(Franz Krauspenhaar)
La poesia e lo spirito - http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/ - è un blog collettivo nato dall'esigenza di "dare vita a una cultura dell'incontro ***fraterno*** e della solidarietà". Non tutti i suoi contributori, però, pare intendano l'aggettivo "fraterno" nello stesso modo, forse perché ci sono fratelli e fratelli. Si pensi, ad esempio, a Caino e Abele:- ).
Vediamo alcuni commenti al post di Gaja di ieri "Tougher than the rest", con il testo dell'omonima canzone di Bruce Springsteen e il tormentone:
"Well if you’re looking for love,/honey, I’m tougher than the rest"
("Se è l'amore che cerchi, tesoro, io sono più duro degli altri").
1.. Lucio Angelini
Te sei sprecata! Ce potevi pure postà no straccetto de traduzzzione, no?
Mica so 'ttutti traduttori come noi:- /
2.. Gaja
Brus è poesia pura anche - soprattutto - in lingua origgginale. (e vedrai
i prossimi miei post, allora!)
3.. franz krauspenhaar
Perché? Si capisce tutto. Non capisco l'appunto (grave, a mio parere, ma celato dietro al finto sorrisetto).
4.. Carla
carissima Gaja, tradurla potresti? abbràccioti. carla
5.. Lucio Angelini
FK. Subito contraddetto dalla pur fida Carla.
P.S. Finta sarà tu nonna:- /
7.. fk
Sei finto, Angelini. Non mi sei mai piaciuto.
9.. Lucio Angelini
FK. Lo so da un pezzo. E figurati se mi piaci tu. Quando Giulio Mozzi mi cooptò per Vibrisselibri osservasti (in Nazione Indiana): "Come faccio a ricordare le tue stronzate, Lucio? Sono così tante e talmente grosse che la mia mente le seleziona immediatamente per la pattumiera. Tu sei uno dei tanti esempi di come scassare la minchia al prossimo in questo paese paghi. Tu hai scassato la minchia a tutti e ora ti sei fatto il tuo tornaconto [leggi: sei stato nominato coordinatore del comitato di lettura di Vibrisselibri, n.d.r.] franz krauspenhaar."
10.. fk
oddìo, tira fuori i dossier! come non detto, tante belle cose a lei e a tutti i suoi cari. Comunque confermo parola per parola. Nel caso pensassi che ho cambiato idea. No. Tutto uguale. Con te non si può sbagliare.
12.. fabrizio centofanti
pomeriggio rovente: boni, state, boni:-)
13.. Lucio Angelini
FK. Tesoro, per fortuna questa è solo la tua opinione. Mediocre uomo. Mediocre scrittore.
14.. fk
Detto da te lo prendo come un complimento. E mi fermo qui per amicizia verso Fabrizio.
15.. fabry2007
grazie!
16.. Lucio Angelini
Ma no. Cacciami pure dal blog. In fondo mi hai invitato a parteciparvi solo da poco. Tu chiamale, se vuoi, contraddizio-o-o-o-oni.
20.. fabry2007
basta che non mi toccate il grande Franz.
22.. fk
Ho cambiato idea, Angelini. E ho fatto bene.
25.. Lucio Angelini
Ma no, tranquillo, Fabry. Ti toccano solo il piccolo angelini.
28.. fabry2007
gooooong!
fine primo e ultimo round.
ora passa la ragazza.
29.. Lucio Angelini
FK. So bene ***quanto sinceramente*** tieni a "dare vita a una cultura dell'incontro fraterno e della solidarietà".
30.. Carla
siete fortissimi! peccato che devo andare. saludos e besos. carlita
31.. fk
Certo che ci tengo. Tu fai dell'ironia, perchè non sai fare altro. Sei caricato a molla, sull'ironia. Ma è così. Ciao ciao.
32.. Lucio Angelini
FK. Vatti a fare un giro, va'. Per oggi hai sboronato a sufficienza.
35.. Gaja
Però, Lucio, scusami, non sono d'accordo con il "mediocre uomo" e "mediocre scrittore". Non sono d'accordo per niente. Che senso ha? Possiamo riportare la discussione sui temi a noi più consoni? Tipo Bruce e la sua canzone (di cui ho, per l'appunto, postato una velocissima traduzione)?
37.. Lucio Angelini
Gaja. Vabbè. Facciamo "discontinuo nell'impegno e nei risultati" e non se ne parli più. OK?
43.. fk
Angelini, fattelo tu un giro, e parecchio largo. Diciamo che se non torni
è meglio.
47.. Lucio Angelini
FK. Yawn. È la frase che dici a chiunque non ti adori. Ma se sei pronto per l'odio, honey, sappi che io sono tougher than the rest:- /
53. fk
Angelini, non odio nessuno, io. Al massimo mi altero. Però se io ti do del finto non è come dare dell'uomo mediocre. Uomo mediocre equivale a nullità. Io penso di essere favoloso, stupendo, geniale e bellissimo, come Piero Ciampi ma senz'alcol:-
55. Lucio Angelini
FK. Tu mi hai dato del finto e io ho risposto: "Finta sarà tu nonna". E l'avrei chiusa là. Ma tu, che hai del livore evidentemente irrisolto nei miei confronti, sei voluto andare oltre. "Non mi sei mai piaciuto". Eccetera. Comunque, siccome abbiamo poco a che spartire l'uno con l'altro, ignoriamoci e morta là. Sono sopravvissuto fino a oggi senza il conforto della tua considerazione, figuriamoci se non potrò continuare a farlo anche per il futuro.
56. fabrizio centofanti
mi sembra un ottimo compromesso. d'altra parte sono arcinoti sia il talento di Franz sia la schiettezza di Lucio. amen, alleluja. fabry
58. Lucio Angelini
@ Fabry. Eh, no. Non ci sto. Lui sarebbe il talentuoso, io solo lo schietto, vero? Be', bella ingiustizia:- )))
Una scena dal film "Atonement" [Espiazione] di Joe Wright
Ieri, verso le 18.30, bighellonavo in bicicletta dalle parti della mostra del cinema qui al Lido di Venezia quando, a un certo punto, mi sono ritrovato a guardonare la passerella dei vip in entrata per la cerimonia inaugurale: Rupert Everett, Ambra Angiolini, Francesco Rutelli & Palombella, Keira Knightley, Vanessa Redgrave, l'immancabile Marina Ripa di Meana in abito nero e piume rosse in testa, Sgarbi eccetera. Alle 20.15, poi, sono andato a vedere "Atonement" (Espiazione), tratto dal celebre romanzo di Ian McEwan. Almeno la prima parte è semplicemente splendida, ma ne parlerò domani. La cosa che più mi ha sorpreso è che la giovanissima attrice che interpreta la ragazzina Briony è identica a Margherita Forestan di Mondadori Ragazzi, una delle due protagoniste di "L'incredibile storia della Fata Fatuccia e della Strega Forestana", di Lucio Angelini :- ) (Edizioni Libri Molto Speciali). Certo, con tratti infantili, ma uguale spiccicata. Mi ha messo addosso un'inquietudine incredibile.

Si chiama Saoirse Ronan ed è molto più efficace dell'attrice scelta per lo stesso personaggio ormai diciottenne (Romola Garai). Briony in terza età è interpretata, invece, da Vanessa Redgrave. Molti applausi alla fine della proiezione. Ma veniamo adesso alla seconda puntata de:
IL COMPITO DI UNO SCRITTORE PER RAGAZZI (2)
«... (L'insegnante frugò nel proprio cassetto e ne estrasse un librino intitolato Chi ha svegliato la bella addormentata.[1])


(Charles Dickens)
Dal Gazzettino del 24 agosto scorso:
| «La città rischia l'invasione delle baby gang» |
| L’allarme dei cittadini non distratti. Ognuno di loro porta ogni giorno agli sfruttatori un bottino di almeno duemila euro |
"Alle nove e mezza sono già in riva degli Schiavoni ad attendere i primi gruppi che arrivano dal Litorale, alle 23.30 li si può vedere a piazzale Roma mentre se ne tornano alla base carichi di tesori. Nelle loro tasche avranno dai due ai quattromila euro per ciascuno, senza contare telefonini o altri oggetti di valore. Nulla di ciò che portano appartiene però a loro e viene pertanto diligentemente consegnato ai "superiori". E il giorno successivo, dopo aver dormito forse cinque ore, si ricomincia.
È questa la vita quotidiana dei baby borseggiatori, che diventano sempre più baby. Ieri i cittadini non distratti ne hanno fermati tre che non avevano più di cinque o sei anni. Bambini cresciuti troppo in fretta, che al momento giusto sanno reagire come i grandi. Scene che credevamo di vedere solo nella Londra della rivoluzione industriale raccontata da Charles Dickens e che invece siamo costretti a sorbirci tutti i giorni con fastidio.
«Non credevo ai miei occhi - dice uno dei "non distratti" - quando ho visto quel bambino infilare le mani nella borsa di una turista alle Mercerie. Eppure era vero: quei bambini avevano cinque o sei anni. Ma perché dobbiamo correre dietro a queste creature quando sarebbe sufficiente pedinarle e vedere a chi consegnano i soldi? È tanto difficile? Eppure in altri campi della criminalità i pedinamenti e le intercettazioni ambientali hanno permesso di conseguire buoni risultati».
Colpire i mandanti è l'unico modo per "tagliare le mani" alla baby criminalità che in questi ultimi mesi è esplosa non solo a Venezia. Bambini che con il cacciavite entrano nelle case, bambini che rubano nei negozi, bambini che si impossessano dei portafogli. Bambini sempre più piccoli e con quell'aria di aver bruciato le tappe della vita per diventare "adulti" mentre i loro coetanei hanno appena imparato a leggere.
«Ciò che è successo l'altro giorno - aggiunge Franco Dei Rossi, altro "non distratto" che ieri ha fermato la baby gang - non mi è piaciuto per niente. Quei due romeni scarcerati dal giudice erano da tempo nel mirino dei carabinieri, sospettati di essere tra gli sfruttatori dei bambini. Che esista un'organizzazione ben articolata - prosegue - lo dicono molte cose: ogni volta che tra i bambini un soggetto diventa riconoscibile a noi o alle forze dell'ordine, viene immediatamente rimpiazzato con una faccia nuova. Le bande cambiano completamente ogni due settimane circa e quasi ogni giorno muta la loro composizione. C'è poi l'imbarazzo che si prova quando si prendono: loro sanno benissimo che la legge li tutela e così scalciano, mordono e dicono parolacce. Oggi (ieri per chi legge) mi ha morso al braccio e urlato mentre la gente attorno guardava me con gli occhi storti. Bisogna fare qualcosa al più presto o la città sarà invasa da queste bande».
«Le forze dell'ordine hanno le mani legate - commenta il commissario Gianni Franzoi, responsabile della sicurezza urbana per la polizia municipale - se hanno meno di 14 anni questi ragazzini non sono nemmeno imputabili. La soluzione sarebbe cambiare la legge, abbassando l'età dell'imputabilità a 12 anni, come avviene già in altri paesi europei e consentire l'arresto facoltativo dei minorenni. Così dopo un po' di arresti, sono certo, il fenomeno si esaurirebbe».
Parola di uno che di borseggiatori ne ha arrestati 560." (Michele Fullin)
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Insomma, Oliver Twist è tra noi, ma nessuno sembra voler mettere i nuovi Fagin in condizioni di non nuocere...

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(Lucio ed Eugenio sotto il Guerriero di Capestrano)
Quando, il 10 agosto scorso, sono andato a trovare Eugenio De Medio, l'autore di Nenio, nell'entroterra pescarese, ho scoperto che dalla sua terrazza si vede Chieti, adagiata sulle colline ad appena una mezza dozzina di chilometri di distanza. "Cosaaaaaa?", ho esclamato. "Chieti è così vicina?"
Bisogna sapere che, anni addietro, feci diversi tentativi per andare a guardonare da vicino il Guerriero di Capestrano (una delle mie fisse), tutti regolarmente sventati da circostanze avverse (museo chiuso eccetera).
"Portami immediatamente al museo archeologico nazionale d'Abruzzo!", gli ho detto con voce scherzosamente imperiosa.
E così, dopo aver ammirato i quadri che Eugenio, pittore di vaglia, sta selezionando per l'imminente mostra di Lugano, siamo saliti in macchina e abbiamo puntato su Chieti.
Che emozione! E che meraviglia, questa statua in pietra del VI secolo a.C.!
["Ad oltre 60 anni dal ritrovamento il Guerriero di Capestrano resta nel suo incomparabile splendore, indecifrato, insondabile, misterioso e persino beffardo dietro la sua enigmatica maschera. Nel corso degli anni quasi tutti gli studiosi di Archeologia si sono cimentati nell'impresa, in verità ardua, di decifrarne, origini, simbologie e collocazione nel clima e nel contesto storico della civiltà italica", si legge qui: http://capestrano0.tripod.com/ ]
Altre notizie qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Guerriero_di_Capestrano.
"Sai che figurava sulla copertina del mio libro di storia di prima media?", ho detto a Eugenio, girando estasiato attorno alla statua.
E, per associazione di idee, mi è tornato in mente il passo in cui anche il piccolo Nenio combatte come un guerriero contro il suo nemico:
"Anche se ero nato per sbaglio, ero un figlio di Dio, fatto a Sua immagine e somiglianza, e per questo più forte del diavolo, così come lo era stato Gesù, il figlio prediletto di Dio. Se solo avessi voluto, avrei potuto sconfiggerlo anch’io, quel diavolo di Glauco e lui non avrebbe più potuto sopraffarmi. Non gli avrei più permesso di costringermi a sottostare alle sue voglie. Sarei stato io il più forte. Le lacrime si asciugarono e il tremore si placò."
A quel punto, una nuova idea: un "NENIO TOUR" sui luoghi del romanzo. E così, usciti dal museo, siamo andati a vedere la pasticceria in cui sua madre acquistava i "moretti" del capitolo quinto:
"Forse non capiva quanto i moretti, da lei probabilmente acquistati soltanto per mettersi l’animo in pace, fossero importanti per me. Li attendevo ogni martedì di riunione. La bustina del bar, che riproduceva l’incarto, era chiusa da un fiocchetto e ne conteneva una manciata. Il cellophane con una fascia rigata di marrone che li avvolgeva aveva un suono allegro e riportava l’immagine di un moretto con un turbante a righe bianche rosse e verdi. La stagnola dorata racchiudeva una delizia di cioccolato fondente in un sottilissimo strato che si scioglieva immediatamente, lasciando il posto al gusto dolceamaro dello zucchero caramellato, che ogni volta mi ripromettevo di far sciogliere lentamente. Quasi sempre, però, stuzzicato dalle asperità delle nocciole tritate e tostate venute allo scoperto, non resistevo alla tentazione di masticarlo. Una volta alla mamma regalarono un bambolottino in forma di moretto grande quasi quanto la mia mano, quale affezionata cliente. Ne fui felicissimo e gli feci gran festa, deponendolo sul comodino accanto al sacchetto di caramelle."
Dopo la pasticceria, la caserma della visita di leva di Nenio (capitolo 38°):
"La caserma di Chieti occupava un enorme isolato proprio di fronte all’ospedale e, costruita in mattoni a vista con ali lunghissime, cortili e spazi dilatati e vuoti, sembrava un enorme castello in decadenza. Le centinaia di camere e corridoi erano un vero labirinto. Per arrivare a destinazione ci era risultata preziosa la scorta da cui eravamo stati accolti all’ingresso. Eravamo tutti assonnati, dato l’orario che aveva costretto molti a viaggiare durante la notte e i più vicini a svegliarsi comunque di buon’ora. Superati senza problemi i test psicoattitudinali, restammo a lungo in attesa del turno di visita. Come al solito in quel tipo di situazione ero molto imbarazzato nello spogliatoio comune. Qualche bullo esibiva il proprio pene decantandone le virtù, altri ricambiavano chinandosi con le natiche al vento. Fortunatamente avremmo potuto tenerci addosso le mutande, per cui il disagio fu contenuto."
Lasciata Chieti, giù fino a Francavilla al Mare, la cittadina dell'infanzia di Nenio, con la spiaggia, la chiesa di Quadroni e
"le scalette che dalla mezzacosta conducevano al paese. A volte salivo per la gradinata dolce, fatta di ciottoli di fiume, che portava alla sorgente di Ricciardelli, altre volte per quella più ripida in pietra che arrivava al fianco della canonica" (capitolo 14°).
Infine Pescara, legata al periodo universitario (capitolo 43°), con ampi vagabondaggi nella zona del porto e in centro.
Per chiudere il post con un explicit tipico dei bambini di scuola media: "Salutato e ringraziato Eugenio, sono tornato a Fano stanco, ma felice della bella giornata trascorsa!":- )

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.Tutti attraversiamo la fase caratterizzata da un fortissimo bisogno di dipendenza (dalla madre, dalle cure parentali eccetera). Poi, lentamente, ci avviamo verso l'autonomia e quell'antico bisogno sopravvive in forme solo sopite e attenuate (dipendenza da una donna, da un personaggio idealizzato, dal lavoro eccetera). In alcuni casi, però, l'antico bisogno di dipendenza si trasforma in un vero e proprio BISOGNO DI PENDENZA e allora non resta che avviarsi per piani inclinati, appunto pendenti, con lo sguardo rivolto alle cime:-)
[Lucio Angelini in tre foto di Matteo Gherardi]

Cantava la mia amata Françoise Hardy nei primi anni Sessanta:
«Le premier bonheur du jour
C'est un ruban de soleil
Qui s'enroule sur ta main
Et caresse mon épaule...»
Il titolo italiano era: "IL SALUTO DEL MATTINO".
Eh, altri tempi.
Prendiamo oggi.
Mi alzo, faccio il caffè, accendo il pc, apro la mailbox e leggo:
«Hello lucioangelini
You MUST enlarge ur penis!
http://www.kalwaske.com/»
"Fanculo!" borbotto mezzo assonnato. "Che ne sanno 'sti qua se devo ingrossarmi il pene o no?"
Vado straccamente sul sito e ammiro il prima e il dopo:

con la specificazione:
«Our herbal pills are made in the USA with only the highest quality ingredients in a FDA approved laboratory. Be careful of cheap imitations!»
e la promessa:
«You will be absolutely amazed when you see your penis gradually becoming LARGER and LARGER, right before your eyes! NOTHING compares to the feeling of having a larger penis.»
Be', ma se è tutto a base di erbe... e se davvero non c'è nulla come la sensazione di avere un pene più grosso...
Voi mi preferireste come nella foto di sinistra o in quella di destra?
... a proposito, mi ero scordato il saluto del mattino: Buongiorno a tutti! :- )
--
AGGIORNAMENTO di sabato 25.8.07
Stavolta apro la mailbox e leggo la variante:
«Hello lucioangelini
want to fit into extra large condoms?
http://wfbiz.net/ »
«How beauteous mankind is! O brave new world that has such people in't!»
[«Com'è bello il genere umano! Oh mirabile e ignoto mondo che possiedi abitanti così piacevoli! »]
Di diverso avviso la poetessa Marina Pizzi, che in LPELS ha dichiarato:
Riccardo Ferrazzi (autore di "I NOMI SACRI", in uscita per Vibrisselibri a settembre) ha rincalzato:
«Condivido i dubbi di Marina Pizzi, ma in fin dei conti credo che abbia ragione Lucio. (Magari fra qualche CENTINAIO di migliaia d’anni, ma insomma il concetto è quello).»

Sul genere umano si è espresso anche Valerio Evangelisti, che in "Terrible Mother", la canzone firmata per gli Aghast Insane, ha immaginato il giorno in cui "la furia di un Dio che non conosce pietà porrà fine al triste impero degli umani":
«That’s the day, the day of fire,
In which human, sad empire
Will be ended by the fury
Of a God who knows no pity,
Into the gates of the city
Where seats his cursed jury.»
(Il testo integrale della canzone, con un articolo sulla serata fanese, qui:
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«Con Bodhi (बोधि), in Pāli e Sanscrito, si indica il "risveglio" inteso in senso spirituale. Il termine è derivato dalla radice verbale budh (svegliarsi, accorgersi, sapere o capire), corrispondente ai verbi bujjhati (Pāli) e bodhati o budhyate (Sanscrito). Stessa etimologia ha la parola Buddha (il "risvegliato").»
(Da http://it.wikipedia.org/wiki/Bodhi )
Tutt'altra cosa dal Buddha (non importa se piccolo o grande) - come ognuno sa - è il budino:
«Il budino è una preparazione alimentare semisolida, di consistenza gelatinosa, solitamente servita come dessert alla fine del pasto.»
(Da http://it.wikipedia.org/wiki/Budino )
Ebbene, mi arriva ieri nella mail-box la newsletter (mai richiesta) di www.giallozafferano.it che, fra altre novità, segnala:
Se date un'occhiata al curioso budino qui di fianco
vi renderete conto anche voi che non si tratta di un errore di ortografia, ma semplicemente di uno stampo per budini a forma di ... Buddha!»
Ed ecco l'articolo completo:
«No dai, non storcete il naso pensando che abbia sbagliato a scrivere perché vi assicuro che non è così: intendevo proprio buddino, con due d!
Il curioso stampo, che ormai - ditelo - ha conquistato anche voi, è un’idea del gruppo di designer che fa capo all’azienda Nobody&Co. ed è stato presentato a Milano durante la settimana del design.
Che dire, potete sfoggiare questo particolare budino non solo per stupire i vostri ospiti, ma anche per fargli accettare con la serena consapevolezza che caratterizza un Buddha, di non poter resistere alla tentazione di gustare un buon, calorico budino.»
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Be', che indelicati, tutto sommato, quelli della Nobody&Co! Se ne approfittano solo perché i buddisti - incamminati come sono lungo l'Ottuplice Sentiero - sono miti, distaccati e tutti compresi nella ricerca del nirvana. Mica come certi integralisti incazzosi e fanatici che dico io. Provassero a fare uno stampo per budino a forma di Maometto, per esempio, i designer della Nobody&Co! Se li magnerebbero con le patate - i mussulmani - con tutto lo staff di giallozafferano.it per contorno, come minimo...
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[Immagine da http://www.giallozafferano.it:80/gialloblog/index.php/budino-buddha/ ]
Tornato sabato scorso al Lido di Venezia da Fano, mi ero programmato una tranquilla domenica casalinga quando il solito amico tentatore mi telefona e butta là: "Verresti domani in val Vanoi?"."Perché no?", rispondo senza nemmeno mettere a fuoco la proposta. Così, il giorno dopo, mi alzo all'alba, raggiungo piazzale Roma in vaporetto e salto in macchina con gli altri tre. Arrivati a Caoria, nel parco naturale di Paneveggio, parcheggiamo di fianco alla chiesa, ci infiliamo gli scarponi da trekking, ci issiamo gli zaini sulle spalle e via verso malga Miesnotta, poi verso forcella Cece. Il tempo non è un granché, il dislivello accentuato (ampiamente oltre i 1000 m), ma il paesaggio stuzzicante, soprattutto nella parte alta, punteggiata di cavalli al pascolo.
Il momento più divertente, tuttavia, mi aspetta al ritorno, quando si fa sosta davanti alla malga Miesnotta per una birra e una merenda di formaggi & speck. Intorno a noi è tutto un vorticare di vespe fastidiose e temerarie, che ci molestano fino quasi a impedirci di mangiare. Irritato, ne imprigiono un paio in un sacchetto di plastica trasparente che sigillo e dispongo sul tavolo in bella vista, a monito per le altre. "Castigarne due per educarne cento", spiego agli amici. Le poverette si agitano impotenti, cercando una via d'uscita. Di lì a poco Antonietta B., meno caritatevole di me, ne fa secca una terza sul tavolo colpendola con un oggetto. "Crudele!", la rimprovero.Terminata la sosta, riapro il sacchetto con gesto di ostentata clemenza. Una delle due vespe liberate se la dà ad ali (calco su "darsela a gambe", n.d.r.), mentre l'altra si fionda inferocita sul collo di Antonietta e vi infigge inesorabile il pungiglione della vendetta, come a dire: "Beccati questo, fottuta assassina!".
Antonietta impreca, urla, si tasta la puntura. Vorrei mostrarmi preoccupato, ma non resisto a lungo. Dopo qualche goffa frase di circostanza ("Non è niente, è un dolore che passa subito, vedrai. Ti brucerà solo per un po'... ") esplodo in una serie di irrefrenabili, sadicissime risate. Invano Antonietta mi grida "Brutto stronzo!". Per qualche minuto l'Edward Hyde che si nasconde in ognuno di noi (to hide, nascondersi, n.d.r.) ha la meglio sul rispettabile dottor Jekyll che tanto ci sforziamo di apparire. Poi, finalmente, mi ricompongo, entro nella malga e chiedo se per caso abbiano dell'ammoniaca...

Capitolo: "LUCERNA 1934. LA FUNZIONE DELL'ORGASMO".
«[... ] Paul Federn, che aveva seguito il diverbio [tra Nunberg e Reich, n.d.r.] con l'aria di sperare che degenerasse ulteriormente, ritenne giunto il momento di intervenire. - Il fatto è che Reich è rimasto legato al vecchio concetto di libido. Temo che sia irrecuperabile.
- Ma la libido esiste! - Reich si rendeva conto di essere caduto in una trappola. Dalla questione della legittimità di un'espulsione mai notificata, si era passati a discutere delle sue idee più radicate. Ma come sottrarvisi? Rinunciò a controllare il tono di voce. - Nei miei consultori passano migliaia di pazienti. Non c'e n'è uno, dico uno, che non presenti disturbi della potenza orgastica. E non ce n'è uno, dico uno, che manifesti una qualsasi pulsione di morte.
I capannelli vicini cominciavano ad accorgersi dell'alterco in corso fra i tre uomini seduti sul divano e il personaggio atletico e massiccio in piedi davanti a loro. Sandor Rado, che da qualche minuto stava seguendo la conversazione, posò il bicchiere sulla mensola di una specchiera e si avvicinò. - Quella della libido era un'ipotesi che Freud ha scartato da un pezzo, dottor Reich. Dove vede lei la libido?
- Ma la vedo nel masochista, gonfio di energia come una vescica, che implora di essere lacerato per poterla liberare. Non ama il dolore in sé, non aspira alla morte. Vuole fare uscire la libido imprigionata in lui, che lo fa gemere come un palloncino troppo pieno di gas.
Federn scoppiò a ridere. Rado, invece, si limitò a scuotere il capo. - Un'energia, eh? Ma un'energia psichica, voglio sperare.
- Psichica e fisica. Lo si vede nel meccanismo dell'orgasmo. Tensione meccanica, carica, scarica, distensione meccanica. L'orgasmo non è qualcosa di immateriale, è una serie di contrazioni muscolari involontarie che coinvolgono tutto il corpo... »
[Da Valerio Evangelisti, Il mistero dell'inquisitore Eymerich.]
Ebbene, a conclusione di questi 5 post sul processo fanese ad Eymerich, voglio dire che anche molte opere di Valerio Evangelisti, secondo me, funzionano allo stesso modo - non so se consciamente o inconsciamente - ovvero secondo lo schema reichiano:
1) TENSIONE NARRATIVA
2) CARICA
3) SCARICA
4) DISTENSIONE NARRATIVA.
Alla fine di ogni romanzo eymerichiano il lettore, appagato, se ne sta buono per un po', finché, gonfio di nuova libido letteraria, non si reca in libreria a chiederne un altro. Lo stesso Valerio ha dichiarato di aver ripreso la serie, a distanza di quattro anni dall'ultimo Eymerich e dopo le divagazioni messicane, per le forti pressioni ricevute dagli ammiratori del personaggio:-)
("Processo a Eymerich" nell'ambito della manifestazione "Testi e Tasti Fano Festival". Valerio Evangelisti ascolta contrito la sentenza di condanna )
(Eleonora d'Arborea)
(Foto del processo da http://www.flickr.com/photos/cantelmodecantelmi/
Immagine di Eleonora d'Arborea da http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Eleonora_d%27Arborea.jpg#file )
di Lucio Angelini
Vibrisselibri è una casa editrice “anfibia” sorta nel giugno 2006: cerca il nuovo e l’insolito attraverso una rigorosa (e gratuita!) opera di scouting, ne pubblica on line i frutti migliori, rendendoli leggibili e scaricabili (sempre gratuitamente) secondo la formula del copy-left e proponendoli poi agli editori tradizionali per un’eventuale versione cartacea. Il sito è www.vibrisselibri.net.
Vibrisselibri è figlia di una febbre di mezza estate di Giulio Mozzi, che intendeva soprattutto lottare editorialmente contro la cosiddetta “logica del profitto”, dando visibilità a testi letterari ritenuti interessanti indipendentemente dalla “speranza di lucro” loro attribuita. Volontariato culturale bello e buono, da parte di tutti gli aderenti all’iniziativa: una sessantina di persone circa...
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(Valerio Evangelisti, riconoscibilissimo in bianco, a Fano)
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Ha aperto la serata il gruppo Aghast Insane, espressamente invitato da Valerio. Alcuni spettatori, poco avvezzi all’heavy metal, sono scappati impauriti. Nel repertorio dell’agguerrita band c’è anche un pezzo scritto da Evangelisti, di cui a stento si è riusciti a captare il frammento “I need you”:- ).
Alla loro esibizione è seguito l’atteso processo a Eymerich, con Valerio al centro di una corona di giurati. A fungere da giudice, il difensore civico del Comune di Fano, Paolo Reginelli. A dire la verità non si è capita bene l’accusa, dato che le domande poste a Valerio sono risultate quelle di una normale intervista. A Pino d’Emilio lo scrittore ha risposto che sì, in fondo Nicolas Eymerich e Valerio Evangelisti sono la stessa persona, o meglio: che nel personaggio dell’inquisitore ha trasfuso soprattutto la parte più oscura e peggiore di se stesso, quasi in funzione catartico-terapeutica. Valerio si è poi dilungato sulla genesi del personaggio, rievocando i tempi in cui, alla fine degli anni 80, lavorava come ghost writer e sistemava testi di varia complessità per conto terzi. Proprio nell’occuparsi di un ponderoso "Manuale di Psichiatria" si era imbattuto nelle caratteristiche della cosiddetta “subpersonalità schizoide”, lette le quali non aveva esitato ad esclamare: “Ma questo sono io!”. Di lì alla tentazione letteraria di oggettivarsi in un personaggio quale Eymerich, in cui tracciare una sorta di psico-autobiografia, il passo era stato breve. Dell’esistenza storica dell’inquisitore trecentesco e del suo “Directorium Inquisitorum” aveva invece appreso in un testo giuridico che ne aveva menzionati i metodi. Evangelisti si è poi diffuso sulla propria maniacale puntigliosità nella ricostruzione storica dei tempi e degli ambienti utilizzati nei romanzi, fino ai più minuti dettagli. (Va ricordato che la prima fase della sua attività di scrittore è stata dedicata a saggi di storia, n.d.r.). "Dietro ogni mio capitolo", ha dichiarato, "può nascondersi la consultazione di dozzine e dozzine di testi documentari". Un giurato ha commentato: “Insomma un Luchino Visconti della letteratura… ”
Particolarmente divertente Valerio è risultato nell’evocare la propria storia di lettore onnivoro, con i libri proibiti dal padre (fra cui una collezione di Urania, “I peccati di Peyton Place” eccetera) nascosti sopra l’armadio (la zona “Inferno”), quelli più amati sistemati, invece, dietro il termosifone (“il mio Paradiso”) e così via. Un brutto giorno, purtroppo, tornando da una vacanza aveva scoperto che l’austero genitore aveva scovato e distrutto i suoi tesori. Ma poiché a sua volta aveva sgamato il posto in cui il tapino nascondeva i soldi, con una serie di accorti e ben dissimulati prelievi aveva potuto riacquistare parte dei volumi perduti. Pur leggendo di tutto, grande interesse avevano suscitato in lui, fin dagli inizi, la letteratura gotica e quella popolare, che si era segretamente proposto di nobilitare. Altri importantissimi amori: il cinema, in particolare quello western, e la musica, in particolare la heavy metal, lungamente recensita sulla rivista “Rolling Stone”. “Amo il metal perché scuote violentemente, non fa ballare, ma letteralmente vibrare e saltare (in gergo: ‘pogare’), con effetti che a me sono sempre sembrati di grande solennità, paragonabili alla musica che si può ascoltare in una cattedrale”.
A un giurato Valerio ha dichiarato che Eymerich non è certo il suo personaggio più cattivo: lo supera Eddie Florio, piccolo e sordido malavitoso di “Noi saremo tutto”, dietro la cui malvagità non c’è alcun ideale ispiratore o volontà purificatrice. In Eymerich, invece, il senso di colpa per la violenza esercitata contro gli eretici è quantomeno affogato nel sentimento di aver compiuto il proprio dovere al servizio di Dio, non importa se gli infedeli da lui contrastati sono essenzialmente un prodotto della sua immaginazione. Eymerich è colto, intelligentissimo, rigoroso e sobrio, mentre Eddie Florio è meschino, privo di dignità.
Valerio ha poi confessato che se, nei romanzi usciti finora, la donna è il vero nemico di Eymerich (femminili/lunari sono - infatti - quasi tutte le divinità che simboleggiano il male), la sua intenzione narrativa è quella di far progressivamente trionfare, nell’eterna lotta del maschile contro il femminile, proprio la donna. “Esattamente il contrario di quanto temo che accadrà nel mondo reale, a giudicare dai segnali che vanno quotidianamente moltiplicandosi”, ha sospirato lo scrittore... " [continua]
(Lucio con Valerio Evangelisti a Fano)
Per la prima edizione del "Testi e Tasti Fano Festival" in programma proprio nei giorni della mia presenza in città, il 12 agosto sera al Bastione del Sangallo era previsto un incontro con Valerio Evangelisti, rara opportunità, considerate le resistenze dello scrittore a "darsi" al pubblico. Il pretesto? Una sorta di processo a Nicolas Eymerich, l'inquisitore generale della corona d'Aragona, protagonista della fortunata e tradottissima serie di romanzi non ancora conclusa, in bilico tra fantastoria e noir. In essi, il cupo personaggio lotta con algida spietatezza contro eresie e falsi idoli al servizio dell'unico vero Dio: quello cattolico, ovviamente.
Tra i giurati del processo fanese c'era anche il vibrisselibraio Pino D'Emilio, che ha esordito con la domanda: "Chi è Eymerich e chi è Valerio Evangelisti?"
Ma facciamo un passo indietro: già nel pomeriggio Pino D'Emilio mi aveva inviato dalla vicina Senigallia il messaggino: "Ci sarai stasera da Evangelisti?". Mia risposta:
"ASSOLUTAMENTE SÌ!!!!!"
Come lasciarsi sfuggire, infatti, l'occasione di conoscere di persona e toccare con mano non solo lo scrittore di culto che Valerio è ormai diventato, ma anche l'amico di rete che ha ospitato diversi miei pezzi, tra cui le puntate de "Il fantasma di Andersen", nel bellisssimo www.carmillaonline.com ?
Arrivato sul luogo dell'evento, non ho avuto difficoltà a individuare l'illustre ospite tra gli spettatori, seduto in paziente attesa di essere convocato a "deporre". Quando mi sono fatto riconoscere, si è subito mostrato perfettamente friendly e contento a sua volta di vedermi. Ha anche detto: "Nelle foto che metti nel tuo blog sembri molto più vecchio di quanto tu non sia in realtà".
Io, invece, me l'ero aspettato sui 190 centimetri, anziché ampiamente sopra i due metri quale è risultato essere. Confesso che, in piedi accanto a lui per la foto di rito, mi sono sentito un microbo... (continua).
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http://testietastifanofestival.blogspot.com/2007/05/un-nuovo-festival.html
Alle 21.30 di domenica 12 agosto al Bastione Sangallo di FANO, processo a Eymerich l’Inquisitore e al suo ideatore: Valerio Evangelisti, autore culto di romanzi gotici. Suggestioni musicali del gruppo heavy metal lucchese “Aghast Insane”.
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Arrivati in fondo alla Valmàsino (Alpi Retiche), per l'esattezza a Bagni di Màsino, parcheggiata l'auto, calzati gli scarponi da montagna, si è subito attanagliati da un dubbio atroce: imboccare il sentiero per la Valle dell'Oro o quello che porta in Val Merdarola [sic]? Io ero fortemente tentato da quest'ultimo, dato il divertimento del nome... poi ho dovuto seguire il mio gruppo verso il rifugio Omio. Quattro giorni di sole sfolgorante in un ambiente mozzafiato, una salita al Pizzo dell'Oro, una traversata fino al Giannetti, sotto il Piz Badile, e chiusura del giro ad anello con ritorno al parcheggio. Adesso vado a Fano, ombelico del mondo. Richiudo il blog. Ciao.
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[Foto di Paolo Furlan]
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Riapro il blog per qualche secondo in via del tutto eccezionale. Devo comunicare che due nostri (= di Vibrisselibri) autori sono diventati effettivamente anfibi. Così sintetizza Manuela Perrone, responsabile del nostro Ufficio Stampa:
«In appena otto mesi di vita, la casa editrice "anfibia" vibrisselibri – metà editore, metà agenzia letteraria – è riuscita nella sua impresa: pungolare gli editori tradizionali. E così due dei cinque libri disponibili gratuitamente sul sito www.vibrisselibri.net hanno imboccato la via della carta. A fine gennaio 2008 il romanzo "Tana per la bambina con i capelli a ombrellone", sarà pubblicato da Rizzoli, e lo seguirà a marzo presso Il maestrale il saggio "Una tragedia negata". Il racconto degli anni di piombo nella narrativa italiana di Demetrio Paolin.
Due "vittorie" per la nuova realtà editoriale (nata da un'idea dello scrittore Giulio Mozzi) che si propone come spazio per libri "mostruosi", fuori norma e perciò poco appetibili per l'industria editoriale, ma anche come vetrina gratuita per lettori ed editori.
«Diamoci un anno di tempo», aveva detto Mozzi il 16 novembre 2006, durante la presentazione ufficiale di vibrisselibri al Caffè Fandango di Roma. Ora l'attesa è stata premiata, insieme con la volontà, l'entusiasmo e la determinazione dei 38 soci dell'associazione vibrisselibri e dei tanti sostenitori. «E la cosa interessante – dice ora Mozzi – è che la pubblicazione in rete dei nostri libri ha provocato reazioni, recensioni e discussioni non solo in rete ma anche nella stampa, dimostrando così che questi libri un loro pubblico ce l'hanno: così che libri pregiudizialmente (ma non da parte nostra…) ritenuti "poco appetibili" hanno invece svegliato gli "appetiti" dell'editoria, anche di quella industriale».
Rizzoli e Il Maestrale sono i primi editori ad aver colto l'opportunità offerta da vibrisselibri, che è un'associazione senza scopo di lucro (i proventi da percentuali d'agenzia sui diritti o consulenze editoriali servono semplicemente a pagare i costi dell'attività). Sono anche i primi ad accettare di sperimentare soluzioni innovative: i libri di Paolin e Viola resteranno disponibili gratuitamente in rete nella versione originale edita da vibrisselibri, e passeranno alla carta ri-editati e (soprattutto il saggio di Paolin, che è una sorta di work in perenne progress) arricchiti. Una formula mai testata in precedenza, che permetterà ai lettori di conoscere non soltanto le opere finite, ma anche la loro evoluzione.
Nella vetrina di vibrisselibri restano tre libri – El largo adìos di Andrea Comotti (prima parte de L'organigramma, romanzo fantastico sulla strage di Piazza Fontana); Nenio di Eugenio De Medio, la storia di un uomo violato e della sua ricostruzione; Appuntamento con il notaio / Paura della notte, i racconti in versi di Alessio Paša. Ed è già in cantiere un nuovo libro, il romanzo I nomi sacri di Riccardo Ferrazzi. Tutte le opere sono complete di editing, grafica e promozione, pubblicate in rete e scaricabili gratuitamente in pdf dal sito www.vibrisselibri.net. «Ci auguriamo – conclude Mozzi – che la pubblicazione di Viola e Paolin faccia capire al mondo editoriale che quella dei volontari di vibrisselibri non è una manica di anime bella, ma una muta di cani da tartufo. Capaci non solo di scovare testi di alto valore letterario o umanistico, ma anche di rivelarne il valore prettamente editoriale. Non per niente molti di noi lavorano a vario titolo nell'industria editoriale, e ne conoscono per esperienza personale virtù e miserie».
Nel frattempo il Comitato di lettura di vibrisselibri continua l'opera di selezione di manoscritti e l'Ufficio promozione prosegue il pressing nei confronti degli editori. I vibrisselibrai, dal canto loro, festeggiano i primi due libri "sans papier" che si vedono finalmente consegnato un permesso di soggiorno nella Repubblica delle Lettere.»
(Piz Badile)
Il viandante telematico che visitasse oggi il sito http://www.giugenna.com/ leggerebbe:
"La Centraal Station di Giuseppe Genna chiude i battenti per le meritate ferie estive."
Giacché sono in partenza per le Alpi Retiche, scrivo anch'io:
BLOG CHIUSO PER FERIE.
Non posso elencare nessuna fatica paragonabile a quelle evocate da Giuseppe, ma ammetterete che anche il cazzeggio letterario richiede un certo impegno e merita il giusto riposo...
Ci sentiamo, dunque, dopo ferragosto. Statemi bene. I fan più diligenti possono andare a caccia, anzi a pesca di perle cliccando su archivio > 2005 oppure archivio > 2006 :- )
Buone vacanze.