
Gita in bicicletta al faro di San Nicoletto (lembo nord del Lido di Venezia).
Chilometri in mezzo al mare:- )
Il faro sempre più vicino...
Benvenuti al faro!
«Era così, dunque, il Faro", pensò Giacomo. Ciò ch'egli aveva contemplato per tanti anni dalla baia era una torre nuda sopra una squallida roccia.» (Virginia Woolf, Gita al faro)
La mia bicicletta appoggiata a un blocco di cemento. Il paradiso può attendere:-)
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(Foto di Lu. An.)

Una pedalata magnifica è quella da Punta Sabbioni (ci si arriva in motonave dal Lido di Venezia) a Lio Piccolo e oltre, tra barene, velme, valli da pesca, casoni lagunari...
Per i bird-watchers è un autentico paradiso: gabbiani, aironi bianchi e cinerini, garzette, pettegole, folaghe, cormorani, cavalieri d'Italia. Da Lio Piccolo parte un anello impagabile e selvaggio intorno al canale della Liona, dove con la bici si passa a malapena.

Si è sospesi tra acqua, lingue di terra e cielo, con le isole di Burano e Torcello in lontananza.
(Una garzetta di palude)
(Purtroppo la mia stazza non accenna a diminuire)
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Le cartine sono tratte da :
http://www.magicoveneto.it/Venezia/CavallinoTreporti/Treporti-1.htm
Le foto sono mie.
Vi ricordate di "NENIO"?
( http://www.vibrisselibri.net/?p=24 )
Ora ha ispirato la
«CANZONE DEL BAMBINO VIOLATO»
Non so chi mi violò
magari adesso è morto.
L'infanzia mi rubò
col suo gioco perverso.
Adesso ho ventun anni,
parrei equilibrato,
ma spesso mi domando
se il trauma ho superato.
Non so cosa rispondere,
quel viso ho cancellato,
resta soltanto un grido:
"Bua tato! Bua tato!"
Non so chi mi violò
magari adesso è morto.
L'infanzia non fu più
che un grembiulino sporco.
Ma il tempo prese a scorrere
dopo essersi fermato:
ormai penso al futuro
parrei equilibrato.
Sconfitto ho forse l'incubo
Lo strappo ricucito
Così mi dico a volte:
"Forse ne sono uscito!"
Soltanto in certe notti,
riaffiora la paura:
tendo l'orecchio e ascolto,
il volto trascolora:
"È lui, lo sento, è qui"
farfuglio disperato,
"Mamma, papà, salvatemi:
bua tato! Bua tato! Bua tato!"
POTETE ASCOLTARLA QUA:
http://www.youtube.com/watch?v=w9e4bAUUyc8

Vi va di piangere come vitelli (= tralci di vite tagliata) nel weekend, mentre la rapinosa musica di Puccini vi prende per i fianchi, vi solleva in alto e vi trasporta?
Non dovete far altro che andare a vedere la Bohème austro-tedesca di Robert Dornhelm appena sbarcata in Italia. Notevolissima davvero. Io l'ho vista in anteprima al Giorgione di Venezia giovedì scorso.
Per le info sulle altre proiezioni di aprile visitate il sito:
http://www.laboheme.classica.tv/
e in particolare:
http://www.laboheme.classica.tv/index.php?sezione=proiezioni&mese=aprile
«Dopo aver calcato i più importanti palcoscenici del mondo, Anna Netrebko e Rolando Villazòn esordiscono sul grande schermo per la regia di Robert Dornhelm con la trasposizione cinematografica dell'opera composta da Giacomo Puccini. Una produzione da oltre cinque milioni di euro, con più di 100 comparse coinvolte su un set ricreato minuziosamente al Filmstadt di Vienna, dà vita a un sontuoso film d'opera in uscita nelle sale cinematografiche di Milano, Bologna, Roma, Firenze e Torino a partire dal 6 aprile.»
Certo, il testo di Illica e Giacosa (dal romanzo Scènes de la vie de Bohème di Henri Murger) che scorre in sovrimpressione ha momenti di irresistibile comicità involontaria, ma l'italiano delle opere liriche - si sa - è una lingua tutta a sé, che va accettata per convenzione:- )
Rodolfo:
«Chi son? Sono un poeta.
Che cosa faccio? Scrivo.
E come vivo? Vivo.
In povertà mia lieta
scialo da gran signore
rime ed inni d'amore.
Per sogni, per chimere
e per castelli in aria
l'anima ho milionaria.
Talor dal mio forziere
ruban tutti i gioielli
due ladri: gli occhi belli.
V'entrar con voi pur ora
ed i miei sogni usati
e i bei sogni miei
tosto si dileguar.
Ma il furto non m'accora,
poiché vi ha preso stanza
la dolce speranza!
Or che mi conoscete,
parlate voi. Chi siete?
Vi piaccia dir!»
Mimì:
«Mi chiamano Mimì,
ma il mio nome è Lucia.
La storia mia
è breve. A tela o a seta
ricamo in casa e fuori...
Son tranquilla e lieta
ed è mio svago
far gigli e rose.
Mi piaccion quelle cose
che han sì dolce malìa,
che parlano d'amor, di primavere,
di sogni e di chimere,
quelle cose che han nome poesia...
Mi chiamano Mimì,
il perché non so.
Sola, mi fo
il pranzo da me stessa.
Non vado sempre a messa,
ma prego assai il Signore.
Vivo sola, soletta
là in una bianca cameretta:
guardo sui tetti e in cielo;
ma quando vien lo sgelo
il primo sole è mio
il primo bacio dell'aprile è mio!
Germoglia in un vaso una rosa...
Foglia a foglia la spio!
Cosi gentile
il profumo d'un fiore!
Ma i fior ch'io faccio, ahimè! non hanno odore.
Altro di me non le saprei narrare.
Sono la sua vicina
che la vien fuori d'ora a importunare.»
(Provate a immaginarvi al freddo e alla fame in una soffitta di Parigi. Vi bussa alla porta una sconosciuta che, appena entrata, è subito "presa da soffocazione", indi si mette a spargere bacilli tutt'attorno tossendo come un cane. Non vi innamorereste di colpo anche voi?)

Serata di diapositive sulla BOLIVIA e sul CILE DEL NORD all'hotel Amadeus di VENEZIA (Lista di Spagna) mercoledì 29 aprile 2009 alle ore 20.45. Appunti di viaggio di Franca Angelini, veterana di Avventure nel Mondo.
La serata è organizzata dalla Giovane Montagna di Venezia
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(Foto di Luan)
(Lo scrittore ed editor Giulio Mozzi)
L'internauta che visitasse il nuovo sito polivalente di Giulio Mozzi:
http://vibrisse.wordpress.com/
e scorresse il colonnino di destra verso il basso, incapperebbe nel seguente invito:
Oggi mi va di essere cattivo, quindi, per prima cosa, dico che condivido in pieno il giudizio dell'irriverente Niccolò Carli (l'"Idiota Ignorante" del blog omonimo, spesso in visita qui da me) sul nuovo CD di Morgan:
http://idiotaignorante.splinder.com/post/20301914
«Morgan. "Italian Songbook vol.1". (Sony). In questo disco Morgan reinterpreta a suo modo classici della canzone italiana. Fa, naturalmente, schifo al cazzo. Occhio che è il primo volume, ne seguiranno altri due.»
Provate a sentire, per esempio, come devasta "Il cielo in una stanza":
Per seconda cosa dico che non sono riuscito a tifare per nessuno dei finalisti di X FACTOR di quest'anno. Carini, diligenti ma niente di più i ragazzini del gruppo "The Bastard Sons of Dioniso". Vocalmente dotato ma stagionatello e un po' stridulo Matteo Becucci (il vincitore) per rappresentare il Nuovo Che Avanza.

Ricevo (come ex editore) e socializzo - con qualche omissis - la seguente proposta:
«Gentile Sig.re/ra,
*** è una società con sede a Londra fondata da ***, che insegna agli uomini come sedurre le donne .
Le do qualche info di background sul settore per farle capire meglio chi siamo e cosa facciamo.
Il tutto si puo dire è nato in America con un certo scrittore Neil Strauss che ha pubblicato il best-seller: “The Game” (pubblicato in Italia dalla Rizzoli) – la trend è poi passata oltre oceano ed è arrivata anche nel Regno Unito e nel resto d’Europa come può vedere da questo articolo scritto su repubblica.it qualche tempo fa.
http://www.repubblica.it/2006/b/sezioni/cronaca/seduzione/seduzione/seduzione.html
Nel frattempo sono nate altre società che hanno ulteriormente sviluppato e migliorato quanto detto e fatto da Neil Strauss sia in America che in Europa.
Noi siamo una tale società e ci vantiamo il primato in Europa nel settore.
Come le dicevo nel Regno Unito siamo conosciutissimi, come potrà constatare dalle varie nostre apperenze nei media britannici.
http://www...***
E di recente anche in Italia siamo apparsi sull’Espresso e abbiamo avuto un’intervista su Radio Monte Carlo (mentre siamo per il momento in trattativa con le due reti nazionali (Rai e Mediaset) per un video reportage).
***
Ci siamo già espansi in Germania con successo crescente www........ de, e adesso stiamo cercando di fare la stessa cosa in Italia ( e presto anche in Spagna e nei Paesi Bassi).
Abbiamo lanciato da poco una serie di prodotti italiani tra cui ebook, corso audio, corso video e dei seminari pratici dal vivo, nonchè stiamo organizzando il Summit Europeo 2009 in Italia con la partecipazione dei migliori Pick Up Artist (Artisti della Seduzione) di fama mondiale, tra cui *** (considerato il terzo *** al mondo)...
Nel Regno Unito, *** ha pubblicato alcuni mesi fa il suo libro in paperback Amazon.co.uk il quale è velocemente diventato uno dei top 400 best-seller su Amazon – per un breve periodo arrivando addirittura al quarto posto come libro piu’ venduto su Amazon.co.uk davanti al libro di Barack Obama.
Attualmente ne vendiamo circa 1000 copie al mese nel Regno Unito.
Visto un tale successo commerciale nel Regno Unito e il crescente interesse di questo mercato (le richieste dall’Italia aumentano di giorno in giorno), vogliamo adesso pubblicare il libro (in paperback o hardback) anche in Italia e quindi a tale proposito volevamo sapere se sareste disposti a discutere ulteriormente.
La ringrazio in anticipo per il suo tempo.
Cordiali saluti,
Responsabile Ufficio Stampa .»
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Le femministe sono avvertite...
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(Immagine da http://beerinfood.files.wordpress.com/2007/08/extreme_muscle_man.jpg)
(Clicca qui sopra per ascoltare Mario Donatiello Azad nella lauda "De la crudel morte de Cristo")

Le pagine 247-248 dell'edizione Mondadori/Segretissimo di Grande Madre Rossa (il romanzo di Giuseppe Genna segnalato ieri) sono dedicate ai "Ringraziamenti". Fra i più curiosi quelli a:
CESARE BATTISTI¹ (PER TUTTO, PER SEMPRE).
FERRUCCIO PARAZZOLI², DEMONOLOGO
GIULIO MOZZI³, ANGELOLOGO.
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(1) Socialista e irredentista, fu impiccato il 12 luglio 1916 nel castello del Buon Consiglio a Trento. *-°
(2) «Ferruccio Parazzoli, che in Adesso viene la notte (Mondadori, 2008) ha inscenato le tentazioni di papa Paolo VI durante il rapimento dell’amico Aldo Moro, precisa il discorso: «Il diavolo è una figura imprescindibile dalla storia dell’umanità. Perché? Il male, come oggi viene interpretato, è qualcosa che o si trova in natura o è provocato dagli uomini, qualcosa di astratto che incide sulla vita dell’umanità, ma questa visione non rende ragione del mysterium iniquitatis. La poesia, la Bibbia e altre grande religioni hanno concluso che questo male andasse personificato, pur prendendo forme e attività differenti a seconda delle epoche. Oggi – come denunciò Paolo VI nei suoi interventi – questa presenza è ben percepibile nella dissoluzione dei tempi, della società, della politica, dell’economia. Il diavolo che ritraggo nel mio romanzo è il vecchio Lucifero che scommette con Dio, com’è uso fin dal povero Giobbe. Un diavolo che prima si presenta con tutte le sottigliezze della teologia ma che si rivela un diavolo scassone e buffonesco – come me lo descrisse un vescovo esorcista, mons. Gemma – che rompe seggiole, appicca fuoco alle tende, fa girare gli armadi. Un diavolo che prende in giro tutto e tutti, eppure è sempre infidamente subdolo». [Da http://www.stpauls.it/letture/0806let/0806le08.htm ]
(3) Vd. http://www.angelologia.it/ da cui:
«SCRIVI AL TUO ANGELO. Se desideri scrivere una lettera per esporre una richiesta, esprimere un ringraziamento o una preghiera, ma... non conosci l'indirizzo di posta elettronica del tuo Angelo, noi di angelologia.it mettiamo a tua disposizione un indirizzo presso il quale poter inviare la tua e-mail. Nessuno di noi aprirà e leggerà il tuo messaggio: sarà semplicemente lasciato a disposizione del... destinatario. Invia la lettera al tuo Angelo al seguente indirizzo:
almioangelo@angelologia.it .»
Se fossi un docente di complottologia, assegnerei senz'altro come prima tesi di laurea l'analisi comparata di due testi gemelli, ancorché "gemelli diversi": "L'organigramma" di Andrea Comotti (scoperto e pubblicato da Vibrisselibri al tempo in cui anch'io mi facevo il culo per la nobile "causa" editrice) e "Grande Madre Rossa" di Giuseppe Genna, uscito in prima battuta nel 2004 a 15 euro e riproposto ora da Mondadori-Segretissimo ad appena 3,90 euro [altro che il prezzo della fottutissima Lulu per "Medium", il famoso finto regalo di Genna ai suoi lettori nel marzo 2007: vedi
http://lucioangelini.splinder.com/post/11331766/GENNA-LULU%3A+LA+VENDETTA ]
Entrambe le opere muovono da un' esplosione a Milano, quella di Comotti reale (Banca dell'Agricoltura), quella di Genna squisitamente fictionale (Palazzo di Giustizia). Entrambe le opere ricostruiscono l'organizzazione alle spalle dell'eclatante (da éclater = scoppiare) fatto. Solo che Comotti opta per un'assai probabile Grande Madre Nera (vd il post di ieri), Genna per un'assai improbabile Grande Madre Rossa. Una curiosità: in questo caso la scrittura di Genna, in genere notoriamente pomposa, al confronto di quella studiatamente iperbarocca e neogaddiana di Comotti, appare addirittura sobria:-).
Prelevo da GMR:

A essere pignoli Celestino V morì - solo e dimenticato - il 19 maggio del 1296 nella rocca di Fumone (Frosinone), dove era stato rinchiuso dal suo successore Bonifacio VIII, ma se non lui, almeno la sua reliquia è riuscita a sopravvivere a due grossi terremoti: quello di questi giorni, in cui si è temuto che il crollo del soffitto della basilica di Collemaggio proprio nel punto in cui si trovava la teca con le sue spoglie non le avesse lasciato scampo (1), e quello del 1703, in cui venne giù il soffitto dell'edificio costruito nel 1287.
Insomma Celestino V ce l'ha fatta di nuovo. Ma visto che, nel suo breve pontificato, prima del "gran rifiuto" (= rinuncia all'aborrito mestiere di papa)
http://www.sulmona.org/pers/elezione.php
fece comunque in tempo ad emanare la bolla della perdonanza (assoluzione da ogni peccato per chiunque, confessato e comunicato, entri nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio dai vespri del 28 agosto a quelli del 29 di ogni anno) (2):
http://it.wikipedia.org/wiki/Perdonanza
http://www.perdonanza.it/celestino.asp
sarebbe bene che il prossimo agosto tutti quei costruttori, direttori di cantieri, controllori edili & compagnia bella che si sono macchiati del peccato di simulazione di antisismicità (= anziché armare il cemento delle nuove costruzioni aquilane per renderle antisismiche, lo hanno disarmato per lucrare sul risparmio dei materiali ) approfittassero dell' indulgenza plenaria celestiniana per darsi una bella sciacquata all'animaccia... (3)
Fosse per me, comunque, altro che perdonanza! Infliggerei a ciascuno degli implicati nel cosiddetto business del calcestruzzo un vero e proprio terremoto ad personam, esattamente sotto i loro piedi, facendogli crollare addosso la casa. Devono solo ringraziare che non sono Dio... °-*
Dicevano ieri sera in tivù ad Anno Zero che è tempo di tornare a una cultura delle responsabilità individuali. Si sono sbriciolati l'ospedale, la prefettura, la questura, il tribunale, la casa dello studente proprio perché costruiti con sistemi fintamente anti-sismici? Che i costruttori vengano individuati e puniti! Così come chi ruba o sperpera il danaro pubblico e chi - in generale - approfitta del proprio incarico politico per perseguire il mero tornaconto personale, anziché il bene collettivo. Poi, certo, le disgrazie sono disgrazie, contro l'imprevedibile c'è poco da fare, ma almeno quel poco bisogna farlo...
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(1) Ieri la teca che contiene le spoglie di Papa Celestino V è stata trasferita dal
complesso di Collemaggio, gravemente danneggiato dal terremoto, al torrione accanto alla basilica. L'operazione di salvataggio è stata condotta da Vigili del Fuoco, Protezione Civile, con la collaborazione della Guardia di Finanza e sotto la supervisione del rettore della Basilica di Collemaggio, don Nunzio Spinelli. «Si tratta di un altro grande miracolo di papa Celestino V - ha commentato Fabio Carapezza Guttuso, responsabile Commissione Sicurezza Beni Culturali -. Le spoglie di Celestino sono state conservate in perfetta sicurezza». (Corriere.it)
(2) La Bolla del Perdono rimane esposta per un giorno intero all'interno della Basilica di Collemaggio e viene riportata in Comune la sera del 29 agosto, dopo la chiusura della Porta Santa, operata dall'Arcivescovo dell'Aquila. L'autenticità della Bolla della Perdonanza, la cui commemorazione è accompagnata, da circa 20 anni, da una settimana di feste, concerti, rassegne, convegni e mostre, è stata confermata dal Vaticano. Nel 1967, infatti, Papa Paolo VI, all'atto della revisione generale di tutte le indulgenze plenarie, ha confermato quella di Celestino V, annoverandola al primo posto dell'elencazione ufficiale.
3) La Bolla di San Pietro Celestino, che introduceva i concetti di pace,solidarietà e riconciliazione, poneva solo due condizioni per ottenere il perdono. L'ingresso nella basilica di Collemaggio, nell'arco di tempo compreso tra le sere del 28 e del 29 agosto di ogni anno, e l'essere "veramente pentiti e confessati".
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(Immagine da http://farm1.static.flickr.com/62/209949807_78b2e1a408.jpg?v=0 )
(Louise Veronica Ciccone prima di diventare Madonna)
Una volta, nei momenti di difficoltà, si invocava l'aiuto della Madonna, la madre di Dio. Il sindaco di Pacentro (Abruzzo), più prosaicamente, si è rivolto all'altra Madonna, la cantante pop. E su tutti i giornali di oggi impazza la notizia: "Sindaco chiama, Madonna risponde [inviando 500 mila sterline]".
Qui il lancio Ansa.
(ANSA) - ROMA, 8 APR - La popstar statunitense di origine abruzzese, Madonna, ha deciso di donare 500 mila sterline alle vittime del terremoto in Abruzzo. Lo riferiscono le edizioni online dei principali media britannici. ''Sono felice di poter dare una mano alla città da cui provengono i miei antenati'', ha detto Madonna rifiutando di confermare l'entità della somma donata. Il nonno della cantante, il cui vero nome è Maria Luisa Ciccone, era originario di Pacentro (L'Aquila).
YouTube - Madonna and her italian family in Pacentro |
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10 min - 26 ott 2007 -
Madonna's origin is from Pacentro, Region of Abbruzzo Italy. The old lady is the sister |
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Anche un altro cantante, il tarantino Mario Donatiello (Azad), benché finanziariamente molto meno dotato di Madonna, ha deciso di adoperarsi in favore dei terremotati. Si offre per un concerto il cui incasso verrà interamente devoluto alle vittime del sinistro abruzzese.
Chi volesse contattarlo lo cerchi qui:
http://www.myspace.com/chitarreetammorre
o qui:
http://associa.ning.com/profile/MarioAzad
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Fano, via Francesco Palazzi 56, "la maison où j'ai grandi".
Cfr.:
http://www.fhardy.de/text/la_maison_ou_jai_grandi.html
Anni fa confezionai una raccoltina poetica intitolata "Boutique della forbice", da cui:
(Il poeta Andrea Zanzotto a Venezia)
Il 17 marzo scorso ha fatto tappa all’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti (Campo S. Stefano, Venezia) il poeta Andrea Zanzotto, che ha conversato con l'inviato speciale del Corriere della Sera Marzio Breda sui temi del libro "In questo progresso scorsoio", pubblicato da Garzanti. (Il titolo è tratto dall'epigramma: «In questo progresso scorsoio/ non so se vengo ingoiato/ o se ingoio» )
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Stanco, malfermo, il "massimo poeta italiano vivente" (così l'ha definito Massimo Cacciari, venuto a salutarlo) si è soffermato su alcuni degli aspetti per i quali questi tempi gli appaiono spesso di regresso, anziché di progresso: è un progresso "scorsoio" perché fisicamente stringe alla gola e disturba l'esistere in forme diverse.
Pur negando di essere un "catastrofista", Zanzotto ha dichiarato di avvertire con acutezza "lo sfrigolio del negativo contro il positivo", "la voglia bestiale di lucrare su tutto/anche sul proprio funerale".
Cito dal libro:
«... Ci cade addosso troppo di tutto. Troppo cibo, troppo vestiario, troppa elettronica, troppe cose inutili. Basti pensare ai libri, il novanta per cento dei quali è da buttare... ma da quel dieci per cento che resta si crea un supplizio di Tantalo, perché sarebbero tutti necessari, specie quelli di divulgazione scientifica. A questo proposito mi pare che la scienza e la tecnica arrivino con enormi potenzialità, ma a una società eticamente impreparata a riceverle: quei nuovi saperi che avrebbero dovuto aiutarci (la tecnologia, la rete ecc.) si rivelano per molti aspetti una promessa mancata, di cui ci giungono soltanto le scorie. Infatti molta gente vive tutto ciò senza capire, come una nevrosi, e i vecchi non sono meno instupiditi dei giovani: non sento nessuno dire "Sono contento"... Così, se una volta si diceva "sparare con il cannone a una mosca" per indicare la sproporzione, oggi ci si domanda se sia logico fornire di un cannone una mosca, cioè l'uomo attuale, rispetto alle immense potenzialità che gli vengono date...» (p.37)
(Massimo Cacciari rende omaggio al poeta Andrea Zanzotto)
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(Foto di Lucio Angelini)
(Vesuvio. Orlo del cratere.)
Al ritorno dalle magnifiche escursioni 1) sul Sentiero degli Dei (dalla frazione di Bomerano fino a Positano, in un percorso sospeso tra cielo e terra), 2) nel Vallone dei Mulini e delle Ferriere (da San Lazzaro di Agerola fino ad Amalfi) e 3) intorno al cratere del Vesuvio (periplo completo, non solo il tratto riservato ai turisti) ho trovato un commento dell'editore Alberto Castelvecchi al post
LA BEFFA A CASTELVECCHI EDITORE E LA BEFFA A EINAUDI STILE LIBERO :
«La ricostuzione della beffa è veramente manipolata. In realtà RB (1), principale attivista e "capetto" dei Blissett, era ancora in ottimi rapporti con me al tempo, prima che le cose si guastassero per via del processo "Musti/Bambini di Satana", con lo zampino (anzi, lo zampone) di Francesco Coniglio. La cosa fu congegnata insieme alla nostra casa editrice, in cui lavorava allora l'attuale editor di DeriveApprodi Sergio Bianchi, che non avrà difficoltà a confermarlo. E ci divertimmo un mondo. La presa per il culo era rivolta agli amici/nemici/cugini di Shake. Poi taroccammo il tutto, e io mi dichiarai completamente ignaro. Visto che c'ero, e che c'era anche Sergio Bianchi, trovo la modalità di manipolazione dei fatti un'altra deliziosa "sòla", e chissà che non ci sia lo zampino di RB stesso, che vuole sempre raccontare le cose come pare a lui. Cordialità . Alberto Castelvecchi.».
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(1) Il "capetto" RB, ovviamente, è Roberto Bui, ovvero Wu Ming 1.
(Sentiero degli Dei da Bomerano a Positano)
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(La foto in alto e quella in basso sono di L.Ang.; quella di mezzo di A. Bianchi)

(Un tratto del Sentiero degli Dei sui Monti Lattari)
Dopo l'Olimpo del giugno scorso , il Sentiero degli Dei sui Monti Lattari ci stava... per cui non vogliatemene se vi lascio per qualche giorno. Godetevi, nel frattempo, la struggente poesia "I dipendenti vaticani verso lo sciopero", in tema con la grande manifestazione di protesta a Roma prevista per il 4 aprile prossimo:
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Luciana Cicogna, Oroalbero 2009, acrilico e collage su tela cm 70x50
Se passate per Salizada San Samuele (quella che conduce a Palazzo Grassi) a Venezia, fermatevi alla galleria "Perl'A" che, fino al 27 aprile, ospita la nuova personale dell'artista veneziana LUCIANA CICOGNA. Il titolo della mostra è "Sacre Consonanze" e - per chi segue la produzione di Luciana - la sorpresa è data soprattutto dal ricorso alla doratura con foglia d'oro...
Dice di lei nel catalogo il filosofo Massimo Donà:
"... sulla loro sempre indefinita cornice vengono fatte morbidamente 'vibrare' e 'respirare' delle forme che costituiscono l'icona perfetta del puramente 'possibile'. Di ciò che potrebbe essere 'albero', 'cuore', 'corpo umano', ma anche 'farfalla' o 'fiore'... di ciò che ri-cor-da tutto questo, ma di tutto questo dice nello stesso tempo la più evidente 'negazione'... Pure esistenze sostenute da 'rapporti' incerti, mai astrattamente geometrici, ma sempre animati da scarti, da disquilibri e asimmetrie che, sole, avrebbero potuto restituire la potenza di una comunque evidente 'armonia' alla sua originaria indefinibilità... una libertà che non avrebbe mai potuto essere quella familiare alla nostra quotidiana hybris teleologica, ma, piuttosto, quella sempre e solamente riconoscibile nella nuda cosa con cui abbiamo tutti ineludibilmente a che fare..." (catalogo, p. 16)
Quanto all'oro che ha iniziato a far discretamente capolino nell'ultima produzione di Luciana Cicogna, il filosofo spiega che esso "non pretende alcuna drastica 'conversione'. Non rinvia cioè alla potenza insostenibile del Sacro; quello cui una lunga e aurea tradizione ci aveva peraltro 'convinti'... la sacralità di fatto chiamata in causa ha piuttosto a che fare con la sommessa rivelazione di un'affezione 'silenziosa' e 'intima' - potremmo dire quasi 'materna'... e induce piuttosto a ritrovare un ritmo inedito, delicato e lento, non più vincolato alle brusche accelerate imposte dalla vita e dalle sue quotidiane necessità." (pp. 19-20)
Altre opere qui: