38 +0100
Lines: 31
Message-ID:
NNTP-Posting-Host: 62.122.31.199
Mime-Version: 1.0
Content-Type: text/plain; charset=ISO-8859-1
Content-Transfer-Encoding: 8bit
X-Trace: fu-berlin.de 985093087 64388 62.122.31.199 (16 [74788])
X-Newsreader: Forte Agent 1.8/32.548


3.3 - Lucangel contro Peltio: gli albori del trollhunting

La storia di Maria Strofa, nella prima fase della sua esistenza, si caratterizza su 3 linee portanti:

1) Una notevole insistenza nel postare poesie erotiche.
2) Una affinità inspiegabile con il noto troll comunemente conosciuto come Lucangel. [Lucangel era uno dei nick di Lucio Angelini, n.d.r.]
3) Una volontà decisa di espandere il proprio palcoscenico a diversi ng, sempre, si intende, calpestando il manifesto senza alcun ritegno.

Il particolare più inquietante, ancora oggi oggetto di studio, è il legame tra Maria Strofa e Lucangel. Rimandando comunque alla scheda del personaggio Lucangel, richiamiamo alcuni punti particolarmente di rilievo. Lucangel, come attualmente è conosciuto su usenet, è probabilmente uno dei morpher di maggior spessore che la gerarchia it. * abbia partorito. Operante sui ng it.cultura.* (in particolare su ICLI, ICLInglese, ICL), si distingue sin da principio per lo spregiudicato uso di fakes da cui trasuda gratuita volgarità (35) (36), oltre che per la presunzione e supponenza con cui si rapporta agli altri utenti. Tutto questo lo porta a scontrarsi a più riprese con l’abuse del suo provider (Libero). Tutti i punti appena elencati, è bene ricordarlo, sono caratteristici e ricorrenti anche nella linea di condotta di Maria Strofa. Tornando al Lucangel, la sua condotta totalmente irresponsabile trova un muro in uno degli antesignani del trollhunting: il fiero Peltio, oggi uno dei protagonosti del leggendario Branco. Peltio, che oggi si può incontrare agevolmente su It.Cultura.Filosofia, nell’epoca in cui si svolgono i fatti (primi mesi del 2000) era solito scrivere (poster "storico") su ICLInglese. Qui la sua strada si incrocia con quella di Lucangel. Peltio, privo di una struttura logistica quale quella che oggi supporta lo staff "Bynoi", si batte strenuamente contro Lucangel, segnalandone all’abuse il continuo morphing. Saranno 34 i fakes accertati da Peltio (37) nel corso della sua eroica e disperata battaglia contro Lucangel.

Affascinante, per il curioso lettore, rivolgere l’attenzione al mito Classico, e scoprire che l’epopea di Peltio contro il morpher dalle 34 teste non è nient’altro se non il perpetuarsi dell’eterna lotta dell’Uomo contro le forze oscure:

<L'animale si ergeva sulle sue tre potenti braccia, le nove teste vorticavano con le bocche aperte da cui uscivano fiamme immonde, la coda squamosa fendeva l'aria fetida e batteva l'acqua melmosa schizzando melma purulenta. Sembrava la personificazione di tutte le paure, gli orrori, i timori, i pensieri orrendi concepiti dall'inizio dei tempi. L'idra si lanciò contro Ercole, lo avvolse per i piedi, e l'eroe, preoccupato di scivolare nell'acqua melmosa, tagliò la testa più vicina. Orrore! Due orride teste crebbero in luogo di quella tranciata. La lotta estenuante, stava per vedere Ercole soccombere, quando, dal profondo della sua disperazione Ercole risentì dentro di se la voce del Maestro: "Ci eleviamo inginocchiandoci". Ed ecco che Ercole si inginocchia nel pantano, poi con tutta la sua forza alza l'Idra verso il cielo, alla luce. Tolto dal suo ambiente oscuro il mostro s'indebolisce, le teste si avvizziscono ad una ad una, si riversano prive di vita. Solo allora Ercole si accorge che una testa, il gioiello mistico, è immortale. La nasconde sotto una roccia. Ha vinto ancora una volta. >

Allora è lecito chiedersi, oggi: perché il valoroso Peltio non riuscì nel suo intento ?

Non è dato saperlo. Possiamo ipotizzare che la sua forza non fu sufficiente a tenere il morpher issato verso il cielo per il tempo necessario a inibirne la vitalità. Stremato dalla lotta, Peltio non potè finire il mostro [Il mostro son sempre io, Lucio Angelini, n.d.r.:-) ]...

(CONTINUA)

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(Immagine iniziale da http://lamenteeilcuore.splinder.com )

postato da: Lioa alle ore 04:19 | link | commenti (7)
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martedì, dicembre 19, 2006

L'EPOPEA DI MARIA STROFA (3)

Capitolo 2°. La 2° Triade: Critichino, Sversato, P_Ungari

Mentre la 1° triade devastava ICLI, vediamo cosa succedeva parallelamente su un ng affine: It.Arti.Poesia. È il 1 luglio 2000, la data in cui compare il 1° post di "Critichino" su IAP. Come ricordato in precedenza, ancora il 1° giorno del mese come data rituale scelta per la creazione di un nuovo fake. (24)

Con un atteggiamento volutamente provocatorio, Critichino evita di postare le proprie composizioni su IAP, limitandosi, come suggerisce il suo nick, alla critica degli altrui post, con un atteggiamento il più delle volte irridente e strafottente. Un avvio scoppiettante, insomma... peccato che il 15 luglio 2000 Critichino scompaia.

Il 6 Settembre 2000, sempre su IAP, fa la sua apparizione "Sversato": e-mail tin e message-id che indica, nuovamente, "galactica". (25)

Anch’egli irridente e presuntuoso, uno stile simile a quello di Critichino, esprime una preferenza letteraria da non dimenticare: Dostoevskij (26). Perché diciamo "da non dimenticare" ? Perché il narratore russo sarà anche il preferito di uno dei personaggi cardine di questo nostro dossier: Maria Strofa.

Teniamo in debita attenzione, inoltre, una particolarità del suo stile di scrittura, che si rivelerà ricorrente in futuro: Sversato racchiude tra parentesi quadre, nel post, dei pensieri che nelle sue intenzioni sarebbero quasi "sussurrati sottovoce" al lettore, mentre l’oggetto principale del post è un’invettiva contro un altro utente. È quasi come se Sversato dialogasse con gli omini che abitano nel suo cervello, commentando in tempo reale quello che accade sul ng (27). Ed anche in questo caso è uno stile condiviso con Maria Strofa.

Ma torniamo al 2000: trascorrono due mesi di provocazioni agli altri utenti, e il 10 settembre 2000 Sversato getta la maschera: confessa di essere un fake di "Critichino". (28)

Il ng viene scosso da questa novità, che ha, però, solo una mezza verità. Il 18 novembre 2000 un nuovo nick, p_ungari@deja.com fa una nuova sconcertante rivelazione. Dichiara, non smentito, di essere un fake di Enoch Soames e di Sversato. Siamo di fronte a una nuova triade:

Ungari è un fake di Soames, ma è anche un fake di Sversato, che a sua volta si era già dichiarato fake di Critichino.

Ungari-Sversato-Critichino - Una nuova triade di fakes di Soames, personaggio che appartiene anche alla 1° triade. È il secondo anello della nostra catena.

Ungari, che si dichiara poeta, spiega anche i motivi della sua follia, con un espediente letterario che richiama 'L’Orlando Furioso' di Ariosto: la pazzia per amore. (29)

Al di là di quelle che sono le cause del disagio interiore di Ungari, è istruttivo dare uno sguardo alla scheda, risultata dagli header del suo post di confessione:

From: p_ungari@my-deja.com
Newsgroups: it.arti.poesia
Organization: Deja.com - Before you buy.
NNTP-Posting-Host: 62.122.2.56
X-Http-User-Agent: Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 5.5; Windows 98; libero)
X-Http-Proxy: 1.1 x67.deja.com:80 (Squid/1.1.22) for client 62.122.2.56
X-MyDeja-Info: XMYDJUIDp_ungari

Dati che ritroveremo, presto, sotto una nuova veste.

Un’annotazione: l’operato della seconda Triade ha, su usenet, un impatto sensibilmente più ridotto rispetto a quanto risultante dall’attività della prima Triade. Tuttavia ha un’importanza strategica fondamentale, in quanto è nell’esistenza della seconda Triade il passaggio che collega il primo blocco al terzo, quello dove andremo a analizzare il trolleggio di Maria Strofa.

Capitolo 3° - La 3° Triade: Maria Strofa, Cuticchia, Lucangel... e i giorni nostri.

3.1 - Nascita di Maria Strofa

È il 1° gennaio 2001, il ricorrere di una data simbolica (soprattutto alla
luce di quello che abbiamo evidenziato), e nasce uno dei più grandi
protagonisti di questo nostro "Mistero BLU TROLL": Maria Strofa.
Attenzione, perchè questo momento è fondamentale: analizziamo con cura il primo intervento di Maria Strofa:  (30) 
La "nuova" postatrice scrive su IAP, utilizzando account Deja.com come il compianto P_Ungari e con il compianto Ungari ha anche tanti altri punti in comune. Diamo un'occhiata agli headers di questo 1°post:
From: maria strofa <maria_str...@my-deja.com< X-MyDeja-Info: XMYDJUIDmaria
Newsgroups: it.arti.poesia
Date: Mon, 01 Jan 2001 16:05:37 GMT
Organization: Deja.com
NNTP-Posting-Host: 62.122.4.168
X-Article-Creation-Date: Mon Jan 01 16:05:37 2001 GMT
X-Http-User-Agent: Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 5.5; Windows 98; libero)
X-Http-Proxy: 1.1 x58.deja.com:80 (Squid/1.1.22) for client 62.122.4.168
X-MyDeja-Info: XMYDJUIDmaria_strofa 

I dati in neretto son quelli IDENTICI a quelli rilevati nel post di Ungari/Sversato/Critichino/Soames/Bersani.
È una carta d'identità che racconta una storia già intuita dall'accorto lettore. Ci sono tutti i presupposti per poter prima sussurrare e poi gridare un legittimo interrogativo. Maria Strofa è un fake di Ungari ?

Se così fosse, ricapitolando, per la proprietà transitiva dell'uguaglianza
dei fake/cloni avremmo:
Maria Strofa=Ungari=Sversato=Critichino=Enoch Soames=Carlo Berselli
Senza dimenticare Ginesio di Passamonte=Enoch Soames=Milena Desi
Maria Strofa si dimostra da subito fake megalomane. Nell'arco di pochi mesi
propone al ng una raffica di poesie a sfondo erotico.
L'espediente è trito e ritrito ma funziona. La trattazione di argomenti erotici è una potente calamita, e svia l'attenzione degli utenti da altri particolari meno evidenti, ma forse più interessanti, quale è appunto la reale identità di Maria strofa. La strategia è vincente:
Ungari/Sversato/Critichino/Soames/Berselli Strofa si inserisce a meraviglia
nel ng, dove vive armoniosamente conquistando ciò che più desidera: le luci della ribalta...

[CONTINUA] 

--

[Immagine da eraseunavez.blogia.com]

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lunedì, dicembre 18, 2006

L'EPOPEA DI MARIA STROFA (2)

Rotolibro d'autore
(La copertina di un libro di Carlo Berselli)
-
Cap. 1 - LA 1° Triade : Enoch Soames, Carlo Berselli, Giuseppe Critelli
.
<< A maggio 2000, parallelamente alla nascita di Soames e Berselli, compare un nuovo amico su IEB: Giuseppe Critelli. Si tratta, ancora una volta, di un utente "galactica": gli scherzi del destino...
Il 9 maggio, Critelli e Soames si scontrano su IEB, dando inizio a una diatriba che dura a lungo. (1)
Critelli ha uno stile scomposto, sgrammaticato, forse anche troppo sgrammaticato... sembra quasi artificiale...
Le due entità, comunque, flammano, flammano parecchio, e la loro fama giunge fino a Free.It.Flamewars. (2)
Il 19 giugno 2000 qualcosa cambia e la situazione si complica, le acque si intorbidiscono... il "presunto finto" Soames dichiara (3) l'esistenza di due suoi fakes: Ginesio di Passamonte e Milena Desi, Ginesio di Passamonte è utente di "libero", esordisce su IEB, dove opera da maggio a giugno 2001, quando scompare. Ricomparirà, guarda caso su ICL, in data 28.03.2001. (4)
E Milena Desi ? (5)
Niente più di un fuoco di paglia, una farfalla la cui vita dura un solo giorno: nasce il 1° maggio, e muore la sera stessa...
E comunque interessante annotare un particolare:
il 1° maggio non è una data qualsiasi. Da questo momento in poi saranno diversi i personaggi implicati in questo mistero che sceglieranno proprio il 1° giorno del mese come data in cui inviare il "primo post" della loro esistenza di fake. Sarà quasi una data rituale, che si ripeterà in diverse occasioni: la genesi di un nuovo fake (vissuta dall’autore del fake come cambiamento e rigenerazione) abbinata al primo giorno di un nuovo mese.
Con l’estate 2000, periodo dell’anno in cui notoriamente si acuiscono i fenomeni di disagio mentale, arriviamo a una svolta: Giuseppe Critelli dichiara di essere un fake di Enoch Soames (6). E il 17 agosto 2000 un ulteriore colpo di scena: Carlo Berselli, col nick Enoch Soames, dichiara su ICLI di avere intenzione di clonare Giuseppe Critelli.
Ricapitoliamo:
Critelli dichiara di essere un fake di Soames il quale a sua volta, firmandosi Carlo Berselli, dichiara di voler clonare Critelli.
E di ognuno di questi nick, lo ricordiamo, esistono due o tre versioni: clonazioni, non fakes.
Alcuni richiami gnoseologici: concettualmente è di grande importanza la distinzione tra clone e fake:
Un fake è un personaggio X di nuova creazione, generato da un personaggio Y esistente su usenet ed adoperato da questo personaggio Y come "maschera" con cui agire indisturbato sui ng. Y è una marionetta governata da X.
Il clone è un personaggio X di nuova creazione, generato da un personaggio Y esistente su usenet che attribuisce alla sua creatura X lo stesso nick e la stessa casella e-mail (apparente) di un terzo personaggio Z. L’intera operazione è orchestrata da Y al fine di sputtanare Z, ponendone in scena comportamenti riprovevoli.
Y è una marionetta che indossa la maschera di Z e viene governata da X.

Parata di fakes pronti all'uso.
Ad agosto 2000 si ha comunque la chiusura del cerchio: tutto è riconducibile a Carlo Berselli, o meglio a UN Carlo Berselli, uno dei tanti comparsi finora. Questa mossa a sorpresa del nostro amico riunifica tutti i nick (e presunti cloni) comparsi finora: Berselli, Critelli, Soames, Ginesio e Desi. (7)
A questo punto sembrerebbe tutto chiaro, ma il 19 agosto 2000 c’è un parziale ribaltamento: Carlo Berselli accusa Soames di clonazione, delegittimando l'equilibrio che sembrava raggiunto (8). Ma seguono ancora nuove confessioni, accuse e ritrattazioni, in un turbinio di notizie che intorbidiscono le acque, ma non abbastanza da nascondere i protagonisti di questo mistero. (9) (10) (11)
Duramente provato, e in difficoltà nel garantire la vita a tutti i suoi fakes, Carlo Berselli si aggrappa disperato a un comportamento materno estremamente diffuso nel mondo animale: sceglie i più deboli dei suoi figli per ucciderli, al fine di garantire la vita degli altri. E i fake più deboli, quelli che Berselli vuole eliminare, sono due: il primo è Ginesio di Passamonte, ancora troppo acerbo per avere una reale credibilità (12); Il secondo è Enoch Soames, ormai sputtanato oltre maniera su mezza usenet. (13)
È un passaggio delicato, questo... L’acerbo Ginesio è un fake arrendevole e viene ridotto al silenzio senza troppi complimenti... ma non si può dire lo stesso di Soames. Berselli vacilla di fronte alla inaspettata vitalità mostrata dalla sua creatura. Essa sembra non indebolita, ma piuttosto rafforzata dallo sputtanamento che l’ha ricoperta, e Berselli teme lo scatenarsi delle forze che lui stesso ha creato (14). Sembra quasi una richiesta d’aiuto sussurrata, implorata, la sua, quando si rivolge a GCPillan (15) confessando il proprio sconforto per essere divenuto, lui che era burattinaio, burattino.
"Devo distruggere Enoch Soames per fare vedere che non sono il suo trastullo e la sua merdina" - Carlo Berselli (Giuseppe Critelli).
Il creatore divora i suoi fakes
Ma Berselli non sbagliava: è troppo tardi... Enoch Soames, novello Frankestein, vive di vita propria e si rivolta contro il suo creatore, riproponendo l’antico mito di Crono. La divinità ellenica divorava i propri figli per non essere sopraffatto da essi... il solo Zeus, scampato alla morte, crebbe, e da adulto uccise suo padre. Enoch Soames rivive questo affascinante mito classico.
Era il 26 e il 30 agosto è il suo momento di gloria, su ICLI. Soames sfida apertamente il ng dichiarando un suo futuro morphing al quale gli utenti del ng non potranno sottrarsi. (16)
È solo l’inizio di una tremenda escalation:
Il 30 agosto 2000, Enoch Soames si rivolge a ICLI: utilizza il plurale maiestatis, probabilmente riferendosi anche a tutti i suoi fakes (siamo già a quota 5 in 3 mesi di vita), parla e insulta ICLI (17), il ng del quale si era autoproclamato "direttore" (incarico da lui già ricoperto su IEB) e, nello stesso post, dichiara la propria intenzione di farla finita con l’utilizzo del proprio nick "Enoch Soames". È un "al lupo al lupo" che verrà gridato più volte, ma senza reali conseguenze. Drammatico il suo messaggio rivolto a GCPillan, di cui Soames teme probabilmente l’intervento evocato da Berselli. (18)
Il delirio di Soames prosegue poi, di fronte all’indifferenza di ICLI, con un’ammissione della sua stessa pazzia. (19)
In ultimo Soames rivolge un’estrema richiesta di aiuto a ICLI, di cui chiede l’appoggio per distruggere Berselli. Il mito ellenico si presenta in tutta la sua drammaticità: il fake Soames, cioè il figlio, cerca di distruggere il padre Berselli. (20)
Forse in quest’ultimo post troviamo una efficace chiave di lettura: Soames/Berselli è schiavo dei mostri generati dalla sua stessa mente malata, e per distruggerli deve allearsi con le vittime dei suoi stessi fakes: gli utenti di ICLI.
L’esistenza di questa triade porta giocoforza a ripensare e ridefinire il concetto di troll. Ciascuno di questi fakes/cloni, preso singolarmente, non è considerabile come "troll" in senso stretto, ma è la loro compresenza ad essere esplosiva. La presenza di uno di essi, sul ng, richiama ineluttabilmente la presenza degli altri due, e il loro interagire costituisce questa forma di troll "multiface", dove la segatura di un account da parte dell’abuse non risolverebbe il problema, ma creerebbe, forse, solo un martire strumentale alla sopravvivenza del troll.
Quel che è certo, è che due ng (IEB prima e ICLI poi) vengono sconvolti dalla presenza di queste 3 entità che si presentano indissolubilmente legate, richiamando l'una la presenza dell'altra in modo sinistro....
Non ci sono le prove, o forse ce ne sono talmente tante da essere confuse.... ma tutto lascia pensare che ci troviamo di fronte a dei fakes di un unico individuo. Per comodità lo chiameremo Carlo Berselli, anche se è in realtà una scelta soggettiva: Berselli (o meglio: "un" Carlo Berselli, visto che ne sono comparsi diversi) è un fake di Critelli, o è Critelli ad essere un fake di Berselli ? Le entità comunque flammano con violenza, si accusano reciprocamente di essersi clonate, minacciano azioni legali chiedendo lumi su it.diritto.internet... il risultato è che IEB e ICLI restano attonite e devastate....
A novembre del 2000 il colpo di genio, la prova che legittima e sublima l’esistenza del troll multiface autoalimentante: Soames, Critelli e Berselli 3ddano all'unisono su ICLI; 3ddare con se stessi frazionandosi nei diversi fakes o cloni cui si è dato vita è unanimemente considerata la prova da maestro del grande troll, e Berselli in questo frangente dimostra la sua classe inarrivabile. (21)
Soames, Berselli e Critelli non scompaiono con il finire del 2000... in futuro (fino al 2002) saranno rinvenibili diversi loro interventi sui ng d’insediamento a testimonianza di quanto lo stesso Berselli temeva: quelli che erano dei semplici fakes si sono ribellati al creatore, e ormai vivono di vita propria, fuori da ogni controllo.
Potremmo in ultima analisi prendere in considerazione l’ipotesi che altri si siano impossessati dei fakes abbandonati per strada dal Berselli, come simulacri privi di vita, e abbiano restituito loro una nuova giovinezza, una nuova vita.
A nulla serviranno, in futuro, le parole di Eddy Murphy che, profeta inascoltato, nel gennaio 2002 avvisa il ng It.Arti.Poesia di quale sia la forza di Sversato/Berselli. (22) (23)
E tutto questo sfacelo avviene mentre l’astuto Mamo girovaga per i ng usando le sue energie per bacchettare qua e là gli users che utilizzano il suffisso R anziché il corretto RE nella risposta... >>
[CONTINUA]
-
(Da www.bynoi.com/blu/prima.html )
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domenica, dicembre 17, 2006

L'EPOPEA DI MARIA STROFA (1)

.
Do you remember il famigerato WWW.BYNOI.COM? Ormai il sito è scomparso dalla rete (probabilmente in conseguenza di qualche azione legale), mentre la non più misteriosa MARIA STROFA vi è ricomparsa come blogger [ www.mariastrofa.splinder.com ] . Grazie alle possenti copie cache di Google è stato possibile recuperare uno dei più pregnanti documenti mai scaturiti dal lavoro indefesso (e sicuramente anche un po' fesso) dei sedicenti troll-hunters di allora, in realtà gran trolloni essi stessi:
                                           "BLU TROLL".
Lo ripubblichiamo a puntate a beneficio dei niubbi della rete, affinché facciano tesoro dei tesori del passato e, così attrezzati, possano progettare il futuro (webbico) con aumentata consapevolezza:- )
                                                    * * *
"L'animale si ergeva sulle sue tre potenti braccia, le nove teste vorticavano con le bocche aperte da cui uscivano fiamme immonde, la coda squamosa fendeva l'aria fetida e batteva l'acqua melmosa schizzando melma purulenta.
(Il Mito classico: Ercole e l’Idra di Lerna).
.
. 
<<Questa è una storia poco chiara, una storia fatta di cultura e volgarità, economia e letteratura... una storia dove si incontrano e si sovrappongono uomini e donne... nick maschili e femminili. È una storia dove non è sufficiente, forse, il lavoro svolto dallo staff di Bynoi, per far luce sulla verità e sui motivi che da anni spingono questo troll a effettuare scorribande su usenet.
Sono tanti, i personaggi di questa storia che vogliamo raccontarvi... o forse uno soltanto... È questo il primo mistero di "Blu troll" che vogliamo proporvi, per cercare di capire insieme a voi ciò che ancora non è chiaro.
Prologo: Maria strofa e la Triplice Triade
. 
La nostra storia inizia tre anni fa, quando ancora usenet era un far-west ed era facile, per troll e fakes, sbeffeggiare interi newsgroup senza destare il minimo sospetto. Sono anni di transizione: l'epoca dei pionieri di internet è passata da un pezzo, ma è proprio in questo periodo che la rete si afferma come mezzo di comunicazione di massa, uscendo dall'utilizzo riservato agli addetti ai lavori e diventando per un crescente numero di utenti una "bacheca virtuale", dove affiggere messaggi che trattano i più svariati argomenti e spesso portano tra le righe la firma della follia. Bacheche virtuali che rappresentano, per personalità narcisiste e schiave di disturbi di natura schizoide (e forse per questo affascinanti) uno splendido palcoscenico su cui interpretare diversi personaggi, con i quali incantare un pubblico la cui numerosità aumenta di giorno in giorno.
Sono gli anni di Kuros, che devasta interi NG utilizzando pochi post e siti amatoriali abilmente provocatori.
Sono questi gli anni in cui compare il primo post firmato dal nick Carlo Berselli. È un nick apparentemente anonimo, Carlo Berselli, ma impiega poco tempo a raggiungere una certa notorietà su usenet, a diventare un nome "speciale". Un nick che dobbiamo tenere presente, perchè tornerà più e più volte, sarà un fantasma ricorrente che aleggerà tra un newsgroup e l'altro, per anni dopo la scomparsa dello stesso Berselli.
Il primo intervento oggi recuperabile di CB risale al 28.04.2000: su It.Economia.Borsa, con un post su STMicroelectronics
305° post in un 3ad di 1264 articoli. Forse è in quel momento che CB intuisce l'enorme potenzialità di usenet.
Mentre su IEB nasce Carlo berselli, su ICLI c'è un altro nick che muove i primi passi: Enoch Soames.
Un appunto sul significato di questo nick: nella RL, parlando di Enoch Soames, si fa riferimento ad un poeta decadente del XIX secolo (1862-1897). Un nick, dunque, che può essere scelto solo da una persona appassionata di letteratura... proprio come lo sono tutti i protagonisti di questa nostra prima indagine "Blu Troll". Un letterato dunque, forse uno studioso o, perchè no ? uno scrittore.
Il nostro Enoch esordisce su ICLI il 27.05.2000, e si stabilisce su quel NG come pacifico utente per alcuni mesi. Ma presto Enoch fa il salto della quaglia: propone il suo primo post su IEB... dove già avevamo trovato Carlo Berselli.
E l'appartenenza a IEB non è l'unico elemento che lega i due. Pensate: sia CB che ES utilizzano per postare una e-mail "galactica". Ma mentre Berselli la utilizza da subito, ES la utilizza da Giugno 2000, mese in cui troviamo un suo post di verifica su it.test. Fino ad allora, Soames utilizzava una mail "hotmail". Ma perchè cambiare ?
Lasciamo in sospeso questo punto interrogativo...
 
[CONTINUA]
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venerdì, dicembre 15, 2006

A NOI IL PROFITTO CI FA UN BAFFO

Parafrasando il titolo di uno degli articoli che sono stati dedicati a Vibrisselibri ("A noi la carta ci fa un baffo":

http://www.girami.it/scheda_notizia.php?ID=424 ),

riprendo in 7 punti la bella intervista rilasciata da Giulio Mozzi a "Il giornale":  

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=140407.
--
1. Io sono l'esatto contrario di un imprenditore: mi piace avere una buona idea e trovare qualcuno che ci stia. Non guardo al profitto, il profitto è un limite».

2. [Perché non fare una casa editrice vera e propria?] «Per uscire dalla logica del piccolo editore, costretto a rifugiarsi nella nicchia per non soccombere alla logica della grande industria editoriale.
.
3. Io voglio fare azioni esemplari e minimizzare i costi significa avere la libertà dal profitto. Al mio progetto lavorano gratis cinquanta persone che hanno aderito con entusiasmo.
 
4. [Scusi Mozzi, lei è un editore o il capo di un girotondo per la liberazione della letteratura, un no global del libro?] «Macché, un vecchio democristiano come me [IL SOLITO VEZZO DI GIULIO PER BASIRE L'INTERLOCUTORE, n.d.r.] al massimo può fare un'iniziativa di sinistra riformista».
5. A me non interessa assecondare il gusto, mi interessa l'innovazione. Io penso che ogni libro possa avere più vite. La prima gliela diamo noi su vibrisselibri, sperando che poi ne trovino un'altra di carta. Il mio scopo è che questi libri vengano poi stampati».

6. [Che libri intende pubblicare?] «Libri mostruosi... [cut]... Voglio fare libri che siano mutazioni genetiche [si veda il mio post di ieri, n.d.r.]. Il problema vero dell'industrializzazione dell'editoria è la riduzione della varietà genetica.Sono contro l'eugentica del libro: deve essere fatto in certo modo per andare bene. Questo danneggia la specie».
.
7. Se io fossi capace di fare soldi come Baricco, farei come lui. Avrei fatto la scuola di scrittura Holden, avrei creato la casa editrice Fandango. Ho molta stima di lui come operatore culturale, c'è molta sufficienza in chi ignora questo fatto. Ma io non ho questo talento. Talenti diversi dal mio, con le mie idee potrebbero farci molti soldi.
--
[Foto da internet]
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giovedì, dicembre 14, 2006

MOSTRE DI MOSTRI

...

[cut]

"... a proposito, sei mai entrato in un museo di storia naturale?"
"Un museo di che?"
"Di scienze naturali, se preferisci."
"Be', sì, in visita istruttiva con la scuola."
"Fantastico. Allora ti avranno sicuramente spiegato che i primi musei di storia naturale nacquero, appunto, per ospitare collezioni di meraviglie provenienti da varie parti del mondo: 'gabinetti di curiosità' in cui veniva esposta gran parte degli esemplari ritenuti degni di fare mostra di sé...i cosiddetti mostri, appunto."
"Mostre di mostri... che buffo!"
"All'epoca poco importava che si trattasse di un normalissimo (e spaventosissimo!) coccodrillo o di un vitello a due teste. In Oriente, addirittura, sorse un vero mercato delle mostruosità."
"Sarei curioso di vedere qualcuna di queste collezioni."
"Purtroppo le collezioni teratologiche sono passate di moda, anche se rientrano a pieno titolo nella tradizione dei musei di storia naturale, ma ti assicuro che una semplice collezione di anomalie potrebbe costituire un eccellente strumento didattico."
"Didattico? Che significa?"
"Che mira a insegnare qualche cosa, a istruire... "
"E che cosa potrebbe mai insegnare una collezione di mostruosità?"
"Semplicemente che i mostri non sono fenomeni da baraccone, da schernire e da osservare a distanza"  

"E che cosa sarebbero, allora?"
"Ho visto i tuoi pesci rossi, nella boccia sul tavolo."
"Che c'entra questo?"
"Anche i comuni pesci rossi del tipo 'coda a velo' o 'testa di leone' sono dei mostri, se vuoi saperlo. Mostri portatori di evidenti 'aberrazioni'."
"Stento a crederci."
"Le loro sono mutazioni genetiche spesso favorite o indotte artificialmente dall'uomo. Quegli orribili mostriciattoli dei tuoi pesci, in realtà, scomparirebbero rapidamente se venissero lasciati nel loro ambiente naturale."

"In che senso?"

"Nel senso che verrebbero eliminati dai normali processi di selezione, data la loro scarsa... idrodinamicità."
"Idrodinamicità?"
"Già, la loro forma scarsamente idonea a resistere nell'acqua, ovvero nell'ambiente in cui vivono. Per loro fortuna, l'uomo trova spesso belli e 'decorativi' questi pesci portatori di mostruosità, e così li alleva e li riproduce in gran numero per adornare acquari e fontane."
"Ne sei proprio sicuro?"
"Sicurissimo. Il mondo è ricco di esseri viventi portatori di mostruosità estremamente seducenti o utili. Vengono selezionati e allevati proprio perché, in un modo o nell'altro, fanno comodo. Dai cani da salotto alla frutta senza semi, potrei farti infiniti esempi di mostri che non ti saresti mai sognato di definire tali, e tanto meno di mangiare."
"Pensavo che i mostri avessero un aspetto esclusivamente orribile."
"In realtà ci sono diversi tipi di mostri. Alcuni vengono immaginati dagli uomini a bella posta per dare forma riconoscibile alle paure che hanno dentro, paure notoriamente... informi. Ci sono, poi, i mostri ideati per comodità, a spiegazione di fenomeni altrimenti inesplicabili. Quanto agli esseri effettivamente malformati, vengono alla luce per cause legate all'inquinamento, alla malnutrizione, alle malattie o alle alterazioni genetiche... "

"E tu a quale categoria apparterresti?"
"Te lo dirò fra un po'. Per il momento ti basti sapere che il mostro più grande è l'incultura, la disinformazione. E che da tale mostro nascono quegli infiniti e pericolosi mostricini che sono i pregiudizi."
"I famosi giudizi dati prima?"
"Esattamente."
"E gli esseri malformati? Parlami di quelli. Mi incuriosiscono da morire."
"Ti avevo accennato al DNA e a quelle anomalie o variazioni genetiche dovute a 'errori di trascrizione’ più o meno casuali, anomalie che non sono necessariamente peggiorative: a  volte, anzi, possono rivelarsi straordinariamente vantaggiose..."
"Che tipo di anomalie?"
"Di volume, per esempio. Come nel caso del nanismo o del gigantismo."
"Oppure?"
"Oppure di forma e di struttura; o di numero, se danno luogo a diminuzione o aumento di organi e apparati."
"Anche del numero delle zampe?"
"Certo."
"E si può nascere anche con più di una testa?"
"Sicuro. Così come possono nascere individui doppi uniti per un'unica testa e torace, o magari dall'ombelico in giù."
"Che orrore!"
"Non tutte le anomalie, ti ripeto, vengono per nuocere."
"E se a un individuo capita di nascere con una di queste variazioni, che cosa può succedergli?"
"Può andare incontro a tre differenti tipi di destino."
"Quali?"
"Se è molto grave, l'anomalia può portarlo alla morte ancora prima che nasca, o subito dopo."
"In tal caso non c'è problema."
"Vedi che sei mostruosamente cinico?"
"E gli altri tipi di destino?"
"Nella maggior parte dei casi le anomalie risultano abbastanza lievi o compatibili con una vita normale... soprattutto se gli individui che si autodefiniscono normali e 'non-mostruosi' hanno l'intelligenza, la civiltà e soprattutto la non-mostruosità di rispettarli e aiutarli."
"Altrimenti?"
"Altrimenti i veri mostri sono proprio loro, i cosiddetti 'normali'."
"E il terzo tipo di destino?"
"Il terzo tipo di destino è appunto quello collegato alle anomalie di tipo vantaggioso, alle 'mostruosità' che conferiscono un concreto vantaggio sugli esemplari 'normali' della stessa specie. In quei casi, infatti, il 'mostro' risulta maggiormente adattato all'ambiente e favorito nella competizione per il cibo, il territorio o la riproduzione."
"E i suoi figli?"
"Se l'anomalia si sarà fissata nel DNA, il carattere verrà trasmesso anche ai discendenti, per via ereditaria."
"Beati loro!"
"Beati sì, perché tutti i portatori di questo gene mutato saranno favoriti dalla selezione naturale."
"Mi piacerebbe avere per genitori dei mostri del genere."
"È proprio quello che ti è successo."
"Che cosa vuoi dire?"
"Che è solo grazie a delle mutazioni genetiche del tutto casuali che la selezione naturale, di volta in volta, ha trasformato i cosiddetti 'mostri' in una tappa più avanzata delle specie viventi nel loro processo di evoluzione. Ecco perché ti ho definito mostruoso."
"Non ho capito bene."
"Ogni essere vivente può ritenersi 'mostruoso' rispetto alla forma di vita da cui si è evoluto. Pensa solo a quanto mostruoso sarebbe sembrato un uomo con andatura eretta e privo di peli ai nostri curvi e pelosi progenitori, gli ominidi... "
"È vero!"
"I cosiddetti 'mostri', in sostanza, nascono da quegli stessi errori di trascrizione del DNA che sono anche responsabili dell'evoluzione degli esseri viventi."
"Insomma sarei un mostro del terzo tipo, un portatore di mostruosità vantaggiosa."
"Per tua fortuna."
"E tu, invece, a che categoria appartieni?"
"A quella dei mostri inventati a bella posta per stupire, terrorizzare, divertire."
"Ah sì? E chi ti avrebbe inventato."
"Lucio Angelini, naturalmente."

              (da "Bobo e il mostro di Halloween")

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mercoledì, dicembre 13, 2006

AVVOCATI

Il 6 dicembre scorso ho ricevuto una diffida dal sedicente avvocato Alberto Konrad:

"Subject: diffida

Gentile signore/a
librimoltospeciali@infinito.it ,

sono l'avvocato Alberto Konrad titolare dell'omonimo studio Legale, mi trovo costretto a riscriverle perchè continuano ad arrivarmi dal suo indirizzo email
librimoltospeciali@infinito.it  messaggi dal contenuto sconveniente. La rimando a tal proposito a verificare l'ultimo arrivato, che riporto in calce a questo messaggio. Non sono un esperto informatico, tuttavia il tecnico del nostro studio afferma che questi invii da parte sua sono forse involontari e causati da un worm informatico. Dice inoltre che è possibile rimuovere questo worm con il disinstallatore scaricabile da questo sito ******** [vi risparmio l'indirizzo vero, n.d.r.]. Io non ho né le competenze né il tempo per verificare l'esattezza di questa teoria, purtroppo mi trovo costretto a DFFIDARLA dal continuare questi invii indesiderati alla mia posta di lavoro. Se riceverò UN SOLO ALTRO MESSAGGIO di questo genere procederò per vie legali senza ulteriore avviso. Sospenda questi invii o, se si tratta di un virus worm, ripulisca il suo computer al più presto perchè sicuramente non sono il solo che sta ricevendo questa immondizia da lei. Le ricordo che i reparti di polizia delle telecomunicazioni hanno gli strumenti per rintracciare la vera identità del proprietario di un indirizzo di posta elettronica, per quanto registrato con dati di fantasia o internazionale. Per cui non creda di poter continuare a infestare la mia casella email con queste cose. in attesa di un suo cortese riscontro, cordiali saluti

Ufficio Legale
Alberto Konrad e associati
Corso Magenta 24
Parma"

Mia risposta:

"Gentile dottor Konrad, l'indirizzo da cui mi segnala l'inconveniente apparteneva effettivamente alle edizioni Libri Molto Speciali, ora defunte. Chiunque poteva reperire in rete tale indirizzo, ma il dominio www.librimoltospeciali.com non è più di mia competenza. La polizia postale non avrà difficoltà a risalire all'IP da cui sono state inviate le mail con l'indirizzo usurpato. Da parte mia, le assicuro che non ho l'abitudine di molestare il mio prossimo, verso il quale ho il massimo rispetto, anche telematico. Non uso assolutamente mai l'indirizzo librimoltospeciali@infinito.it per inviare posta, bensì quello da cui le sto scrivendo. Cordiali saluti
Lucio Angelini"

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Passano alcuni giorni e leggo sul Gazzettino di domenica 10:

"OCCHIO ALLA TRUFFA VIA E-MAIL.

Si fingono avvocati, in realtà sono pirati informatici. La mail è di quelle che, al solo aprirle, fanno venire agitazione: un avvocato scrive alla vostra casella di posta elettronica, informandovi che da qualche giorno riceve dal vostro indirizzo materiale pornografico alla casella del suo ufficio, e, con tono minaccioso, vi diffida dal continuare, altrimenti vi denuncerà per diffusione di materiale osceno. Poi, più conciliante, vi informa che però, stando a quanto sostiene il tecnico del computer del suo studio, il responsabile degli invii potrebbe essere un virus annidatosi nel vostro pc, e bontà sua, vi fornisce un link su cui cliccare per scaricare gratuitamente un programma in grado di risanare il vostro computer contaminato. Non si tratta, però, di un buon samaritano, bensì di uno scaltro pirata informatico. Cliccando sul link suggerito, nel vostro computer viene installato un programma in grado di causare enormi danni al sistema. Basta infatti controllare in internet per accorgersi che sia il nome dell'avvocato sia l'indirizzo dello studio legale sono inesistenti. Sul sito della Polizia informatica da qualche giorno ci sono continui avvisi per mettere in guardia i navigatori..." (Art. di Mariangela Vaglio)."

Insomma ci sono cascato come un pero. Forse perché, in questo periodo, la sola parola "avvocato" mi fa venire i brividi. Come mai? Semplice: di recente, per l'assistenza alla separazione consensuale, il mio avvocato mi ha chiesto una parcella di ben 22.000 euro. Sono ancora sotto choc...

P.S. Non fate come me! Accordatevi in privato con il vostro coniuge, se potete. Evitate avvocati, notai, tribunali, se non volete rischiare di rimanere in mutande. Separazioni e divorzi sono privilegi alla portata delle sole classi alte!)

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Immagine da http://www.confartigianatofirenze.it/images/Avvocato.gif

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martedì, dicembre 12, 2006

LA GIUSTIZIA NEGATA

Scrive SBANCOR su  www.carmillaonline.com :

"Pochi lo noteranno, ma questo è il primo anniversario di Piazza Fontana (17 morti, 84 feriti) in cui non c’è nessun imputato. L’ultimo sul banco degli accusati e peraltro, come ricorda il giudice Guido Salvini, l’unico condannato, era Carlo Digilio, “Zio Otto”, l’armiere di Ordine Nuovo, il primo e unico “pentito”. E’ morto, per uno di quegli strani incroci del destino, il 12 dicembre del 2005. Gli altri sono stati tutti assolti. Assolto Valpreda, morto anch’esso, assolto Freda, assolto Ventura, assolto Delfo Zorzi. A questo punto, se non ci fosse il dolore ancora attuale dei parenti delle vittime e quel ragazzino che era allora nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura, che ora è un uomo, ma a cui mancano le gambe, ci sarebbe forse da chiedersi se quella bomba è veramente esplosa. Non c’è più neppure la Banca Nazionale dell’Agricoltura, fagocitata dalle fusioni e acquisizioni che hanno attraversato il mondo del credito. Intanto le carte del primo processo di Catanzaro sono affidate all’alacre lavoro del tempo (e dei topi). Ricevo una e-mail da vecchi compagni della F.A.I. (Federazione Anarchica Italiana):

“Il 7 Novembre del 2006, il Corriere della Sera ha lanciato un preoccupato allarme sulla sorte degli atti del processo di Piazza Fontana. Questi atti, che contengono le istruttorie, centinaia di fotografie, gli interrogatori, le deposizioni di tanti protagonisti e ogni altra carta rilevante (di cui rappresentano l'originale e l'unica copia esistente), rischiano di deteriorarsi, di finire prima o poi al macero, di divenire più probabilmente inservibili. Per tali ragioni, il Tribunale di Catanzaro ne ha deciso la digitalizzazione, oltre che un riordino logico e cronologico che sopperisca alla confusione in cui versa la loro attuale conservazione. Fin qui tutto bene. I problemi nascono quando il Ministero della Giustizia stanzia 50 mila euro per l'operazione e le ditte che partecipano alla gara d'appalto chiedono ben 85 mila euro. Ciò avveniva nove mesi fa e da allora tutto tace; il tempo passa e la situazione comincia a divenire, per l'appunto, preoccupante.”

Viene data una e-mail per sottoscrivere un appello: info@altracatanzaro.it.
E forse fra quelle carte c’è ancora una traccia. Che mancherà agli storici del futuro, perché lo Stato dopo non aver trovato i colpevoli oggi non trova 35.000 euri... " [Il resto qui:
www.carmillaonline.com ]

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[Immagine da www.associazioni.milano.it ]

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lunedì, dicembre 11, 2006

VL SBARCA A MILANO

Una tragedia negata

Il grande amico Meaulnes-Giuseppe Genna segnala -  nel suo blog

www.giugenna.com - quanto segue:

Vibrisselibri sbarca a Milano

vibrisselibri_002.jpg
Milano, martedì 12 dicembre 2006
anniversario della strage di Piazza Fontana

presso la Libreria Feltrinelli di via Manzoni, ore 18

Presentazione dei libri:
"L'organigramma", romanzo di Andrea Comotti
"Una tragedia negata", saggio di Demetrio Paolin
editi da
vibrisselibri
informazioni: www.vibrisselibri.net
giulio mozzi, 348 386 39 37

Martedì 12 dicembre, alle ore 18, a Milano presso la Libreria Feltrinelli di via Manzoni, saranno presentati al pubblico i primi due titoli pubblicati da vibrisselibri, la casa editrice in rete (www.vibrisselibri.net) ideata dallo scrittore Giulio Mozzi.

Si tratta del romanzo "L'organigramma", del milanese Andrea Comotti, e del saggio "Una tragedia negata. Il racconto degli anni di piombo nella narrativa italiana" del torinese Demetrio Paolin.

Parteciperanno all'incontro: i due autori Andrea Comotti e Demetrio Paolin; Giulio Mozzi; Margherita Trotta della redazione di
vibrisselibri.

"L'organigramma", di Andrea Comotti (collana sans papier) è un romanzo fantastico su Piazza Fontana. Nicotrain, un giallista milanese che ha fatto fortuna con romanzi nei quali trova soluzioni di casi polizieschi e giudiziari non ancora risolti, si compera una casetta sul lago. Nel corso dei lavori di sistemazione scopre, nascosta dietro un tramezzo, una scatola di fotografie scattate in Piazza Fontana nelle ore immediatamente successive alla strage. Da queste fotografie nasce un'inchiesta che porterà Nicotrain a scoprire la forza, l'astuzia e la violenza del Potere Deviato.

"Una tragedia negata. Il racconto degli anni di piombo nella narrativa italiana", di Demetrio Paolin (con prefazione di Filippo La Porta; collana anfibi) è un saggio che analizza la narrativa italiana sugli Anni di Piombo: una narrativa reticente, mitologica, addirittura apologetica, quasi sempre incapace di affrontare il dato nudo e crudo: che quegli anni furono una tragedia, per tutti.

Vibrisselibri è un'iniziativa innovativa nel panorama editoriale italiano, essendo contemporaneamente una casa editrice in rete e un'agenzia letteraria. Dopo aver pubblicati i libri in rete (dove sono scaricabili gratuitamente con la formula copyleft) vibrisselibri si attiva al fine di trovare degli editori convenzionali disponibili a pubblicarli in carta.

Vibrisselibri si avvale di una cinquantina di collaboratori di alto profilo professionale: la redazione è guidata da Gaja Cenciarelli; il comitato di lettura da Lucio Angelini e Luca Tassinari; l'ufficio stampa da Stefania Nardini e Manuela Perrone; grafica e comunicazione sono state curate da Mauro Mongarli e Leonello Borean; il sito da Fabio Fracas. Altre informazioni in www.vibrisselibri.net.

Pubblicato da Giuseppe Genna , il Lunedì 11 Dicembre 2006
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LE NUOVE CONVIVENZE

 
Dato l'infuriare delle polemiche sui diritti delle coppie di fatto, in particolare se omosessuali (vd anche la pioggia di volantini con la scritta "Pastore tedesco lasciaci in pacs" al passaggio del papa davanti alla sede del Manifesto venerdì 9 dicembre) ripropongo il post del 22 giugno scorso, intitolato "Coppie dello stesso sesso". L'avevo tratto da un articolo del giurista FRANCESCO BILOTTA pubblicato sulla rivista giuridica specializzata 'FAMILIA', Giuffrè editore:
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<<Continuare ad etichettare il matrimonio come un istituto “ontologicamente” eterosessuale avrà probabilmente un senso da un punto di vista sociologico o antropologico, ma sotto il profilo strettamente giuridico non si riesce a cogliere la necessità di una tale caratterizzazione. Se due uomini o due donne si amano, e intendono vivere tutta la vita insieme, lo fanno non per un capriccio, o per un atteggiamento deviante, o peggio eversivo nei confronti del sistema, ma perché sono nati con un orientamento sessuale che li porta a scegliere come partner una persona del proprio sesso. Gli omosessuali questo lo sanno già – tanto da rivendicare attenzione da parte del diritto nei confronti del loro modo di essere – ma il resto della società lo ignora e tramite un riconoscimento del legame di coppia omosessuale se ne accorgerebbe. Superati gli ostacoli ideologici, l’intero corpo sociale imparererebbe a convivere con quella realtà che prima non conosceva e, rassicurato di fronte al nuovo, sarebbe capace di andare oltre, fino a concedere la piena equiparazione sul piano giuridico, data la complessità e significatività degli interessi e dei bisogni umani che stanno alla base dell’esigenza di riconoscimento del rapporto familiare fra persone dello stesso sesso (dalla tutela dell’abitazione alle successioni ereditarie, dalla cura del partner in caso di malattia alle prestazioni sociali, dal trattamento fiscale a quello in materia di immigrazione, ed altri ancora).
Si pensi al caso di un cittadino italiano che contragga matrimonio con un cittadino olandese in Olanda. Se quest’ultimo si trasferisse in Italia e volesse sposarsi non potrebbe farlo, perché in virtù della sua legge nazionale non potrebbe contrarre un nuovo matrimonio, mentre il nostro concittadino – considerando inesistente per il nostro ordinamento quel negozio giuridico – potrebbe tranquillamente convolare a nuove nozze. Il risultato sembra alquanto paradossale soprattutto se si guarda al fenomeno dal punto di vista dell’ordinamento comunitario, dove – tendenzialmente – la comune cittadinanza europea dovrebbe generare un’uniformità di diritti e di doveri a prescindere dalla cittadinanza o dal luogo di residenza. E invece, ci troviamo in una situazione surreale, per cui ciò che viene considerato discriminatorio in Belgio, Germania, Francia e nella quasi totalità dei paesi comunitari, non lo è in Italia. Come è possibile per un giurista continuare a fantasticare un mondo in cui non esistano (o se esistono non si facciano vedere) le coppie di persone dello stesso sesso? L'equiparazione giuridica tra le coppie dello stesso sesso e quelle di sesso diverso soddisfa un’esigenza di giustizia e di rispetto dei principi fondamentali del nostro ordinamento (tra i quali, oltre all’eguaglianza, spicca certamente quello del rispetto dei diritti inviolabili della persona, nel cui novero rientra tanto il diritto all’autodeterminazione, tanto il diritto alla realizzazione personale).
Per dirla con le efficaci parole di Stefano Rodotà: «Per continuare a discriminare gli omosessuali, si è obbligati a violare principi generali di eguaglianza, di riconoscimento dell’altro», così in Premessa, in E. Menzione, Manuale dei diritti degli omosessuali”, La libreria di Babilonia, 1996 (nuova edizione Enola, 2000), 6.
Se estendere alle coppie omosessuali il matrimonio tout court appare la strada meno irta di complicazioni, omissioni, dimenticanze, e per questo motivo anche la più semplice dal punto di vista dell’elaborazione normativa, qualche buon argomento a sostegno del PaCS si impone comunque. Una forma di registrazione della coppia omosessuale rende evidente una realtà, la fa emergere dal silenzio, dal buio in cui l’ipocrisia l’aveva costretta. Quando la coppia omosessuale viene riconosciuta formalmente è più facile che cada un tabù, consistente nel disconoscere che agli atti omosessuali – per dirla con Foucault – si accompagna un’identità omosessuale. Certo, una volta istituita la figura della registered partnership o del Pacs, sarebbe necessario assicurarsi che le disposizioni dell’ordinamento che si riferiscono, specie quelle al diritto pubblico, siano modificate in modo da comprendere anche il partner registrato. In caso contrario, ad esempio per quanto concerne la pensione di reversibilità o il ricongiungimento familiare, sarebbe agevole escludere dal beneficio quanti non possano dimostrare di essere coniugati.
Bisogna abbandonare definitivamente la concezione ottocentesca dell’omosessualità come devianza e soprattutto rinunciare alla visione del fenomeno come un insieme di atti erotici tra persone dello stesso sesso. L'omosessualità va piuttosto concepita come una condizione caratterizzante la vita di una persona nella sua interezza e perciò incidente anche sulle sue relazioni affettive. Quando la novità antropologica costituita dalla relazione affettiva, stabile e continuativa tra due persone dello stesso sesso cesserà di essere tale per noi italiani, i giuristi nostrani saranno costretti a prendere posizione sul tema, esprimendosi favorevolmente. Insomma, è solo una questione di tempo... >>
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(COLLAGE dall'articolo del giurista FRANCESCO BILOTTA "La famiglia omosessuale e la sua tutela giuridica: riflessioni su 'Le nuove convivenze tra discipline straniere e diritto interno' di Matteo Bonini Baraldi").
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[Immagine da http://www.corriere.it/Hermes%20Foto/2006/06/17/0J10FN4C--140x180.jpg ]
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venerdì, dicembre 08, 2006

IL PIFFERAIO DI HAMELIN E QUELLO DI VENEZIA

The-Pied-Piper-of-Hamelin.jpg

The-Pied-Piper-of-Hamelin

Da http://it.wikipedia.org/wiki/Il_pifferaio_di_Hamelin :

"La storia si svolse nel 1284 ad Hamelin, in Sassonia. In quell'anno la città venne invasa dai topi senza che alcun uomo riuscisse a trovar sistema per farli altrove fuggire, tant'è che il capo della città dovette offrire una cospicua ricompensa a chiunque fosse riuscito nell'ardua impresa di scacciarli. Non appena giunta al suo orecchio questa notizia, uno straniero si offrì di liberare la città dai topi grazie alla sua musica misteriosa: si narrava, infatti, che fosse in possesso d'un piffero magico e di spartiti incantati, raccolti in un libro segreto, che potessero essere usati per avocare a sé qualsiasi cosa (animali, persone, ombre, mostri, incubi, o altro che fosse) e controllarla ipnoticamente. Vista la situazione senza scampo il capo accettò di buon grado. Non appena la musica dello straniero ebbe inizio, i topi iniziarono stregati a seguirlo...[eccetera]"

E ora passiamo al pifferaio di Venezia.

<<Brioche con farina di salmone e girasole, per un gusto simil-panettone. E' questa la ricetta dell'esca che potrebbe liberare la città da topi e pantegane. "Possiamo eliminare tutti i topi di Venezia". Massimo Donadon - intervenendo ieri al caffè Quadri alla consegna del premio "Fuoriclasse" - svela la ricetta dell'impasto studiato per attirare ed eliminare i ratti lagunari. "Su Venezia abbiamo fatto un monitoraggio dell'ambiente e un progetto di intervento che prevede", spiega Donadon, "di mettere distributori di esche, fatti a T rovesciata verso il basso, in tutti i campi e le tremilaseicento calli della città. Ma il segreto è la scelta della miscela per attirare i topi". L'imprenditore, che ha il merito d'aver liberato dai roditori metropoli come New York, Tokyo, Santiago del Cile e Amsterdam, ha studiato per Venezia un gusto particolare. "Più che i topi vanno analizzate le abitudini alimentari diffuse nei luoghi in cui vivono. Il topo, infatti, ha una memoria genetica che gli fa riconoscere i gusti fin da appena nato. Dei nostri acquisti alimentari scartiamo mediamente il 4 per cento, e da queste parti nella spazzatura finiscono molti resti di pane e prodotti simili. Un gusto che, mescolato alla farina di salmone e al girasole, che dà un aroma tipo panettone, farà letteralmente impazzire i topi", assicura Donadon. E allora quand'è che la sera potremmo circolare senza imbatterci in corpose pantegane che aggrediscono i sacchi delle scoasse? "Bisogna vedere i flussi di finanziamento della Legge Speciale per Venezia. Io comunque sono amico di Cacciari e farò il possibile per aiutare lui e la città", annuncia Donadon...>> (da La Nuova Venezia del 6 dicembre 2006. L'articolo è di Sebastiano Giorgi).

Insomma, per le povere pantegane di Venezia, tutt'altro che stanche della vita, non si esiterà a ricorrere all'eutanasia o "dolce morte"... dolce solo per il sapore di panettone, ovviamente:-/

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Immagine da www.artshole.co.uk/joannethompson.htm

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giovedì, dicembre 07, 2006

IL MAIALE (2)

George Clooney

Chi ha apprezzato la poesia "Il maiale" (vedi post del 1° dicembre u.s.) non potrà non commuoversi alla seguente notizia, ripresa da

http://www.mtv.it/news/news_page.asp?IDNEWS=19123

LUTTO PER GEORGE CLOONEY

È morto il suo maiale domestico. Erano insieme da 18 anni

"Sono rimasto davvero sorpreso, ha avuto una parte molto importante nella mia vita": con queste parole George Clooney ha commentato la morte del suo adorato maiale domestico Max.
"È stato un anno difficile per i miei animali - ha continuato - perché in questi mesi è morto anche il mio bulldog. È strano come gli animali diventino, in un certo senso, parte della tua famiglia, qualcosa di davvero importante".

Max aveva 18 anni (sembra sia un record di longevità per i maiali) e condivideva con George Clooney la casa di Hollywood. Leggenda vuole che in alcuni momenti abbiano persino condiviso il letto. La cosa certa è che l'attore non ha intenzione di sostituirlo.

E da http://www.skylife.it/

"... Morto di morte naturale (cosa un po' innaturale per un maiale a dire il vero), è stata, a detta di Clooney, la relazione più lunga che abbia mai avuto in vita sua. La dipartita di Max, tra l'altro, segue di poco la recente scomparsa del cane preferito di Clooney, un bulldog. Per un uomo che si è sempre vantato di vivere da solo senza stringere legami duraturi sono due colpi non da poco. Ma la vita continua e gli impegni del quarantacinquenne attore restano fitti."

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[Immagine da www.reviewjournal.com]

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mercoledì, dicembre 06, 2006

UN RACCONTO DI CALVINO AL PREMIO CALVINO

UN RACCONTO DI CALVINO AL PREMIO CALVINO
 
L'esperimento di scrittura medianica stava riuscendo. La mano dell'esangue scrittore inedito (anni e anni di manoscritti respinti, di pugnalate al cuore...) aveva iniziato a muoversi nel buio.
Scrisse solo: "L'ele". E si bloccò.
“Calvino! Calvino! Italo Calvino!" urlò mentalmente Vitalino Calò, irrigidendosi tutto. “Scrivilo tu il racconto! Vincilo tu il premio Calvino dell'89! Compi questa suprema ironia!”
La penna riprese a tremolare. Tracciò sette lettere, "fangelo", che si aggiunsero alle precedenti di "L'ele".
Sì, certo!  L'elefangelo...
Ma che strano titolo!
 
Due ore dopo il racconto era lì sul tavolo, davanti a lui, pronto da spedire alla redazione de L'Indice,  Premio Italo Calvino. Autore: Italo Calvino. Esecutore medianico: Vitalino Calò.
Vitalino Calò si sentiva svuotato, trasparente. Ma guarda tu cosa gli era toccato di fare!
Il suo viso, nel buio, pareva una bacca di gelso spruzzata di farina.
Un senso di torpore, di freddo.
La sua mano era diventata una pinna.
Accese la luce.
Lo lesse cento volte, sempre più sconcertato, quel racconto per bambini:
          
                      L'ELEFANGELO
C'era una volta un grosso elefante grigio che tutti chiamavano, senza troppa fantasia, Grigione. Se ne stava tutto il tempo in mezzo al prato, immobile come un bel monumento, a meditare.
Un giorno gli si avvicinò un bambino con un secchio di vernice rosa:
- Ciao, Grigione, - gli disse. - Potrei... dipingerti tutto di rosa? Hai un colore troppo triste!
Grigione rifletté un istante, lo guardò come se fosse matto e tutto d'un tratto, senza dire assolutamente nulla, ghermì il secchio con la proboscide e glielo rovesciò in testa.
Il bambino si allontanò sconsolato, gocciolante di pittura rosa. Ma non si dette per vinto.
Il giorno dopo, mentre Grigione se ne stava in mezzo al prato a meditare come al solito, il bambino tornò alla carica. Questa volta aveva un secchio di vernice gialla.
- Quel rosa... beh, è vero, non era certo il colore più adatto per un elefante grande e grosso come te - borbottò - ... un po' femminile, oltretutto. Ma guarda questo giallo: non è stupendo? Un'autentica meraviglia... Dai, ti prego, lasciami provare. Lascia che ti dipinga di giallo.
Grigione lo squadrò dalla testa ai piedi, ancora più infastidito e sorpreso del giorno prima. E di nuovo, allungata la proboscide, ghermì il secchio e glielo rovesciò in testa.
Il bambino non si fece vedere per una decina di giorni.
L'elefante, immerso nelle proprie meditazioni, non si spostava dal prato nemmeno per andare a fare pipì.
Ed ecco, l'undicesimo giorno, riapparire il bambino.
Questa volta aveva un secchio di vernice rossa.
- Grigione, ti prego - esordì. - Sii buono, lasciami provare. Vedrai che non te ne pentirai. Starai benissimo, in rosso. Sembrerai un elefante dei fumetti.
Aveva gli occhi talmente luccicanti che a Grigione fece tenerezza. Ma sì, dopotutto... che gliene importava?
- E va bene, dipingimi di rosso, - sospirò. - Se ci tieni così tanto!
Il bambino si mise subito all'opera. Gli spennellò le orecchie, il dorso, la proboscide, la coda, le zampone, il sederone...
E il risultato non fu deludente.
Grigione stesso dovette ammetterlo.
Venivano a vederlo da ogni parte della città, quel bestione di un rosso smagliante, immobile nel verde del prato.
E Grigione, benché fingesse di non scomporsi, ne era segretamente lusingato.
Un giorno, un brutto giorno, scoppiò un acquazzone terribile. La pioggia si rovesciò a tinozze sul dorso del magnifico elefante. Certo, era fresca, quell'acqua, ma... quando smise di piovere, quale non fu la sua sorpresa nel constatare che il colore se ne era andato del tutto?
Grigione era di nuovo come un tempo: grigio, grigio, desolatamente grigio. Ai suoi piedi, una pozzanghera rossa.
- Ma che cos'ha di speciale, quest'elefante? - sentì brontolare una ragazzina venuta apposta a vederlo da una città vicina. - A me sembra proprio un elefante qualsiasi. Mi avevano detto che era speciale, che aveva un colore meraviglioso! Che sciocca sono stata a fare tutta questa strada per niente!
Grigione ci rimase male. "Ah, se tornasse il mio amico pittore!", pensò. "Speriamo che venga presto a trovarmi."
Ed ecco, fortunatamente, di lì a pochi giorni riapparire il bambino pittore.
- Accidenti, Grigione! - esclamò, sgranando gli occhi. - Non hai più nemmeno una chiazzettina di rosso. La pioggia ti ha lavato via tutto il colore!
- Accidenti! - gli fece eco Grigione, fiducioso.
Il bambino capì e gli sorrise.
- Niente paura, Grigione, lascia fare a me.
Scappò via e riapparve un'ora dopo, con un enorme secchio di pittura azzurra, il colore del cielo.
- Ti dipingerò di azzurro - gli disse - di un bell'azzurro cielo!
Grigione lo lasciò fare, docile docile.
L'elefantone era così azzurro, alla fine, da sembrare un pezzetto (nemmeno troppo piccolo) di cielo.
- Grigione, - esclamò il bambino - sei magnifico! Un vero splendore! Quasi quasi ti attacco anche delle ali.
Scappò via come un fulmine e riapparve una decina di minuti dopo con due bellissime ali di cartone.
Grigione se le lasciò attaccare sul dorso senza obiezioni.
- Ma quello non è un elefante! - esclamavano i bambini, che accorrevano a frotte a vederlo. - E' un angelo! Anzi, un elefangelo! E' un pezzetto di cielo a forma di elefante!
D'un tratto, con grande sorpresa di tutti, le ali sul dorso di Grigione presero a scuotersi, a vibrare, a sollevarlo, prima goffamente, poi con decisione.
Ma sì, Grigione si era staccato da terra, volava.
- Addiooooo, Grigioneeee!!! - urlavano i bambini, sempre più piccini sotto di lui, man mano che si levava in alto, in alto, sempre più in alto.
- Ciao, bambiniii!!! - barriva l'elefante color cielo, librandosi sempre più distante sopra di loro.
Si confondeva con l'azzurro del cielo, ormai.
- Addio, Grigioneeeee!
- Addio, bambiniiiii!!!
Presto, di Grigione, non restò che un puntolino indistinto. Infine, nemmeno più quello.
Se ne era andato, Grigione, era sparito lassù, nel cielo, chissà dove!
Il primo elefangelo che si fosse mai visto.
 
Vitalino Calò era perplesso.
Che avesse frainteso tutto, quel fanciullone di Calvino?
Che avesse scambiato il concorso torinese per il premio Andersen?
Mah! Bah!
Guarda tu!
Uffa!
Al diavolo!
   Piegò il racconto, lo mise in una busta e appose l'indirizzo: Premio Italo Calvino 1989. Redazione de L'Indice. Via Andrea Doria, 14. 10123 TORINO. 
   E improvvisamente gli tornarono in mente le Lezioni americane. Quella sulla leggerezza, in particolare.
 Leggerezza... leggerezza... il pachiderma azzurro che si solleva...
 
   Non ebbe più dubbi.(1)
--
(1) Il racconto entrò effettivamente nella rosa dei finalisti, ma il premio - yawn! - fu poi assegnato a qualcun altro. In compenso "L'elefangelo" piacque alla mitica Orietta Fatucci, che, tagliati via cappello e coda, lo pubblicò nella raccolta "Quella bruttacattiva della mamma!", per le edizioni E. Elle (oggi EL) di Trieste. Il volumetto ebbe anche un'edizione francese per l'editore Flammarion. 
postato da: Lioa alle ore 12:30 | link | commenti (17)
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martedì, dicembre 05, 2006

DOPO IL MAIALE, L'ASINO..

-
L'ASINO
-
L'asino
volava
e tutti
lo guardavano
preoccupati
a naso in su.
"Attenzione!",
si sentiva
gridare
da ogni parte.
"Attenzione.
Qui casca l'asino."
"Ma perché
non si spostano
più in là?",
si domandava
la povera bestia
in caduta libera.
Nessuno
si faceva
più illusioni.
"È inevitabile",
disse
un vecchio saggio.
"Alla prova
si scortica l'asino."
Ma l'asino
aveva
avvistato
sotto di sé
il dottore
del paese.
Sì,
se fosse riuscito
a centrarlo,
probabilmente
se la sarebbe
potuta
cavare
con qualche
semplice
escoriazione.
Il dottore
avrebbe
attutito
l'impatto
con il suolo.
E se il dottore
fosse morto,
pazienza.
Meglio
un asino vivo
e un dottore morto
che il contrario.
Se,
infine,
cadendo,
si fosse imbrattato
la testa,
poco male:
una bella lavata
e via!
Al massimo,
avrebbe rischiato
di rimetterci
solo ranno
e sapone.
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[Immagine da purgatory.kuwaitblogs.com]
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lunedì, dicembre 04, 2006

ANCH'IO COME ANDERSEN (si parva licet... )

(Foto da http://www.hcandersen-homepage.dk/vingaardsstraede.htm )

La sera del 1° dicembre u.s. ho dormito per la prima volta nella mia - appena acquistata - mansardina al Lido di Venezia, dove mi sono trasferito dopo essere ridiventato single. La camera da letto è un sottotetto con finestrino rettangolare tra le tegole. Ebbene, svegliatomi nel cuore della notte, ho aperto gli occhi e scoperto che, attraverso di esso, vedo un pezzetto di cielo con una deliziosa spruzzata di stelle...

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Da: (http://www.corriere.it/viaggi/viaggi_tendenze/citta/2005/05_Maggio/26/citta_copenaghen_1.shtml ]

"Una visita a Copenaghen di questi tempi non può prescindere da Andersen, nato a Odense ma trasferitosi quattordicenne nella capitale...[cut]...  Al 6 di Vingårdsstraede, è rimasto praticamente immutato il piccolo sottotetto da bohémien degli anni giovanili dello scrittore, oggi proprietà dei grandi magazzini Magasin du Nord e visitabile negli orari di apertura..."

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Da: Hans Christian Andersen, Libro illustrato senza illustrazioni, a cura di Bruno Berni, Abramo editore, Catanzaro 1997, Titolo originale "Billedbog uden Billeder", Copenaghen 1840.

"Sono un povero giovane, abito in una delle strade più anguste, ma la luce non mi manca perché abito molto in alto, con la vista sui tetti. I primi giorni dopo il mio arrivo qui in città mi sentivo chiuso e solo: invece del bosco e delle verdi colline avevo ora come orizzonte solo i comignoli grigi. Qui non avevo nemmeno un amico, nemmeno un volto conosciuto mi salutava. Una sera me ne stavo piuttosto triste davanti alla finestra, la aprii e guardai fuori. Ah, quanto fui contento! Vidi un volto che conoscevo, un volto tondo e amichevole, la mia migliore amica di quando era a casa: era la luna, la cara vecchia luna, la stessa, immutata, proprio con l’aspetto che aveva quando mi sbirciava fra i salici sulla palude. Le lanciai un bacio sulle dita e lei illuminò la mia stanza e promise che ogni sera, quando era fuori, sarebbe venuta un po’ a trovarmi; e da allora lo ha fatto, onestamente, peccato che possa rimanere così poco. Ogni volta che viene mi racconta qualcosa che ha visto la notte precedente, o quella sera stessa. ‘Dipingi ciò che ti racconto’ disse alla sua prima visita, ‘e avrai un bel libro illustrato’. E io ormai lo faccio da molte sere. A modo mio potrei creare un nuovo ‘Le mille e una notte’ illustrato, ma certo sarebbero troppe; quelle che raccolgo qui non sono scelte, vengono come le ho ascoltate. Un grande pittore geniale, un poeta o un musicista, possono tirarne fuori qualcosa di più, se vogliono: ciò che mostro io sono solo contorni sparsi sulla carta, e di tanto in tanto i miei pensieri, perché la luna non veniva ogni sera, spesso capitava in mezzo una nuvola o due.”

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venerdì, dicembre 01, 2006

UN'ALTRA DELLE MIE

Dopo il successo della raccoltina precedente ("Perché tu mi dici: poeta?", del 28 novembre scorso: il salumaio e il fruttivendolo sotto casa non la finivano più di complimentarsi con me), vi lascio un'altra struggente poesia per il week-end.

IL MAIALE

Il maiale 
è un animale 
a forma 
di grosso 
salvadanaio, 
ma senza 
la fessura 
sul dorso, 
o se ce l'ha, 
è comunque 
ben dissimulata 
sotto le sue 
(per certi versi 
antiestetiche) 
setole.
Anche la gamba 
del maiale,
vista dal basso,
è strana: 
dapprima corta 
e piuttosto esile, 
si allarga 
improvvisamente 
in un vero e proprio 
prosciutto.
A volte 
il maiale 
si incanta 
ed è così 
che fa il salame.
Se si smonta 
un maiale, 
infatti, 
si scopre 
che è pieno 
di insaccati. 
La parte 
del maiale 
preferita dai ladri 
è il piede di porco.
I maiali sono anche
un po' razzisti: 
guai a parlare loro 
di Negroni.
Il maiale 
prende i suoi pasti 
in uno strano recipiente 
detto truogolo 
e poi fa 
una cosa strana: 
grufola. 
Insomma 
gli piacciono 
le parole sdrucciole.
Se un maiale 
resta troppo al sole 
gli viene un curioso 
eritema commestibile: 
il fungo porcino. 
Il maiale 
non è sempre 
paziente, 
a volte 
gli girano 
proprio i rognoni.
Alcuni dicono che, 
quando dorme, 
il maiale faccia 
dei versacci, 
in realtà 
è sveglio. 
Il maialetto 
giovane 
è un vero 
nottambulo: 
non andrebbe 
mai-a-letto.
Ma se 
nelle sue avventate
peregrinazioni 
notturne 
si caccia 
imprudentemente 
tra i rovi, 
rischia di trasformarsi 
in porco-spino.
Se un maiale 
ha il vizio 
del fumo, 
tende a mettere su 
pancetta affumicata.
Se a un maiale 
si porta via 
la coppa o 
il capocollo, 
ci resta 
di strutto.
Il maiale, 
di norma, 
non si siede, 
ma se lo fa, 
preferisce 
le comuni sedie 
alle poltrone 
a braciole.
Il porco, 
nel complesso, 
è un generoso, 
ci dà tutto 
di sé e, 
last but 
non least, 
all'uomo serve 
anche per fare 
le imprecazioni. 
Ma il maiale 
detesta 
sentire esclamare 
"porco cane!"
perché preferirebbe 
che non si mischiassero 
cani e porci.

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Immagine da http://img.photobucket.com/albums/v454/pequenos_nadas/porco.gif

postato da: Lioa alle ore 02:28 | link | commenti (8)
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