Cazzeggi letterari

"Chi scrive libri", ammonisce Karl Kraus, "lo fa soltanto perché non trova la forza di non farlo."

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martedì, settembre 30, 2008

ERANO TRECENTO, ERANO GIOVANI E FORTI...

Domenica scorsa alle 17.30 nel salone del Piovego di Palazzo Ducale ho assistito al concerto-tributo "OMAGGIO A LUIGI TENCO", organizzato, udite udite!, dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici, per il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Venezia e Laguna in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2008. Accanto alle canzoni più famose, ne sono state presentate altre poco conosciute e, in particolare, la versione originale (antimilitarista) di "Ciao amore ciao", la cui esclusione dalla serata finale del festival di Sanremo del 1967 provocò le note tragiche conseguenze. Il repertorio di Tenco, di cui quest'anno ricorrono i settant'anni dalla nascita, è stato rivisitato dai cantanti Roberto Nardin e Grazia De Marchi, accompagnati al pianoforte da Giannantonio Mutto. Al termine del concerto sono stati proiettati alcuni spezzoni del film "La cuccagna", scritto e diretto nel 1962 da Luciano Salce, in cui Luigi Tenco era attore protagonista. Al pubblico in sala è stata donata la riedizione degli otto Numero Unico realizzati dal Club Luigi Tenco di Venezia tra la fine degli anni '60 e gli inizi degli anni '70.

Qui una presentazione di CRISTINA ROMIERI dell'opuscolo:

http://www.giuseppecirigliano.it/tenco_romieri_unbelgiorno.htm

Ecco la versione originale di "Ciao amore ciao" e quella ritoccata per il festival:

1) LI VIDI TORNARE (CIAO AMORE CIAO)

Li vidi passare
vicino al mio campo
ero un ragazzino
stavo lì a giocare

Erano trecento
erano giovani e forti
andavano al fronte
col sole negli occhi

E cantavano cantavano
tutti in coro
ciao amore ciao amore
ciao amore ciao

Ciao amore ciao amore
ciao amore ciao
ciao amore ciao amore
ciao amore ciao

Avrei dato la vita
per essere con loro
dicevano domani
domani torneranno

Aspettai domani
per giorni e per giorni
col sole nei campi
e poi con la neve

Chiedevo alla gente
quando torneranno
la gente piangeva
senza dirmi niente

E da solo io cantavo
in mezzo ai prati
ciao amore ciao amore
ciao amore ciao

Ma una sera ad un tratto
chiusi gli occhi e capii
e quella notte in sogno
io li vidi tornare

Ciao amore ciao amore
ciao amore ciao
ciao amore ciao amore
ciao amore ciao
ciao amore ciao amore
ciao amore ciao
.
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2) CIAO AMORE CIAO (VERSIONE SAN REMO)

La solita strada, bianca come il sale
il grano da crescere, i campi da arare.
Guardare ogni giorno
se piove o c'è il sole,
per saper se domani
si vive o si muore
e un bel giorno dire basta e andare via.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Andare via lontano
a cercare un altro mondo
dire addio al cortile,
andarsene sognando.
E poi mille strade grige come il fumo
in un mondo di luci sentirsi nessuno.
Saltare cent'anni in un giorno solo,
dai carri dei campi
agli aerei nel cielo.
E non capirci niente e aver voglia di tornare da te.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Non saper fare niente in un mondo che sa tutto
e non avere un soldo nemmeno per tornare.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
postato da: Lioa alle ore 07:23 | link | commenti (1)
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lunedì, settembre 29, 2008

IL NEW ITALIAN EPIDEMIC CONTAGIA UNA VIBRISSELIBRAIA

(Ramona Corrado)

Anche noi di Vibrisselibri, adesso, ci abbiamo la nostra brava campionessa di New Italian Epic, ovvero dotata di sguardo obliquo ("esplorazione di punti di vista inattesi e inconsueti, compresi quelli di animali"). Nello specifico, ha raccontato la capitale dal punto di vista di un gatto. Leggete qua:

«Ramona Corrado in trionfo

Di aver spedito il racconto, a momenti, non se ne ricordava più. Invece tanto ha fatto “Sansone core de Roma” - storia di un gatto romano che racconta la Capitale dal suo punto di vista - che è riuscito a convincere in pieno la giuria.  E Ramona Corrado, leccese di nascita e bellunese d’adozione ormai da più di vent’anni, si è aggiudicata il primo premio nella sezione narrativa del concorso letterario “Le quattro porte”.  Così, domani, sarà a Pieve di Cento, in provincia di Bologna, a ritirare il premio che l’ha vista sbaragliare la concorrenza di altri 450 e più racconti.  «Sinceramente non me l’aspettavo», dice Ramona, che divide la sua vita tra la passione letteraria e il lavoro, come infermiera, nel reparto cardiologia dell’ospedale San Martino, «ho spedito il mio elaborato più o meno in marzo, ma senza pensarci su. In realtà, è un lavoro che avevo già pronto, e che era arrivato finalista ad un altro premio, bandito proprio dal Comune di Roma, per il quale era stato scritto».  Felice lo è. Anzi: felicissima, anche se non è nuova ad emozioni di questo tipo. Nella terna dei primi, infatti, si è già piazzata in più di una occasione. A partire da un concorso indetto dal settimanale “Intimità”.  La scrittura, del resto, è la sua passione da sempre: «Alle elementari facevo i temi come delle storie; ma il primo vero racconto l’ho scritto a quattordici anni. Ho tenuto per un pezzo i miei scritti in un cassetto. Poi, piano piano, ho preso coraggio e ho cominciato a mandare in giro i miei racconti».  E’ la rete che aiuta Ramona a collezionare altre esperienze e altri confronti: «Faccio parte, come lettrice e come collaboratrice, di Vibrisselibri: che è una associazione, ma che è anche e soprattutto una casa editrice virtuale, oltre che una agenzia letteraria. Leggiamo, selezioniamo, editiamo in rete dei testi, nella speranza di farli diventare libri di carta: già due delle nostre pubblicazioni on-line sono state acquistate da case editrici. In più, recentemente mi sono unita alla Carboneria Letteraria: si chiama proprio così! E’ un gruppo di scrittori che collaborano via internet dedicandosi alla scrittura collettiva. Una bella esperienza: abbiamo appena pubblicato “Primo incontro”, la prima antologia di scritture collettive».  Tra le ultime soddisfazioni, anche quella di vedersi pubblicato un racconto sul Sole 24 Ore Sanità: «Era un racconto ambientato in ambito ospedaliero: un onore firmare il primo articolo letterario di questo giornale estremamente tecnico».  L’unico rammarico di Ramona resta sempre lo stesso: «Il tempo! Ho sempre poco tempo a disposizione tra lavoro, famiglia, casa e vita. Comunque, quel che posso, cerco di fare. Spero che questo concorso mi porti fortuna». (mi.fr.) »
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Comunque: brava Ramona! L'ho sempre detto che questa ragazza ci avrebbe dato delle soddisfazioni...
postato da: Lioa alle ore 05:59 | link | commenti (11)
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domenica, settembre 28, 2008

GONDOLIERS IN VENICE FOR OBAMA

postato da: Lioa alle ore 09:37 | link | commenti
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sabato, settembre 27, 2008

LE MILLE BOLLE BLU

 

«... e vanno leggere, vanno* [* le opere degli scrittori del Nie, n.d.r.] 
si rincorrono, salgono
scendono per il ciel.
Blu
le mille bolle blu
Blu
le vedo intorno a me
blu
le mille bolle blu
che volano e volano e volano
Blu
le mille bolle blu
blu... »

(Da "NEW ITALIAN EPIC, Memorandum 1993-2008", di Wu Ming 1)

«Eccole, dal centro della nebulosa già ripartono, volano in ordine sparso [le mille bolle blu, n.d.r.], le traiettorie divergono, s'incrociano, divergono...»

(Da "Le mille bolle blu", di Rossi-Pallavicini, cantata da MINA al festival di Sanremo del 1961)

--

[Immagine di Mina da http://www.italica.rai.it/immagini/musica/sanremo2004/canzoni/img/mina_bolleblu.jpg ; immagine della nebulosa di Orione da http://www.universomisterioso.com/immagini/orione_nebulosa.jpg ]

 

postato da: Lioa alle ore 00:02 | link | commenti (2)
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venerdì, settembre 26, 2008

CENERE E SCINTILLE

(Eleonora Duse in "Cenere")

Ci sono forme d'arte a cui si può guardare sub specie aeternitatis, altre destinate a scolorire al pallido sole dell'effimero. Che resta, per esempio, dell'arte di un grande danzatore o di un grande attore vissuto in tempi in cui non esisteva la possibilità tecnica di videoregistrarne le performance? Un pugno di cenere, forse...

Leggiamo nell'explicit di "Cenere", di Grazia Deledda:

«E in quell'ora memoranda della sua vita, della quale capiva di non sentire ancora tutta la solenne significazione, quel mucchiettino di cenere gli parve un simbolo del destino. Sì, tutto era cenere: la vita, la morte, l'uomo; il destino stesso che la produceva... »

Che resta, per esempio, dell'arte di una grande artista come Eleonora Duse, di cui quest'anno si celebra il 150enario della nascita?

La risposta, nel suo caso, la dà il film "CENERE" (tratto, appunto, dal romanzo citato sopra), l'unico che la grande attrice di teatro abbia mai interpretato. I visitatori della mostra da poco inaugurata a CHIOGGIA nell'ex Chiesa di San Francesco Fuori le Mura possono gustarselo in una saletta dedicata (dura solo una mezz'oretta).

Della Duse mi era già capitato di visitare la tomba ad Asolo, nel cimitero di Sant'Anna.

Ma la famiglia dell'attrice era originaria di Chioggia e proprio a Chioggia Eleonora trascorse lunghi periodi nell'infanzia. La mostra che la città ha dedicato alla Duse è menzionata qui:

http://www.cini.it/it/event/detail/1/174

«Dal 20 settembre al 19 ottobre 2008 si terrà a Chioggia, presso le Sale espositive del Museo Civico "S. Francesco fuori le Mura", la mostra "Eleonora Duse: la donna e l'artista". Organizzata dal Comune di Chioggia, la mostra, che rientra nell'ambito delle iniziative di celebrazione dei 150 anni dalla nascita della grande attrice, ripercorre la vita dell'artista attraverso l'esposizione di materiali originali, fotografie, abiti e oggetti a lei appartenuti, messi a disposizione dalla Fondazione Giorgio Cini. L'idea di realizzare una mostra su Eleonora Duse a Chioggia è nata per sottolineare il profondo  legame della Duse con la città e con  il Veneto. La famiglia dell'attrice infatti era originaria di Chioggia, il nonno Luigi, nato nella città lagunare, fondò a Padova il teatro omonimo nel 1834, nella compagnia da lui diretta erano impegnati anche i genitori e gli zii di Eleonora. Le origini e la vita dell'artista sono quindi già fortemente impregnate dell'ambiente teatrale fin dalla nascita. Una sezione della mostra è dedicata a documenti inediti provenienti dall'Archivio Storico e dalla Biblioteca Civica di Chioggia, che testimoniano il legame di Eleonora Duse e della sua famiglia con la città. All'interno della mostra verrà inoltre proiettato il film Cenere del 1916, tratto dal romanzo di Grazia Deledda per la regia di Febo Mari, occasione unica per poter ammirare l'arte drammatica dell'artista. La mostra si avvale della collaborazione della Fondazione Giorgio Cini. Ingresso libero.»

A proposito, dopo aver parlato di cenere e destino, l'explicit del romanzo della Deledda precisa: 

«Eppure, in quell'ora suprema, vigilato dalla figura della vecchia fatale che sembrava la Morte in attesa, e davanti alla spoglia della più misera delle creature umane, che dopo aver fatto e sofferto il male in tutte le sue manifestazioni era morta per il bene altrui, egli ricordò che fra la cenere cova spesso la scintilla, seme della fiamma luminosa e purificatrice, e sperò, e amò ancora la vita.» *-°

P.S. Dal Lido di Venezia (ove abito) si può andare a Chioggia con l'autobus n. 11 che, arrivato agli Alberoni, si imbarca sul traghetto per la successiva isola di Pellestrina, la percorre tutta fino in fondo e scarica i passeggeri davanti all'imbarcadero del vaporetto per Chioggia. Il tempo complessivo di percorrenza è di circa un'ora e un quarto.

--

(Fotogramma del film "Cenere" da http://www.drammaturgia.it:80/recensioni/img/cat3/ruoli_duse.jpg ;

Immagine della tomba da www.chieracostui.com/.../thumb2/tvduse2b.jpg ) 

postato da: Lioa alle ore 05:02 | link | commenti (2)
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mercoledì, settembre 24, 2008

PELAGIO D'AFRO A FANO IL 10 OTTOBRE

d.

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(Giuseppe D'Emilio a sinistra nella foto, Valerio Evangelisti al centro, Lucio Angelini a destra)

Ricevo da Giuseppe D'Emilio, curatore della raccolta "NERO MARCHE", Ennepilibri editore, 2008, il seguente avviso:
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«Il 10 ottobre, alle ore 21, presso la Libreria del Teatro, via del
Teatro, Fano, si parlerà dell'antologia "NeroMarche", da me curata.

Moderatore: prof. Ermanno Lolli, del Liceo Scientifico "Torelli" di Fano

(
http://www.liceotorelli.it)
Partecipano: prof. Lucio Angelini (
http://lucioangelini.splinder.com),
dott. ssa Chiara Bertazzoni, prof. Giuseppe D'Emilio
(
http://cantelmo.splinder.com), altri autori di racconti presenti
nell'antologia, membri della Carboneria Letteraria

(
http://www.carbonerialetteraria.com), componenti degli scrittori
collettivi Paolo Agaraff
(
http://www.agaraff.com) e Pelagio D'Afro
(
http://www.pelagiodafro.com).

- Martedì 14 ottobre (data da confermare, ma ormai quasi certa), si
parlerà del libro nel corso del TG3 Marche.»

copneromarche
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postato da: Lioa alle ore 05:56 | link | commenti (2)
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PAOLO AGARAFF A FANO IL 10 OTTOBRE

fonfortuna.

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(Fano, la Fontana della Fortuna)

L'intervista a Paolo Agaraff, a cura di Annalisa Strada (su Arcoiris TV)

postato da: Lioa alle ore 05:54 | link | commenti
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martedì, settembre 23, 2008

IL SALAME ALLA CACCIATORA

 

C'è chi maligna che io sarei poeta di poco momento. Allora leggete questa mia composizione e poi ditemi se, quando trovo in questo mio silenzio una parola, essa non paia scavata nella mia vita come un abisso °-*.

 

 

IL SALAME ALLA CACCIATORA

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Il salumiere

teneva moltissimo

a far assaggiare

il suo salame

alla cacciatora,

così decise

di telefonarle

per invitarla a cena.

Lo fece, ovviamente,

con voce affettata.

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           (Lucio Angelini)

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(Immagini da http://assets.espn.go.com/winnercomm/outdoors/general/i/Woman+hunter+holding+rabbit.jpg 

e http://i194.photobucket.com/albums/z135/lussaz/penis.jpg )

postato da: Lioa alle ore 01:06 | link | commenti (3)
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lunedì, settembre 22, 2008

VILIPENDIO ALLA LIPPERINI

Lipperini.

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Sabina Guzzanti è stata denunciata per vilipendio contro papa Ratzinger, ma il ministro Alfano, nella sua bonomia, ha poi negato ai magistrati di Roma l’autorizzazione a procedere contro la comica.
 
Si parva licet componere magnis, io verrò forse denunciato per vilipendio contro la papessa dei lit-blogger Loredana Lipperini.
 
Sintetizzo:
 
FASE 1)
“… sul tuo blog ci sono post molto interessanti e molto ben scritti. Personalmente li leggo tutti i giorni” (Postato Giovedì, 26 Aprile 2007 alle 10:36 am da La Lipperini).
Scambio di mail anche in privato e un paio di amichevoli incontri di persona a Venezia.
 
FASE 2) (recenti mesi)
 
La pubblicazione nel mio blog di alcuni articoli satirici contro il saggio di Wu Ming 1 sul NIE e l'invio di contributi non consoni al pensiero della Lipperini nel commentarium di Lipperatura provocano la mia radiazione dal detto blog (= sistematica censura dei miei commenti, ironici e non, se firmati con nome e cognome reali). 
http://www.lucioangelini.splinder.com/post/17037784
Vengo ufficialmente degradato a troll, con diffusione di imprecisioni o vere e proprie fandonie sul mio conto da parte della Lipperini stessa, e costante denegazione del mio diritto di replica, come documentato più volte in “Cazzeggi Letterari".
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FASE 3)
19 settembre 2008. Nel blog della Lipperini tale Anna Luisa mi insulta definendomi “caso patologico” per aver postato un commento del tutto PERTINENTE al tema del giorno sotto il nick "Docente". Consapevole di non poter replicare con il mio vero nome e cognome, posto sotto altro nick il commento: «Non capisco perché come "Docente" nessuno abbia trovato patologico il commentatore tanto sgradito alla signora Lipperini. Come Lucio Angelini, invece, sì. Non sono forse la stessa persona?... Trovo più patologica Anna Luisa, per esempio, con la sua uscita alla cazzo.”
La suddetta e altre repliche vengono tutte puntualmente cassate. Esasperato, alla fine tento di reagire all’offesa di Anna Luisa con un ironico e finto messaggio della stessa: “Sono pentita. La deficiente sono io”.
Curiosamente, questa volta, il messaggio non viene bloccato, ma lasciato passare con la minacciosa precisazione:
“A questo punto Lucio Angelini si prenderà le responsabilità delle molestie e degli insulti che vanno avanti da quasi sei mesi. Postato Domenica, 21 Settembre 2008 alle 1:54 pm da La Lipperini
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[Il tutto, ovviamente, in osservanza alla nuova consegna del santone emiliano Wu Ming 1, di cui la Lipperini è fervida devota e zelatrice: "il tempo dell’ironia è finito, occorre sforzarsi di essere tutti rigorosamente neo-epici", n.d.r.]
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Nella mia umile opinione, chi tiene un blog pubblico DEVE aspettarsi (e accettare) commenti anche non favorevoli a quanto espone o propone, altrimenti farebbe meglio a trasformarlo in semplice NEWSLETTER informativa da inviare ad amici e conoscenti in linea con le posizioni del mittente. Troppo comodo etichettare come "molestie e insulti" commenti contrari alle personali opinioni del tenutario di un blog!
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Aggiungo una citazione:
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«… L’Avvocato Antonello Tomanelli ha tradotto in termini giuridici le parole di Fo in un documento che introduce almeno due distinzioni degne di  considerazione. La prima riguarda l’elemento che differenzia la satira dalla critica e che ne spiega “la diversità del linguaggio attraverso cui essa si manifesta”. "La CRITICA, spiega il legale, è valutazione negativa ma lucida, che implica l’analisi di un fatto o di un comportamento. E il suo linguaggio può essere duro nella misura in cui sia utile a far comprendere al pubblico quella valutazione. La SATIRA, invece, sbeffeggia, colloca il personaggio pubblico in una dimensione grottesca. La satira non vuole valutare, ma mettere “il re in mutande”, come dice Dario Fo. Per questo necessita di un linguaggio che “non può essere elegante”. La seconda distinzione si riferisce al cosiddetto “nesso di coerenza causale” tra la qualità della dimensione pubblica del personaggio preso di mira e il contenuto del messaggio satirico”. La qualità della dimensione pubblica va intesa “come un enorme contenitore di vetro nel quale confluiscono tutte le informazioni che il personaggio, volente o nolente, si vede attribuire dai media nel corso della sua vita pubblica: fattezze fisiche, tic, idee, modo di esprimersi, guai giudiziari, gaffes, pettegolezzi, etc. Ogni informazione costituisce un frammento, che inserito in quel contenitore contribuisce a caratterizzare la sua dimensione pubblica. L’autore satirico prende uno o più di questi frammenti, li cesella, li orna e li ripropone al pubblico. Un’attività “artigianale” che va ricondotta all’art. 33 della Costituzione, che sancisce senza limitazione alcuna il principio della libertà dell’arte (“L’arte e la scienza sono libere”). I frammenti così riproposti danno luogo ad un messaggio satirico che sarà sempre in coerenza causale con la qualità della dimensione pubblica del personaggio cui quei frammenti appartengono”. E il parere tecnico così continua: “In presenza del nesso di coerenza causale, non può avere alcun senso valutare la legittimità della satira secondo i parametri della verità e della continenza formale, elementi che al contrario si esigono nella cronaca e nella critica. La satira non soddisfa esigenze informative, né si propone di analizzare o valutare un comportamento. La satira, come dice Dario Fo, è uno "sghignazzo” cui il concetto di “nesso di coerenza causale” attribuisce quel senso, quel significato che permettono all’autore satirico di creare con il pubblico un “circuito d’intesa”, usando un’espressione cara alla stessa giurisprudenza. E ritenere una satira “volgare” prescindendo dalla valutazione dell’esistenza di quel nesso significherebbe limitare la libertà dell’arte garantita dall’art. 33 Cost. Sarebbe come sostenere che un dipinto è tecnicamente osceno, quindi illecito, a causa dell’eccessivo uso del colore rosso da parte del pittore. L’unico limite che incontra l’autore satirico è il non poter “lavorare” un frammento non presente in quel contenitore, ossia da lui appositamente creato”. Ne deriva l’assoluzione dei comici di Piazza Navona e della stessa Sabina Guzzanti, accusata di aver adoperato un un linguaggio "virulento, sfacciato, insultante" nella sua condanna di Papa Ratzinger all’Inferno, "tormentato da dei diavoloni, frocioni, attivissimi e non passivissimi". È il prezzo che la Guzzanti farebbe pagare a Benedetto XVI “per la sua nota intransigenza nel condannare l’omosessualità. Come fece Dante nella Divina Commedia, che colloca nel girone infernale dei simoniaci Papa Bonifacio VIII ed altri ecclesiastici per aver fatto commercio di beni sacri, condannandoli a restare a testa in giù mentre il fuoco brucia loro le piante dei piedi”... » 
 
(Da La Guzzanti, il Papa e le ragioni del declino della satira politica ]
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(Immagine della Lipperini dal blog della stessa)
postato da: Lioa alle ore 00:35 | link | commenti (57)
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sabato, settembre 20, 2008

LA COMARE GIROLAMO DE MICHELE, GUERRIGLIERO DEL NISE

Quando pubblicai la foto di Girolamo De Michele nel post

http://lucioangelini.splinder.com/post/17334438/LIPPERINI+O+DELLA+MALAFEDE

il commentatore numero 9 osservò:

"Ma questo Girolamo non è quel tipo che sta sempre dietro ad un inviato di rete4 e fa arrabbiare Emilio Fede?"
Parlai di lui anche nel post: 

http://lucioangelini.splinder.com/post/17617826/QUEL+BRUTTO+COPIONE+DI+GIROLAM

Ieri il signor Girolamo ha detto di sé:

"Io faccio l’insegnante e SONO (non: “vorrei essere”) uno scrittore. E riesco a fare ambedue le cose, senza menarmela sul tempo che la scuola mi porta via. E ho amici che fanno lo stesso, ed altri che il culo se lo fanno non su una sedia, ma in fabbrica. E SONO scrittori. Quel fenomeno così bravo nella scelta delle parole giuste nel luogo opportuno [il professore di grafica della figlia della Lipperini, aspirante scrittore, n.d.r.] ci provi, a scrivere, che magari ci facciamo tutti quanti quattro risate. Come quando Pupi Avati si presenta e dice: sono un regista."

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/09/18/una-sera-a-casa-mia/ )

Ho replicato:

"Se per 'scrittore' intendi 'scrittore edito', ti confermo che sei uno scrittore. Ma il criterio vale anche per Pupi Avati, edito e distribuito quanto te. A me come regista non piace, ma non mi piaci nemmeno tu, se per questo."

Per tutta risposta Girolamo De Michele - che per il suo sguardo obliquo, anzi strabico, e l'aria debitamente sciroccata Wu Ming 1 non ha esitato ad arruolare tra i guerriglieri del NISE (New Italian Self Essay, saggio scritto da se stessi su se stessi, n.d.r.) - mi ha definito "una macchietta che cita Shakespeare credendolo la mezzala inglese della Cavese".

shakespeare.

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Che volete, noi SCRITTORI:-), a volte, siamo più allegri delle comari di Windsor.

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[Immagine da http://www.blackmailmag.com/images/Incontri/De_Michele.jpg ]

postato da: Lioa alle ore 05:43 | link | commenti (7)
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venerdì, settembre 19, 2008

SBARCHI CLANDESTINI

sservolo1.

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(Lucio Angelini a San Servolo, laguna di Venezia)
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Se posto commenti come Lucio Angelini in Lipperatura, la Lipperì li cancella lipperlì, da quando il master WM 1 ha ordinato ai suoi slave di considerarmi una sorta di Rom della rete (lui, il sedicente difensore dei diritti degli ultimi della società). Allora io, di tanto in tanto, mi diverto a sbarcare sull'isola lipperiniana come clandestino senza documenti e così rianimo un po' lo stracco dibattito di un commentarium in cui, dalla Giovanna Cosenza in su, paiono essere tutti sempre d'accordo su tutto. Per esempio ieri la Lippa ha raccontato del PROF di grafica di sua figlia Carlotta che, in classe, avrebbe PROFerito (una sola effe, mi raccomando!) la giovanilistica e, si sottintendeva, vituperabile frase: "La grafica mi fa schifo".
Travestito da straccione (= nickname "DOCENTE") ho commentato:
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«Posso dirti che è un errore clamoroso, da parte di un genitore, prendere per oro colato tutto ciò che un figlio racconta dei propri insegnanti e solidarizzare immediatamente con lui contro di loro?»
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Sono seguiti vari interventi a mio sostegno, ma anche la seguente precisazione della Lippa:
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«Allora: numero uno. Nel caso della primogenita, per quel che posso conoscerla, non ci sono motivi di raccontare palle a proposito dell’insegnante. Numero due: non sto angariando proprio nessuno. Ho scritto un raccontino. Numero tre: un giudizio sul valore del medesimo lo riservo a quando ne farò la conoscenza. E comunque non ne parlerò mai male davanti a mia figlia. Numero quattro: qualora le cose fossero andate in questo modo, eh no, non esiste assoluzione.»
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A mia volta:
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«Un’unica osservazione. Immagino che i compagni e gli insegnanti della figlia della Lipperini, oltre che Carlotta stessa, possano talvolta sentirsi tentati di curiosare nel blog della madre. Vedendo questo post il prof. sarà facilmente identificato e potrebbero comunque nascere zizzanie di vario genere. Raccontino per raccontino, sarebbe stato meglio evitare indizi così scoperti.»
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E la Lippa:
«No, caro Docente. Nessuno sa che mia figlia è mia figlia, visto che il cognome è un altro. E ti assicuro che i suoi compagni hanno ben altro da guardare, in rete... » (Ma Carlotta stessa si è affacciata più volte nel blog della madre, n.d.r.).
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Il cazzone Girolamo ha commentato:
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«Da docente a Docente: posso dire che un collega che facesse un discorso come quello di cui sopra a ora di cena sarebbe un cazzone? Raccontino per raccontino, eh?»
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A quel punto, raccontino per raccontino, ho chiosato:
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«Mettiamo che a scuola si sappia che Carlotta è figlia di una giornalista di Repubblica che tiene un blog letterario. Mettiamo che qualche genitore lo legga. Mettiamo che lo riferisca al preside. Mettiamo che, di bocca in bocca, il racconto arrivi alla Gelmini. Mettiamo che Gelmini e Brunetta licenzino in tronco il povero prof. Mettiamo che il povero prof si suicidi. Mettiamo che il figlio del prof suicida si vendichi contro Carlotta… Pupi Avati insegna.»
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Allora anche Guglielmo Pispisa l'ha buttata sul surreale:
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«E io che scrivo solo per soldi ma la scrittura mi fa schifo e invece vorrei fare il professore?»
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(Foto di A. Bianchi)
postato da: Lioa alle ore 10:46 | link | commenti (6)
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giovedì, settembre 18, 2008

850 CASSE

gbrunoro's photo

Giacomo Brunoro della Push Pull di Milano e di http://zonasansiro.blogspot.com 
non ha fatto mancare alla collezione di Giulio Mozzi il suo personale 
TESTAMENTO BIOLOGICO:

http://www.vibrissebollettino.net/archives/2008/09/testamento_biol_16.html#more

«Io, Giacomo Brunoro, nato a Padova il 2 febbraio 1976, in caso di incidente o di una malattia che mi porti ad uno stato di morte cerebrale e/o di coma irreversibile, affido a mia moglie (sperando che sia ancora la stessa) e/o ai miei familiari la gestione delle mie cure: voglio che venga evitata ogni forma di accanimento terapeutico nei miei confronti e che, se possibile, vengano donati i miei organi. Con l’espressione accanimento terapeutico intendo qualsiasi forma di assistenza medica che mantenga in vita il mio corpo mentre io non sono più in grado di esprimere la mia volontà sull’interrompere o continuare le cure. Per quanto riguarda il mio cadavere vorrei che fosse cremato. Questo per quanto riguarda il mio corpo. Per quanto riguarda la mia anima, ammesso che ci sia da qualche parte, posso fare o disporre ben poco in questa sede, quindi meglio lasciare perdere. Per quanto riguarda le mie cose (e sto parlando soprattutto dei libri, i fumetti, il computer e la musica) non ci ho ancora pensato, ma se potete evitare di buttare via tutto mi fate un favore. So che sto caricando le persone che mi vogliono bene di un’enorme responsabilità, però so anche che queste persone sono in grado di accettare questa responsabilità in maniera serena. Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 15.09.08 17:26»

Questo il mio commento:

«Ragionevole la parte che riguarda il corpo. Trascurabili le precisazioni sull'anima. Quasi lesive del diritto altrui le richieste sul ciarpame accumulato in vita da ciascuno di noi, dati i problemi di spazio di chi vive in città... È come se io chiedessi a chi mi sopravviverà di conservare le 850 casse di manoscritti inediti accumulati in un'intera vita di sventurata grafomania compulsiva:-)

Pubblicato da: Lucio Angelini - 16.09.08 09:01»

giuggiolone.

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(Immagine di Brunoro dal suo blog)

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mercoledì, settembre 17, 2008

IT.SPORC.MONTAGNA

Scrive tale Tutiz il 16 settembre u.s. nel newsgroup it.sport.montagna:

«Ciao. Qualcuno sa dirmi se esistono dei posti in Val d'Aosta dove organizzano escursioni in quad? O al limite anche dei semplici noleggi... Grazie.»

Ecco qualche risposta:

1) «Non farti vedere dalle mie parti con un quad perchè fai una brutta fine... e non sto scherzando.»

2) «Se vuoi ti indico qualche burrone... puoi farci un salto dentro.»

3) «Con 'sti cosi avete sinceramente stracciato i maroni.»

4) «Se proprio ci tieni a provare esiste sempre google o le pagine gialle. Comunque bel modo di inquinare la montagna, distruggere sentieri e
disturbare gli animali... »

5) «Lo chiedi per evitare quei posti vero?»

6) «Ciao, hai sbagliato newsgroup, prova it.sporc.montagna»

7) «Mi aggiungo al coro. I quad sono un orpello per sfigati. Che ci fate con quei cosi? Già le moto le tollero poco (in montagna, poi, sono intollerabili), ma quei quad sanno proprio di sfigato che vuole ANCHE le quattro ruote. Trovatevi dei passatempi più sani, per voi e per l'ambiente.»

8) «È un troll, ci gode a farci inkazzare.»

9) «Ne organizziamo una a breve sulla becca torche' intitolata: "4WD discesa dal versante nord". Se ci metto una parolina buona faccio in modo di garantirti una pool position  ;-)»

Ovviamente le approvo tutte. Fanculo ai quad!

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(Immagine da http://www.escursionimenotre.com/immagini/IM_Quad.jpg )

 

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martedì, settembre 16, 2008

WM 1, A FELLOW OF FINITE JEST

1) In "Amleto" il buffone si chiama Yorick. I becchini ne trovano il teschio mentre scavano la fossa di Ofelia. «Alas, poor Yorick! - esclama Amleto - a fellow of INFINITE JEST, of most excellent fancy... »
Alas, dunque, poor David Foster Wallace, fellow of infinite jest.
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2) Wu Ming 1 rende omaggio a David Foster Wallace dedicandogli la versione n.2 del saggio su se stesso:
 
                   «A David Foster Wallace, 1962-2008
                   "
And make no mistake: irony tyrannizes us.

3) Un malevolo scrive in Lipperatura

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/09/14/senza-parole-2/ :

«Dunque ricapitoliamo. Qualcuno scrive un saggio in merito al quale non tollera ironie, tanto più che nel saggio stesso si è premurato di decidere - proprio lui, l’ex burlone dei LB -, che il tempo dell’ironia o, peggio ancora, del sarcasmo è finito. Chiunque faccia ironie sul suo saggio, di conseguenza, è un fottuto bastardo passatista che non sa cogliere l’epicità non tanto del presente, quanto dell’elogiatore ufficiale di Leonida. Poi, a fagiolo, muore Wallace e il nostro saggista non si lascia sfuggire l’occasione di citarne la frase “Irony tyrannizes us”. La fantaccina Lippa, sempre agli ordini del nostro sergente new-epico, è in visibilio conclamato.

Postato Lunedì, 15 Settembre 2008 alle 3:36 pm da Dunque »

WM 1 chiarisce:

«... Qualcuno, orecchiando il memorandum da un altro che lo aveva leggiucchiato, ha inveito contro di me accusandomi di voler eliminare l’ironia tout court, cioè una modalità della comunicazione umana che esiste da quando la specie ha prodotto il primo schiocco di lingua. Dubito di avere un simile potere prescrittivo, e anche l’avessi non lo userei, perché sono un buon diavolo. La modalità ironica è ben presente anche in molti dei libri che ho citato, in primis quelli di Camilleri e poi altri, non ultimi i nostri 54, Guerra agli Umani, Canard à l’orange mécanique, New Thing e American Parmigiano. La differenza è che ironia e sarcasmo sono mirati, si esercitano nei confronti di precisi comportamenti e situazioni, senza esondare e investire l’atto stesso di scrivere. La fiducia nel potere della parola è un must

Per un attimo appare la seguente ingenua replica:

«Quali comportamenti e situazioni sono precisi, WM 1? Chi stabilisce se ironia e sarcasmo sono mirati o fuori mira? Sempre tu, immagino.

Postato Lunedì, 15 Settembre 2008 alle 8:36 pm da Simon Mago»

Faccio appena in tempo a copiarla (la Lipperini tende a sfrondare i commenti a proprio piacimento e non si sa mai cosa resta e cosa sparisce dal dibattito aperto dai suoi post, n.d.r.). Un secondo dopo, infatti, la mannaia della censura si abbatte sulle curiosità del primo degli eretici e degli gnostici (così in http://it.wikipedia.org/wiki/Simon_Mago ) *-°

postato da: Lioa alle ore 01:05 | link | commenti (14)
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lunedì, settembre 15, 2008

UFFA CHE BALLE! NIENTE CENGIA DI BALL NEMMENO STAVOLTA...

PELMO.

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Avevo proprio voglia di toccare con mano e con piede la mitica cengia di Ball, strisciare per il passo del gatto eccetera, ma, con tutta la mia buona volontà (un intero weekend rintanato al rifugio Venezia) nemmeno questa volta sono riuscito a salire in vetta al Pelmo per la via normale: la fottuta pioggia ha rovinato tutto. Alla fine, in disordine e senza speranza (avrebbe detto Armando Diaz), non mi è rimasto che discendere le valli che avevo salito con orgogliosa sicurezza*-°

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(L'immagine con la via normale al monte Pelmo è tratta da www.quartogrado.com )

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venerdì, settembre 12, 2008

CHI LA STA UCCIDENDO?

Locandina 2.

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.GrandiNav2

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«I danni delle grandi navi

Un dossier di foto, dati e ricerche raccolto dai comitati. E una grande mostra in preparazione. Zanon: «Pericoloso passare davanti a San Marco»
di Alberto Vitucci
 
Due grandi navi crociera da 100 mila tonnellate. E in mezzo, piccolo piccolo piccolo, il campanile di San Marco. Motoscafi e Gran Turismo che si muovono come pesciolini vicino a due enormi balene. E' l'immagine simbolo della grande mostra sul «degrado veneziano» che l'associazione «Amici di Venezia» inaugurerà in gennaio ai Magazzini del Sale. Gondolieri, professionisti, cittadini armati di macchina fotografica che hanno immortalato i tanti problemi della città visti dall'acqua. Pietre danneggiate, moto ondoso, traffico acqueo impazzito. E, sosprattutto, le grandi navi. Una polemica che torna attuale, dopo l'aumento di arrivi delle grandi navi crociera, e il dato record di un milione di passeggeri. Le crociere portano ricchezza. Ma è proprio necessario far passare i «mostri del mare» a due passi da San Marco? Il comitato ha raccolto dati e studi dell'Arpav e del Cnr, scattato immagini e messo insieme un vero dossier di denuncia. «Le grandi navi inquinano», sostiene Marco Zanon, gondoliere, tra i promotori della grande mostra, «danneggiano i fondali e le rive, spostando masse d'acqua enormi».

Secondo le indagini dell'Arpav una grande nave da crociera emette inquinamento da polveri sottili e zolfo pari a 14 mila automobili circolanti in un giorno, il 15 per cento dell'inquinamento totale dell'area veneziana. Le grandi eliche sollevano sedimenti e scavano i fondali. Dalle indagini effettuate non risulta che le navi producano «onde» più di altri motoscafi. Ma il fenomeno pericoloso, secondo gli esperti, è quello dello spostamento di enormi masse d'acqua, e il risucchio dai canali che «svuota» di colpo rii accelerando il degrado delle strutture. Spostamenti di almeno 100 mila tonnellate d'acqua. Una battaglia che si riaccende, quella contro le grandi navi a San Marco. Qualche anno fa si era progettato di farle approdare a Marghera. Succede in tutte le grandi città d'Europa meta di crociere. Le navi attraccano nelle aree portuali e i passeggeri vengono portati in città con il bus o i trimarani di bordo. Solo a Venezia le agenzie vendono il «passaggio» per San Marco. Mozzafiato, sicuramente, ma anche molto rischioso per i delicati equilibri della città. Qualche anno fa una nave si era incagliata davanti al palazzo Ducale in una giornata di nebbia. Il soprintendente Giorgio Rossini aveva annunciato un decreto per «sfrattare» le navi da San Marco. Il Comune aveva annunciato un progetto per attrezzare nuove banchine a Marghera.
Ma non se n'era fato nulla. E il «business» aveva preso il sopravvento sulla discussione. Nonostante le denunce di Italia Nostra e gli allarmi lanciati dai tecnici. Qualche giorno fa il problema è tornato di attualità, con la presentazione di una interrogazione al ministro Bianchi da parte del senatore veneziano Felice Casson. E quello delle grandi navi in Bacino sarà uno dei nodi che si troverà a dover sciogliere il nuovo presidente dell'Autorità portuale. Intanto le associazioni si sono messe insieme e annunciano battaglia. «E se dovesse perdere il controllo?» recita la didascalia sotto la foto delle due navi affiancate a poche decine di metri da San Giorgio. Il filmato, con efficace colonna sonora dei Pirati dei Caraibi, mostra immagini impressionanti. La via Garibaldi «murata» da una nave più alta dei campanili, e una grande scritta: «E se dovesse perdere il controllo?»
(Alberto Vitucci, La Nuova Venezia, 17 dicembre 2007)
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VEDI ANCHE:
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mercoledì, settembre 10, 2008

UN TESTAMENTO BIOLOGICO

Saguaro Cactus
Video available on this subject. Click on the picture to see a video of the Saguaro Cactus Video available on this subject.

«Caro diario, mio padre non mi dà tregua. Continua a chiedermi di promettergli che, in caso di sua morte cerebrale, io autorizzi a staccargli la spina e non solo. Vorrebbe anche che, dopo morto, provvedessi personalmente a farlo seppellire nel deserto di Sonora, all'ombra di un Saguaro. Anche se per quel tempo non sarò più una bambina, credo che sarebbe comunque una grossa seccatura. Figuriamoci! Attraversare l'Atlantico in aereo con la salma appresso, e poi l’intera America da costa a costa... per non parlare delle inevitabili difficoltà burocratiche. E tutto per che cosa? Crede forse che nel deserto di Sonora si riposi più tranquilamente che nei nostri camposanti, mio padre? Non ha letto di quanti orribili serpenti e scorpioni e bestiacce infestino la zona, pronti magari a diliscarlo lì per lì, appena interrato? E chi mi darebbe i soldi, oltretutto, visto che in famiglia a malapena sbarchiamo il lunario e che nulla lascia presumere, salvo impreviste e miracolose vincite al Superenalotto, che mio padre possa mai lasciarmi alcuna somma in eredità? L'unica soluzione sarebbe che, alle prime avvisaglie di morte, si portasse sul luogo autonomamente, scegliesse il Saguaro giusto, si accoccolasse ai suoi piedi in una giornata di caldo il più possibile torrido e si lasciasse finire così, disseccandosi al sole senza coinvolgere seconde o terze persone: meno che mai me! Povero papà, forse non ha nemmeno idea delle difficoltà che il soddisfacimento di questo suo desiderio comporterebbe. Certo, i genitori di oggi sono proprio sorprendenti. Una volta, nelle fiabe tradizionali, erano loro a portare i figli a perdersi nel bosco. Oggi pretendono che siamo noi figli a portare loro a perdersi tra i Saguari! Non c'è più religione.»
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(Dal racconto "Laggiù nell'Arizona", di Lucio Angelini)
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[Immagine da http://www.desertusa.com/july96/du_saguaro.html ]
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martedì, settembre 09, 2008

NOTTATACCIA PER ALVISE

Ioealvise.

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Qualche giorno fa mi aveva inviato il seguente msg: "Se vieni sul Pelmo domenica 14 ti lego perché sei troppo spericolato". Oggi me lo trovo sul Gazzettino di Venezia sotto il titolo

"NOTTE IN PARETE. ALPINISTA VENEZIANO SALVATO SUL MONTE AGNER"... ("Brutta avventura per un alpinista veneziano di 28 anni che insieme ad altri cinque suoi amici è stato sorpreso sul monte Agner nel Bellunese da un violento temporale. Salvato solo dopo 24 ore insieme ai compagni. Nel Nordest a pagina 10 ... ")

Ahi ahi, Alvise Feiffer, conquistatore dell'Aconcagua, SPERICOLAAAATO FOSTI TU!!! °-* 

(Tutta colpa del maltempo, in realtà. Quel cafone del diluvio si è permesso di arrivare in deprecabile anticipo rispetto alle previsioni, mentre la cordata era ancora impegnata sul tostissimo SPIGOLO NORD DELL'AGNER... )

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(Nella foto, Alvise è quello in piedi)

postato da: Lioa alle ore 08:34 | link | commenti (3)
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lunedì, settembre 08, 2008

IL NIE È UN COITO COLLETTIVO O UN INSIEME DI SEGHE INDIVIDUALI?

[In ordine sparso i cinque CAVALIERI DEL NIE (NEW ITALIAN EPIC): Roberto Bui alias Wu Ming 1, Giovanni Cattabriga alias Wu Ming 2, Luca Di Meo alias Wu Ming 3, Federico Guglielmi alias Wu Ming 4 e Riccardo Pedrini alias Wu Ming 5 .]

Leggo oggi sul pur eccellente www.carmillaonline.com

«Il NIE [New Italian Epic, n.d.r.] è un coito creativo collettivo, un atto liberatorio che non poteva che accadere qui-ed-ora in Italia... Il NIE "esorbita" dopo l'11 settembre. Accade ciò che è già accaduto, da sempre. Ciò di cui ogni nostra cellula conserva memoria, l'apoptosi, il suicidio cellulare programmato che informa e dà forma. L'abbraccio, il legame (lÄ“gere), la stretta mortale ("voglio stringerti e soffocarti di baci – dicono gli amanti -, voglio mangiarti"). Oggi come ieri. Da sempre e per sempre. Ab aeterno...  L'umano è UNO. L'infinito è UNO. Il Sole deve morire. Pace.» (Salvatore Agresta)

Siamo al delirio, a occhio e croce. Non mi resta che rimandare al mio vecchio post dell'aprile scorso:

http://lucioangelini.splinder.com/post/16883086/SMASCHERATA+LA+NUOVA+BEFFA+DEI

SMASCHERATA LA NUOVA BEFFA DEI LUTHER BLISSETT/WU MING:-) 

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domenica, settembre 07, 2008

GIALLO AMBIENTATO A FANO

copneromarche.

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carlino 5 settembre

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sabato, settembre 06, 2008

ACCADE IN BLOGLANDIA

Leggo nella newsletter 24 de ILSOLE24ORE.COM

del 5 settembre 2008

Giovanni Negri
MILANO

«Una linea netta di demarcazione tra informazione e comunicazione via blog: in assenza di una normativa specifica, prova a tracciarla la magistratura con una pronuncia subito molto contestata dal popolo della Rete. Rischia così una condanna per stampa clandestina il blogger che non registra in tribunale il proprio sito. Almeno questo è il parere del tribunale di Modica dove il giudice unico ha multato Carlo Ruta per avere pubblicato il giornale di informazione civile «Accade in Sicilia» diffuso sul sito www.accadeinsicilia.net senza avere prima eseguito la registrazione considerata d'obbligo, da parte dell'autorità giudiziaria, per un prodotto del genere...»

Il resto qui:

Il «blogger» clandestino rischia la condanna

Commenta Carlo Ruta qui

http://www.sicily-news.com/news.cfm?id=3074 :

«... È necessaria una legge subito, che, distante da ogni possibilità di equivoco sul piano interpretativo, fermi in via definitiva le trame censorie e repressive dei poteri forti del paese, per vocazione illiberali e antidemocratici. È altresì necessario che il legislatore prenda atto che l’informazione sul web non può recare limitazioni di principio. La rete è un luogo cardine del nostro tempo, in cui la democrazia prende corpo e voce, con l’esercizio del confronto. Non può essere quindi annichilita, come avviene in Iran e in Birmania.

Si fa appello allora alle realtà del web, della comunicazione a tutti i livelli, del paese civile e responsabile, perché la mobilitazione continui ad oltranza, con iniziative forti. La sentenza siciliana, come ha scritto un blogger, potrebbe essere una delle ultime “perle” di una collana che, giorno dopo giorno, sta mutandosi in un cappio. E si tratta di fare il possibile perché questo non avvenga. Occorre impedire che si consumi in Italia il rogo della libera espressione, memori del resto che i roghi delle idee possono essere preparatori di regimi a scena aperta. Carlo Ruta»

Per adesioni a questo appello (indicare nome, cognome, attività, città):
accadeinsicilia@tiscali.it

Per testimonianze:
carlo.ruta@tin.it

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[Immagine da http://media.argentina.indymedia.org/uploads/2006/05/censura.jpg ]

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venerdì, settembre 05, 2008

IL FILM PIÙ BRUTTO DELLA MOSTRA DEL CINEMA

 

Probabilmente non sarà facile assegnare il Leone d'Oro alla mostra del cinema di Venezia di quest'anno, ma sarà facilissimo, in compenso, indicare il peggior film in assoluto tra tutti quelli presentati nelle varie sezioni della rassegna: l'opera prima (e - si spera - anche l'ultima) del giovane regista Mirko Locatelli, al quale suggeriamo senz'altro di dedicarsi ad altro: "Il primo giorno d'inverno". Tedioso, melenso, mal girato (il plumbeo protagonista si infila maglie e va in motorino lungo un canale per tutto il film ), con un finale che vorrebbe essere tragico ma è solo pretensioso e imbarazzante, il film in teoria si prefigge di affrontare i temi del bullismo e dell'omosessualità, in pratica riesce solo a squarciare/triturare le palle dell'incolpevole spettatore. Nulla a che vedere con i precedenti e illustri esempi di "cinema gay" degli anni scorsi al Lido di Venezia: "Brokeback Mountain" (Ang Lee), "Querelle de Brest" (Fassbinder), "O fantasma" (Joao Pedro Rodriguez) e via discorrendo. Un grido unanime si è alzato dalla platea del Palabiennale ieri pomeriggio dopo la proiezione delle 18.15: "Aridatece li sordi!".

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giovedì, settembre 04, 2008

L'ATTILA 2008 A PAOLO COSTA

 

 
Premio Internazionale ATTILA 2008
sezione speciale nordest
In questi giorni una commissione composta da rappresentanti di associazioni e movimenti che lottano per la difesa dei beni comuni, della qualità della vita e dei diritti dei cittadini, ha selezionato tra una vasta rosa di candidati, il personaggio a cui attribuire il  PREMIO ATTILA 2008 alla carriera per essersi particolarmente distinto attraverso le attività che hanno contribuito in maniera determinante a causare danni irreversibili e irreparabili all’ambiente, alla qualità della vita dei cittadini ed hanno privato le comunità locali del diritto di poter decidere del loro futuro.
Molti sono stati i candidati comunque degni di essere citati e ricordati : Silvio Berlusconi e i Ministri dei suoi diversi Governi, in particolare Lunardi e Matteoli; Romano Prodi e i Ministri dei suoi diversi Governi, in particolare Costa e Di Pietro; Giancarlo Galan e i componenti delle sue Giunte Regionali, in particolare Renato Chisso; Silvano Vernizzi Commissario Straordinario per il Passante; Maria Giovanna Piva e i precedenti Presidenti del Magistrato alle Acque di Venezia; il Presidente del Consorzio Venezia Nuova e i Presidenti delle imprese che lo compongono e che sono collegate alle sue molteplici attività; Renata Codello, come Soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna; Roberto D’Agostino, come ex assessore del Comune di Venezia, Presidente di Arsenale spa e della società che sta gestendo la privatizzazione dei beni del Demanio Pubblico.
Non citiamo, per problemi di spazio, molti altri: imprenditori, dirigenti, luminari, intellettuali attivi e passivi nella realtà Veneziana.
La Commissione dopo lungo ed attento esame dei vari curricula, all’unanimità, ha deciso di assegnare
 il Premio Internazionale ATTILA 2008
per la sezione speciale nordest
a
PAOLO COSTA
per l’attività svolta nella molteplicità dei suoi ruoli locali, nazionali ed internazionali
Come Sindaco del Comune di Venezia (oltre che ex Ministro dei lavori pubblici e consigliere di Romano Prodi per le Grandi Opere) nel Comitato Interministeriale del 2003 ha votato a favore del progetto MOSE in sede di Comitatone, mentre il Consiglio Comunale aveva dato mandato di votare contro se non si fossero fatte le verifiche che individuava; successivamente ha sempre strenuamente difeso in tutte le sedi il progetto MOSE, un vero e proprio ecomostro, inutile e dannoso che creerà danni irreversibili a Venezia e alla sua laguna, patrimoni dell’umanità; un progetto dal costo di 4,3 miliardi di euro che prosciugherà tutte le risorse economiche indispensabili per la normale manutenzione della città, che sta letteralmente cadendo a pezzi, dirottandole nelle casse della lobby d’Imprese del Consorzio Venezia Nuova che ha il monopolio dello studio, progettazione e realizzazione del progetto. (monopolio vietato dalle leggi nazionali ed europee) ed impedendo, nello scenario di crescita dei livelli marini per l’effetto serra, la riconversione produttiva ecocompatibile di Porto Marghera per la grande frequenza di chiusura della bocca portuale di Alberoni. Una realizzazione che farà crescere frequenza ed intensità della acque alte impedendo, nel contempo, la realizzazione di soluzioni diverse maggiormente efficienti come ha valutato anche il Comune di Venezia
 Ancora come Sindaco del Comune di Venezia ha votato assieme alla sua Giunta lo status di “Opera di Pubblica Utilità” per un altro progetto inutile e devastante che è la sublagunare, tubo subacqueo che porterebbe altri milioni di turisti devastando fondali lagunari e assetti sociali della città. Un “progetto di finanza” economicamente insostenibile, dove i costi per la realizzazione sono spudoratamente sottostimati e dove le eventuali perdite di realizzazione e di gestione sono totalmente a carico della collettività.
Da Parlamentare Europeo e presidente della Commissione Trasporti attualmente si sta battendo per la realizzazione del Corridoio 5 e della TAV, ignorando le proposte alternative dei Comuni di valle.
È stato nominato dal Governo Prodi come Commissario Straordinario per la costruzione della nuova Base USA Dal Molin a Vicenza ed è stato confermato in questo ruolo anche dal Governo Berlusconi per cercare di evitare comunque il referendum popolare di consultazione.
Il suo ruolo di difensore delle lobby d’imprese che sono coinvolte nei vari progetti precedentemente citati (combattuti e non voluti dalle comunità locali) lo ha reso ormai uomo utile per qualsiasi schieramento di governo; è l’esempio dell’uomo buono per tutte le stagioni e variabili politiche. Per queste doti non comuni è stato premiato e nominato dal governo Berlusconi come nuovo Presidente dell’Autorità Portuale di Venezia (attività che dovrebbe essere incompatibile con il suo ruolo Presidente della Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento Europeo); ruolo nel quale potrà continuare a privilegiare progetti ed attività che creeranno seri problemi alla sopravvivenza dell’ambiente lagunare (scavo abnorme dei fondali per far entrare in laguna navi sempre più grandi, incompatibili e devastanti)  
Queste sono in sintesi le motivazioni per le quali Paolo Costa ha vinto questo ambitissimo premio.
 
Il premio verrà consegnato
giovedì 4 settembre
Appuntamento per chi volesse partecipare
all’iniziativa per la consegna
alle ore 14,30
davanti alla Stazione dei treni
di Venezia S. Lucia
per imbarco su barca presa a noleggio.
 
 
La Commissione del Premio Attila 2008
sezione speciale nordest
composta da rappresentanti de:
Assemblea Permanente NOMOSE, Coordinamento Cittadino Contro le Grandi Navi, Patto di Difesa Beni Comuni, Presidio Permanente No Dal Molin.
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mercoledì, settembre 03, 2008

VENEZIA CREPA & PREMIO ATTILA 2008

3 settembre 2008
Come potete vedere dalla locandina allegata 
oggi 3 settembre alle ore 15  in sala Zorzi del Palazzo del Cinema ci sarà  l'ultima proiezione del nostro nuovo film inchiesta "Venezia Crepa - Chi la sta uccidendo?"
Alla fine della Proiezione sempre in sala Zorzi verrà data lettura delle motivazioni per l'assegnazione del Premio Internazionale ATTILA edizione 2008 - Sezione Speciale Nord Est  alla personalità (che verrà resa nota domani) che è riuscita a causare danni irreversibili ed irreparabili: all'ambiente, alla qualità della vita dei cittadini, privando di fatto le comunità locali del diritto di poter decidere del loro futuro.
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Ooggi 3 settembre alle ore 15, faremo circolare in rete il documento con le motivazioni, il nome della personalità a cui viene attribuito il premio e i nomi delle personalità che pur non avendo vinto son "degne di essere menzionate" per aver contribuito a creare danni irreversibili e incalcolabili all'ambiente e alle comunità locali. Inoltre verranno lanciate nuove scadenze di mobilitazione cittadina.
 
Luciano Mazzolin per AmbienteVenezia - Assemblea Permanente NOMOSE e Coordinamento Cittadino contro le Grandi Navi
 
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martedì, settembre 02, 2008

PUPI AVATI ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA: TRISTEZZA E MIELE

Non amo Pupi Avati e avevo escluso di infliggermi il film "Il papà di Giovanna", che il regista ha tratto dal proprio stesso romanzo Mondadori. Invece per un concatenarsi di circostanze è finita che mi sono ritrovato a vederlo in Esterno Notte (= campo San Polo) sorbendomi fino in fondo il temuto stucchevole calice di tristezza e miele.

Ha scritto Roberto Pugliese sul Gaz di stamattina (ma sì, il Gazzettino di Venezia):

"Nella totale assenza di sorprese che un autore ormai in quiescenza creativa come il buon Pupi garantisce nei suoi film... 'Il papà di Giovanna' è l'ennesima ricostruzione di un amarcord casalingo, fra lacrimucce tagliatelle e buon vino, intorno ad un fattaccio peraltro sconvolgente... [cut]... il forzatissimo lieto fine conclusivo non fa che confermare in Avati un pacato, vecchio e rassicurante favolista casareccio capace di stemperare sempre la malinconia in un sorriso. Se vi accontentate..."

In vaporetto ho poi sentito un cinefilo-cinofilo (ci aveva anche il cane) dichiarare tra il serio e il faceto: "Secondo me nella figura della figlia demente Pupi Avati ha voluto rappresentare l'Italia odierna e in quella dell' iperprotettivo padre la Sinistra con i suoi catastrofici Buonismi..."

Giuro che mi ha strappato un sorriso:- )

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lunedì, settembre 01, 2008

DA TIFOSI DI UNA SQUADRA A SQUADRISTI BELLI E BUONI

Napoli, tifosi padroni del treno Petardi e fumogeni anche a Termini
 

Dal Corriere della Sera di oggi:

"...Saliti sul treno, i tifosi hanno vandalizzato 11 carrozze, causando oltre 500 mila euro di danni. Nel corso del viaggio i tifosi hanno anche azionato inutilmente, per tre volte, il freno d'emergenza, bloccando il viaggio del convoglio."

I have a dream: ah, se solo si riuscisse a far pagare i danni a chi li provoca, anziché alla collettività tout court...

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[Foto da http://www.corriere.it/ ]

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