(Venezia, Riva dei 7 Martiri)
«La Riva dei Sette Martiri (già Riva dell'Impero) è una riva monumentale della città di Venezia. Ubicata nel sestiere di Castello, costeggia la parte del Bacino di San Marco tra l'Arsenale e i Giardini della Biennale e costituisce il prolungamento della Riva degli Schiavoni e delle rive successive (Riva di Ca' di Dio e Riva di San Biagio)... [CUT]... Durante la seconda guerra mondiale fu teatro di un tragico episodio contro le forze partigiane da parte dell'esercito tedesco[1]. A seguito della scomparsa di un soldato tedesco (che si scoprì poi essere annegato dopo essere caduto in acqua ubriaco), il comando tedesco decise di fucilare per rappresaglia sette prigionieri politici[2], detenuti nelle carceri cittadine di Santa Maria Maggiore. La mattina del 3 agosto 1944 i sette furono legati uno all'altro tra i primi due lampioni della Riva, appena ai piedi del Ponte della Veneta Marina e ivi fucilati. Prima dell'esecuzione, le truppe tedesche rastrellarono oltre 500 abitanti del quartiere, ad alta concentrazione di antifascisti, obbligandoli ad assistere alla fucilazione. I cadaveri vennero lasciati esposti per diversi giorni a titolo di monito e sorvegliati a vista dai soldati tedeschi per impedirne la rimozione. Al termine delle ostilità, con la fine del regime fascista e con la costituzione della Repubblica Italiana, in ricordo di tale episodio il Comune di Venezia cambiò il nome della Riva nella sua denominazione attuale: RIVA DEI SETTE MARTIRI.»
(Da it.wikipedia.org/wiki/
Proprio da quelle parti, oggi, 30 maggio 2009, comizio di Piero Puschiavo, fondatore del Veneto Fronte Skinheads e candidato alla presidenza della provincia di Venezia per la Fiamma Tricolore...
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(Foto di Lucio Angelini)

Prefetto e Questore devono ritirare l'autorizzazione per la parata di Fiamma Tricolore di sabato 30 maggio da Piazzale Roma alle vicinanze del Ghetto ebraico, come chiesto da Consiglio Comunale di Venezia, A.N.P.I. e innumerevoli associazioni cittadine.
L'APPUNTAMENTO PER TUTTI GLI ANTIFASCISTI E ANTIRAZZISTI È A SAN LEONARDO ALLE ORE 15.00 DI SABATO 30 MAGGIO. UNITI SI RESISTE!
Con la partecipazione di: ANPI, IVESER, Emergency, L'Apriscatole, AmbienteVenezia, Assemblea Permanente NOMOSE, Blog Giudecca, Luoghi Comuni, Il Pulego, Rete degli studenti medi di Venezia e Mestre, L'Alternatore, Coordinamento autonomo dei precari del Comune di Venezia, Medicina Democratica-Venezia, COBAS-Comitati di Base della scuola, Slai Cobas per il sindacato di classe, Zona Bandita, Coordinamento contro le grandi navi, S.A.L.E., Onda, Il Villaggio, Arci Giovani Luigi Nono, Alerta, Gabriele Bortolozzo Onlus, E' solo l'inizio, AEA-Venezia, Officina Sociale di Venezia, Gruppo di iniziativa di Forte Carpenedo, Assemblea Permanente contro il rischio chimico, Associazione Vegetariana Italiana, Razzismo Stop, Ya Basta, rete"Tutti i diritti per tutti".
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AGGIORNAMENTO: LA MANIFESTAZIONE DELLA FIAMMA TRICOLORE È STATA SPOSTATA A SANT'ELENA.
Piero Puschiavo, candidato alla presidenza della Provincia per la Fiamma Tricolore, ha annunciato il placet al trasferimento della manifestazione di domani da San Geremia a Sant’Elena, dove i militanti - ne sono annunciati 4-500 - saranno accompagnati in vaporetto dalla stazione ferroviaria. Ha dichiarato che S. Elena non è un ripiego, essendo stato "l’ultimo avamposto della Repubblica Sociale Italiana ad ammainare la bandiera". I militanti di Rifondazione hanno annunciato un presidio antifascista dalle 14 alle 20 in Riva Sette Martiri. Il consigliere dei Verdi Beppe Caccia ha dichiarato: «Le parole pronunciate oggi da Puschiavo sono oscene. Inquietante è il riferimento al presidio dei massacratori e torturatori fascisti della famigerata Decima Mas, proprio a Sant’Elena. E gli abitanti dell’isola fanno benissimo a raccogliere centinaia di firme contro la loro presenza». (Da gazzettino.it)
Per PUSCHIAVO, qui un link:
http://www.ecn.org/antifa/article/129/dal-fronte-veneto-skinheads-al-comitato-centrale-dellmsi
(Do) I love shopping? Boh.
Difficile che io esca di casa con in testa un piano d'acquisti preordinato. Più facile, semmai, che vi rientri con qualche oggetto acquistato solo perché - dopo esservi capitato casualmente davanti - me ne sono innamorato di colpo e ne ho raccolto il richiamo: "Comprami comprami!". Così, per esempio, è successo con la mia lampada-civetta (foto sopra), che adoro.
"Civetta, sei mia!", ho pensato appena l'ho vista. E l'ho accattata.
Devo ancora capire, peraltro, perché - tra tanti uccelli - mi piacciano soprattutto le civette, i gufi, i barbagianni, gli allocchi... Che sia stato un allocco anch'io, in una qualche vita precedente?... o, ipotesi ancora più inquietante, che continui a esserlo anche in questa?

Ma sentiamo come se la cava Giovanni Pascoli, in Myricae, con
La civetta
Stavano neri al lume della luna
gli erti cipressi, guglie di basalto,
quando tra l'ombre svolò rapida una
ombra dall'alto: 4
orma sognata d'un volar di piume,
orma di un soffio molle di velluto,
che passò l'ombre e scivolò nel lume
pallido e muto; 8
ed i cipressi sul deserto lido
stavano come un nero colonnato,
rigidi, ognuno con tra i rami un nido
addormentato. 12
E sopra tanta vita addormentata
dentro i cipressi, in mezzo alla brughiera
sonare, ecco, una stridula risata
di fattucchiera: 16
una minaccia stridula seguita,
forse, da brevi pigolii sommessi,
dal palpitar di tutta quella vita
dentro i cipressi. 20
Morte, che passi per il ciel profondo,
passi con ali molli come fiato,
con gli occhi aperti sopra il triste mondo
addormentato; 24
Morte, lo squillo acuto del tuo riso
unico muove l'ombra che ci occulta
silenzïosa, e, desta all'improvviso
squillo, sussulta; 28
e quando taci, e par che tutto dorma
nel cipresseto, trema ancora il nido
d'ogni vivente: ancor, nell'aria, l'orma
c'è del tuo grido. 32
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P.S. Molto probabilmente il 5 giugno prossimo, quarto compleanno di questo blog, Cazzeggi Letterari chiuderà definitivamente i battenti. È tempo che io esca dall'adolescenza... non trovate? Ciao. °-*


«Buondì. Il 18 giugno presenteremo a Genova "Appuntamento con il notaio", il libro di racconti in versi di Alessio Paša già pubblicato in rete da vibrisselibri e che finalmente viene pubblicato in carta.
Dalla pagina dell'evento potete confermare la vostra partecipazione, nonché invitare altri amici. Cordialmente, giulio mozzi .»
| Organizzatore:: | |
| Tipo: | |
| Rete: |
Global
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| Data: |
giovedì 18 giugno 2009
|
| Ora: |
18.00 - 20.00
|
| Luogo: |
Libreria del Porto Antico
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| Indirizzo: |
Area Porto Antico
|
| Città/Paese: |
Genova, Italy
|
.
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"El cóndor de los Andes despertó
con la luz de un feliz amanecer.
Sus alas lentamente desplegó
y bajó al río azul para beber... "
Alessio, come El Condor, pasa:- )

Ecco il tracciato della mitica linea 11 che dal Lido di Venezia porta a Chioggia.
[L'autobus parte dal Gran Viale, percorre tutta l'isola del Lido e, arrivato in fondo (località Alberoni), sale su un ferry boat che lo traghetta all'isola successiva, Pellestrina. Qui riprende la corsa fino all'estremità meridionale dell'isola, dove scarica i passeggeri all'imbarcadero di un vaporetto che li porterà prima a Ca' Roman, e infine a Chioggia. Poco più di un'ora il tempo dell'intero tragitto.]
Ieri pomeriggio ho usato la linea 11, appunto, per raggiungere Ca' Roman e visitare l'oasi omonima, guidato da un esperto della Lipu.
«Vanto e principale motivo di istituzione dell'Oasi sono le colonie nidificanti di Fratino e Fraticello. Queste, quasi sparite all'inizio del secolo, stanno registrando oggi, grazie alle misure di protezione messe in atto dalla LIPU, una lenta, ma costante crescita.»

(Fraticello)

(Fratino)
«Nel 2003 sono iniziati i lavori del MOSE (il sistema di paratoie mobili che dovrebbe difendere Venezia dalle acque alte eccezionali). A Ca' Roman, la realizzazione delle sue opere complementari (conca di navigazione, porto rifugio e terrapieno) ha comportato la distruzione di oltre tre ettari di habitat tutelato dalla Comunità europea. Un danno ambientale grave ed inutile: le stesse opere potevano, infatti, essere realizzate in altri siti e, oltretutto, a costi minori.»
Altre notizie sull'oasi qui:
http://www.lipu.it/oasi/oasiDettaglio.asp?54




La strada d'accesso all'oasi; alcuni insetti dell'habitat dunale; la soldanella di mare, un artistico tronco spiaggiato.
Scriveva Carla Benedetti sull'Espresso n. 50 del dicembre 2006:
«Cento anni al massimo e la terra sarà inabitabile. Surriscaldamento, innalzamento del livello del mare, epidemie, esaurimento delle risorse naturali, guerre per impossessarsi del poco che resterà. Lo prevedono gli scienziati più autorevoli, compreso l'astrofisico Stephen Hawking. La specie umana, per come l'abbiamo conosciuta finora, rischia di scomparire a breve termine trascinando nella sua agonia molte altre specie animali. A meno che non si inverta il processo, finché si è ancora in tempo, con misure drastiche, planetarie. Eppure, proprio mentre ci troviamo con questo carico drammatico di esperienza, che prima d'ora l'umanità non aveva mai conosciuto, qui si teorizza la fine dell'esperienza [alludeva al breve saggio La letteratura dell'inesperienza, di Antonio Scurati, Bompiani, N.d.r.]. Il mondo esplode e una grossa fetta della cultura italiana sostiene che oramai, questo mondo, noi non possiamo più né esperirlo né raccontarlo - quindi nemmeno cambiarlo... »
Altre osservazioni su Emergenze Mondiali e Letteratura Italiana qui:
http://www.ilprimoamore.com/testo_1476.html
È appena uscita, in compenso, un'antologia edita da AgenziaX, intitolata Voi non ci sarete - Cronache dalla fine del mondo, curata da Alessandro Bertante, con racconti di Violetta Bellocchio, Alessandro Beretta, Peppe Fiore, Giorgio Fontana, Vincenzo Latronico, Giusi Marchetta, Flavia Piccinni, Simone Sarasso, Andrea Scarabelli. Si veda:
http://www.carmillaonline.com/archives/2009/05/003061.html
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(Foto di Lucio Angelini, tranne quella del Fraticello, presa da www.istitutoveneto.it/.../

Ricordate la canzone di Modugno "Meraviglioso"? Faceva:
«È vero
credetemi è accaduto
di notte su di un ponte
guardando l'acqua scura
con la dannata voglia
di fare un tuffo giù uh
D'un tratto
qualcuno alle mie spalle
forse un angelo
vestito da passante
mi portò via dicendomi
Così:
Meraviglioso
ma come non ti accorgi
di quanto il mondo sia
meraviglioso?
Meraviglioso
perfino il tuo dolore
potrà guarire poi
meraviglioso... »
Leggo, invece, oggi sul Gazzettino di Venezia:
«Cina, aspirante suicida blocca ponte. Un automobilista lo butta giù.»
[Indebitato fino al collo, aveva in mente di suicidarsi, ma, dopo aver tergiversato per cinque ore su un ponte bloccando il traffico, è stato spinto giù da un automobilista esasperato e se l'è cavata con alcune fratture... ]
(Della serie: "Sono solo canzonette... ")
(Tiziano Scarpa al teatro Goldoni la sera di venerdì 23 maggio 2009)
E da http://www.teatrostabilenapoli.it/produzioni/linseguitore :
Tra le visite guidate proposte dalla municipalità di Venezia
http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/25175
ho partecipato a quella in programma ieri pomeriggio - ore 15.00 1° turno - e intitolata:
«Fioritura delle rose - Il giardino delle rose di Otilia Iten all' isola della Giudecca».
Otilia Iten è questa romantica signora:

Il suo giardino è effettivamente magnifico e lei lo cura con sistemi del tutto naturali (spruzza acqua di cipolla sugli steli e sui bocci aggrediti dagli afidi eccetera) parlando con ogni rosaio attraverso un "pendolo". Ecco alcune sue rose:
non prive di spine, ovviamente:
E guardate questo elegante signore, fiore tra i fiori:-)
che, per riposarsi dalle fatiche della visita, tutta trapuntata di gozzaniani sospiri "Non amo che le rose che non colsi", ha poi fatto un salto sulla terrazza con piscina del vicino Hotel Hilton-Molino Stucky, per un aperitivo...
Una curiosità: tra gli altri visitatori c'era anche il fratello dello scrittore Antonio Scurati, qui sotto con la signora Otilia:
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(Foto di Lucio Angelini, tranne due, scattate da M. Benedetti: indovinate quali.)
Carla Forcolin (seduta) e l'onorevole Luana Zanella (in piedi) alla presentazione del libro "Io non posso proteggerti" a palazzo Cavagnis, Venezia, il 19 maggio scorso.
Una delle notizie che più mi hanno fatto soffrire negli ultimi giorni è stata quella del bimbo ammazzato di botte da mamma e papà ad appena 17 mesi di vita.
"... Oltre alle gravissime lesioni addominali, Gabriel era pieno di lividi in tutto il corpo, aveva fratture, il viso tumefatto, il labbro spaccato, piaghe sotto il collo, uno stato di debilitazione generale. Troppo per credere a un malore. Poco per capire i motivi di tanta ferocia nei confronti di un bimbo di soli 17 mesi."
(Da La Repubblica del 18 maggio scorso)
Il mio primo pensiero è stato quello della necessità di un'immediata castrazione chimica per i due adulti responsabili dell'assassinio, in modo che non possano, se non altro, mettere al mondo nuovi infelici su cui scatenare il proprio sadismo.
La seconda meditazione è stata sul senso di una vita - quella del piccolo Gabriel - così breve e così crudele. "Sarebbe stato meglio per lui non essere mai nato!", ho esclamato tra me e me, travolto dall'angoscia.
Poi ho pensato al recente libro di Carla Forcolin sull'affido: "IO NON POSSO PROTEGGERTI":
http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.asp?CodiceLibro=1130.1.3
["L'affido familiare è un provvedimento temporaneo mediante il quale un minore viene accolto presso una famiglia, o ad una singola persona, nel caso in cui la famiglia di origine sia in una fase di difficoltà e non riesca a garantire il soddisfacimento dei bisogni del minore.", Wikipedia]
Infine mi è tornata in mente una vecchia recensione di Fabio Bacchini al saggio di EMANUELE SEVERINO: "Nascere. E altri problemi della coscienza religiosa", Milano, Rizzoli, pp. 294, appunto sul dilemma: "Meglio nascere o non nascere?" [Forzando Shakespeare: "To be born or not to be born?", n.d.r.]
«... Secondo Severino, i cattolici sono costretti a sostenere che per chiunque è sempre meglio nascere che non nascere: infatti qualunque sofferenza terrena è finita, ed è quindi surclassata dalla beatitudine infinita che chi nasce e vive potrà eternamente provare, dopo la morte, nel Regno dei Cieli. Ciò significa che un cattolico dovrebbe essere incline a far nascere il maggior numero di persone: non solo condannando contraccezione e aborto (come già fa), ma liberalizzando la fecondazione eterologa, e perfino riducendo se stesso e gli altri "a forsennati della creazione e della generazione di tutti i possibili esseri umani". Qui Severino sembra ineccepibile, ma non lo è. Un cattolico (cosí come un non cattolico) potrebbe benissimo sostenere che, per coloro che esistono, iniziare a esistere sia stato un bene, senza dover anche impegnarsi con la tesi, apparentemente legata alla prima, che per coloro che non esisteranno mai sia stato un male non iniziare a esistere. È solo da questa seconda posizione che deriva un obbligo morale a mettere al mondo più individui possibile. L'accusa di implicare l'obbligo morale a una procreazione ossessiva andrebbe dunque rivolta non a tutti i cattolici, né a tutti coloro che ritengono che esistere è un bene, ma solo a chi pensa che per le persone potenziali possa essere un male non iniziare mai a esistere: tipicamente, ai cattolici che sostengono che qualcosa che sia una persona potenziale, per questo ha diritto di diventare una persona attuale... [cut]... Quando coloro che lottano per "la vita" e per gli embrioni ci dicono che ritengono doveroso e bello rendere attuale ogni persona potenziale, perché condannare le persone potenziali all'inesistenza permanente è una crudeltà che partecipa della inammissibilità dell'omicidio, è qui che possiamo rispondere che il nostro impegno andrebbe profuso non solo a favore di tutti gli embrioni, ma a favore di tutti gli ovuli e di tutti gli spermatozoi; più vastamente, di tutte le persone potenziali che genereremmo se ci accoppiassimo con tutti i nostri partner sessuali possibili. È solo contro questi paladini della potenzialità che è pertinente l'obiezione in base alla quale dovremmo lanciarci in sforzi riproduttivi continuati e promiscui. In particolare, coi cattolici che ricorrano a questo argomento dovremmo lagnarci del fatto che i cardinali, le suore e i sacerdoti lascino nell'inesistenza una gran massa di persone potenziali: che crudeltà. La verità è che, mentre iniziare a esistere (cioè, iniziare a essere una persona) può essere un bene (o un male) per chi inizia a esistere (l'eventualità che possa essere un male apre lo scenario dei diritti di non esistere, tirati in ballo a sproposito dagli oppositori della fecondazione eterologa), non iniziare a esistere non può essere un male (o un bene) per nessuno, perché non esisterà mai qualcuno per cui possa essere un male (o un bene). Come scrive Derek Parfit in Ragioni e Persone (1984): "A differenza del non esistere mai, incominciare a esistere e cessare di esistere sono entrambe cose che accadono alle persone reali". Se non fossi stato mai concepito, ciò per me non sarebbe mai potuto essere un male. Analogamente, se fossi stato abortito o se fossi stato usato, da embrione, per fornire cellule staminali ai ricercatori, per me ciò non sarebbe mai potuto essere un male, perché non sarei mai esistito. Sarebbe stato tuttavia un bene per Severino, perché non l'avrei mai recensito. Ma avrebbe egli potuto godere dell'assenza della mia recensione, se non avesse mai saputo della sua esistenza potenziale?»
(Vd http://www.larivistadeilibri.it/2005/05/bacchini.html )
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(Foto di Lu. An.)
La vincitrice assoluta del quiz di ieri è... Ghega! Complimenti vivissimi.
AVT = Alta Via del Tabacco. Dove? Valsugana, sopra Valstagna e comuni limitrofi, all'incirca.

Vedi la scheda di Trekking Italia:
http://www.trekkingitalia.com/index.php/scheda/index/514
«L'Alta Via del Tabacco è un itinerario ricavato in media costa, che permette la visita di terrazze abbandonate e di tante contrade e casere lasciate all'oblio. Si snoda in ambiente naturale tra i più ricchi dal punto vegetazionale, con delle vere rarità: un tuffo nel passato sulle tracce di coltivatori e contrabbandieri, che la dinamicità dei nostri tempi passerebbe per patetico se non fosse necessario a noi per scoprire in qualche modo le nostre radici. Ai motivi ambientali e naturalistici, questo trek associa pertanto anche caratteri storico-etnografici. Qui il Brenta corre profondamente inacassato tra le ripide pendici del Grappa e dell'Altipiano di Asiago. I benedettini, arrivati a Campese all'inizio del XIII secolo, insegnarono ai locali l'arte di sfruttare in verticale, con la costruzione di imponenti muri a secco, la terra per la coltivazione. Le cose cambiarono velocemente con l'arrivo in valle del tabacco (una qualità ottima, dicono, da fiuto: la campesana), che diede impulso a nuovi terrazzamenti e a un benessere diffuso.

Interessante escursione, domenica scorsa, lungo un sentiero a mezza costa contrassegnato da segnavia bianchi e rossi con tanto di acronimo "AVT" in evidenza. Vediamo chi di voi riesce a scioglierlo:- )
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(Foto di Lucio Angelini)
John Ronald Reuel Tolkien fa dire a Gandalf :
«Questo è l' Anello Sovrano, quello che serve a dominarli tutti. È quell'Unico Anello che egli [Sauron] perse molto tempo fa, affievolendo di parecchio la propria potenza. Lo desidera più di qualsiasi altra cosa al mondo, ma non deve mai più riaverlo.»
E wikipedia: «L'intera saga ha esercitato nel tempo un influsso culturale e mediatico a diversi livelli, ottenendo attenzione sia da parte di critici, autori e studiosi (sono stati infatti prodotti molti saggi e ricerche, anche a livello accademico, sui testi tolkieniani) che da parte di semplici appassionati che hanno dato vita a gruppi e associazioni culturali, come le varie società tolkieniane, sparse in tutto il mondo.»
Deve essersene lasciato suggestionare anche il protagonista di una vicenda di cronaca riportata l'altro ieri dal Gazzettino di Venezia
"RISCHIA DI PERDERE L'USO DEL PENE PER UN GIOCO EROTICO FINITO MALE".
«Giocare va bene, soprattutto fra partner, ma non quando per migliorare la prestazione si rischia addirittura di perdere l'attributo. Forse questo non l'ha considerato un giovane di 35 anni che, durante una notte trascorsa a base di sesso e giochi erotici vicino a Bracciano (Rm), ha avuto un brutto incontro-scontro con un ninnolo d'acciaio, un anello, che si è incastrato intorno al suo organo genitale. Il 35enne ora rischia di perderne per sempre la funzionalità. L'uomo si è presentato l'altra notte al "Padre Pio" di Bracciano sconvolto e in preda ai dolori con il pene incastrato nell'anello d'acciaio. I medici hanno constatato la formazione di un grosso edema responsabile del rigonfiamento che impediva la fuoriuscita dell'anello. A quel punto non è rimasto che chiamare i vigili del fuoco i quali, sotto la supervisione dei sanitari, hanno tentato, senza successo a causa del rischio di tagliare parti anatomiche, di spezzare il fermo d'acciaio. Fallito il primo tentativo, i vigili hanno a loro volta chiamato i colleghi perché portassero al pronto soccorso degli attrezzi più consoni al delicato intervento. Neppure così sono però riusciti a rompere l'anello. Allora i medici del pronto soccorso hanno imbarcato sull'ambulanza il 35enne e lo hanno trasferito in ospedale per un delicato intervento chirurgico.»
La prima volta che giocai al gioco dell'Editore in Fiera [una variante del Mercante in Fiera, n.d.r.] fu alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, nell'anno 1999.
"Casa editrice mia, casa editrice mia, per piccina che tu sia, tu mi sembri una badia!" pensavo emozionato, in attesa che i visitatori cominciassero ad affluire dai cancelli d'ingresso e i primi curiosi sostassero davanti alla vetrinetta delle neonate "Edizioni Libri Molto Speciali"¹:- )
L'anno dopo resi il gioco ancora più ardito: approdai nientemeno che al Salone del Libro di Torino, oggi Fiera Internazionale del Libro di Torino: vedi
Purtroppo, un poco alla volta, dovetti rendermi conto di avercelo troppo piccolo (il budget) per poter recidere adeguatamente il nodo gordiano [vd http://it.wikipedia.org/wiki/Nodo_gordiano ] della distribuzione e così, dopo circa quattro anni di appassionata sopravvivenza, mi rassegnai a chiamarmi fuori... non senza essermi divertito quanto bastava, nel frattempo°-*
(Venezia, il Ponte dei Sospiri¹... ieri)
(Venezia, il Ponte dei Sospiri¹ ... oggi, ammesso che riusciate ancora a individuarlo)
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(1) «... Questo caratteristico ponte di Venezia, situato a poca distanza da Piazza San Marco, scavalca il Rio di Palazzo collegando con un doppio passaggio il Palazzo Ducale alle Prigioni Nuove, il primo edificio al mondo costruito per essere appositamente una prigione. Serviva da passaggio per i reclusi dalle suddette Prigioni agli uffici degli Inquisitori di Stato per essere giudicati... Il termine sospiri sta a indicare solamente l'ultimo respiro che i condannati emettevano nel mondo libero perché una volta condannati nella Repubblica dei Dogi non si poteva tornare indietro... »
[Da http://it.wikipedia.org/wiki/Ponte_dei_Sospiri ]
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Avessi qualche potere politico a livello di ente locale, mi rifiuterei nel modo più assoluto di sottostare alle spudorate richieste dei pubblicitari: megapannelli chiassosi e lesivi sia della dignità dei monumenti da essi ricoperti, sia di quella dei loro contemplatori. Non siamo a Las Vegas, ma a Venezia! La via di mezzo è la migliore: ben vengano gli sponsor dei restauri, ma sottostìano - loro sì! - a regole ben precise e ragionevoli: riprodurre la parte di monumento ricoperto limitandosi ad apporre la griffe in forma sobria in un angolo...
(Venezia, la Biblioteca Marciana)
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(Foto in alto da http://www.forumlive.net/proposte/muri%20e%20ponti/pontifamosi/ponte_sospiri.jpg;
Foto centrale e foto in basso di Lucio Angelini )
LA SVOLTA NARRATIVA (A 180°)
La mamma dei gonzi è sempre incinta e qualche tardivo mammalucco
disposto a credere alla sempre più stracca balla del New Italian Epic di tanto in tanto salta ancora fuori.
Si sa che per imbonirsi Wu Ming 1 - ormai - c'è una sola via: dargli del
rapsodo, dell'aedo o del contastorie. Appena si sente accostare ad Omero lui ha un orgasmo immediato e ti inserisce d'ufficio nella Nebulosa dei Prodi. Se, invece, non prendi per oro colato ("oro di Bologna") tutto quello che blatera in bononian English, sei un troll.
Gli ultimi a carminarlo, pardon, carmillarlo sono stati, in ordine di tempo, Maurizio Vito (qui:
http://www.carmillaonline.com/archives/2009/05/003036.html#003036 )
e Valentina Fulginiti (qui:
http://www.carmillaonline.com/archives/2009/05/003044.html )
Ma il sogno segreto di Wu Ming 1 è convincere Fabri Fibra a modificare il testo di Rap in Vena come segue:
"Io me ne sbatto il cazzo del Postmodernismo
Io spruzzo Epic Rap in vena
Io spruzzo Epic Rap in vena ooh!
Io me ne sbatto del Postmodernismo
Io spruzzo Epic Rap in vena
Io spruzzo Epic Rap in vena ooh!
Per essere un fallito uguale a me tu che fai?
Piscio sui postmoderni e poi ti incolpo con la faccia che c'hai
Scrivo abbasso l'ironia su questo muro con lo spry
Sborro sulla tastiera guardando il NIE web-site!
Schizzo frasi e le sborro su queste basi
Che escono dalla Nebulosa come il sangue dai vostri nasi... "
(Eccetera)


(Carla Forcolin)
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(La foto di Carla è di Lucio Angelini)
Mark Cavendish si aggiudica la prima maglia rosa del Giro del 2009...
disegnata quest'anno da Dolce & Gabbana
ma di maglie rosa ce n'erano comunque in abbondanza per tutti (ad appena 10 euro)

tanto che alla fine ne ho comprata una anch'io (con aggiunta di cappellino).
Quanto a lui (Ivan Basso), sta aspettando con pazienza il suo turno*-°
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[Foto di Lucio Angelini, tranne una (indovinate quale), che è di A. Bianchi.]
Il team Liquigas prima di salire sul palco alla presentazione del Giro d'Italia.
Team Liquigas sul palco:
111) BASSO Ivan (Ita), 112) AGNOLI Valerio (Ita), 113) CARLSTROEM Kjell (Fin), 114) MIHOLJEVIC Vladimir (Cro), 115) PELLIZOTTI Franco (Ita), 116) QUINZIATO Manuel (Ita), 117) STANGELJ Gorazd (Slo), 118) SZMYD Sylvester (Pol), 119) VANOTTI Alessandro (Ita).
(Colonne)
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(Foto di Lucio Angelini)
Il sindaco Cacciari alla presentazione del Giro d'Italia ieri in piazzetta San Marco. Ha dichiarato: «Sul ciclismo potrei partecipare a Lascia e Raddoppia!» [Lo si vede spesso in bicicletta al Lido di Venezia, n.d.r.]
Uno dei più grandi campioni di tutti i tempi, Lance Armstrong, sul palco.
Lance Armstrong si allontana verso la gondola...
In bocca al lupo, Lance!
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«La sua carriera è stata funestata nell'ottobre del 1996 da un cancro ai testicoli, sconfitto nel 1998; a seguito di ciò è diventato un simbolo della lotta a questa malattia, che sostiene con numerose iniziative, tra le quali la fondazione della Lance Armstrong Foundation molto nota anche perché finanziata da un'idea di Lance: il braccialetto Livestrong» ... «Per ragioni sconosciute alla scienza, i muscoli di Armstrong producono meno acido lattico del normale. Il punto a favore di Lance è che il suo organismo elimina l'acido lattico in un modo più efficiente, dandogli la possibilità di mantenere più potenza per un periodo di tempo più lungo; inoltre, Lance Armstrong metabolizza il suo ossigeno meglio di molti corridori . E Lance non appare avere molto calo nella sua capacità di rinnovamento ossigenatorio mentre sale sempre più in alto nelle montagne». (Da Wikipedia)
«Armstrong ha affermato che si presenterà per il dovere di riportare attenzione sul problema del cancro, ma che ce la metterà tutta per dare il massimo, confrontandosi con i rivali più giovani (vedi video da Gazzetta).» (Da http://www.suipedali.it/articolo/giro-d-italia-2009-ci-sara-anche-lance-armstrong/837/ )
VIDEO: QUI
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(Foto di Lucio Angelini)
Grandi navi in laguna, a un pelo da San Marco...
(Vd: http://www.youtube.com/watch?v=Zx8pWUTnp4w )
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(Foto di Luan)
(9 maggio 2009: 1° tappa del Giro d'Italia al Lido di Venezia)
«È grande la soddisfazione di poter ancora una volta ospitare, a dodici anni di distanza, la prima tappa del Giro ciclistico d’Italia, e per di più nella straordinaria occasione del suo Centenario. Nell’isola di Lido, Venezia offrirà al Giro un percorso di grande effetto spettacolare, tra le acque della laguna e le acque del mare, e insieme di alto valore tecnico: quasi a dimostrare la compatibilità dell’ambiente veneziano ad accogliere le più avanzate manifestazioni della vita contemporanea, ivi comprese sfide agonistiche ai massimi livelli, come la recente Venicemarathon. La presenza della “corsa rosa” è di grande importanza per Venezia, che oltre alla gioia e all’orgoglio di ospitare i campioni del ciclismo e la carovana del Giro, ha la grande opportunità di offrire all’Italia e al mondo un proprio aspetto inusuale, vivace e vitale, fortunatamente ben diverso e migliore di quella sbagliata immagine di città stanca e degradata con cui troppo spesso viene raffi gurata. L’Amministrazione comunale è perciò impegnata a compiere ogni sforzo per dare al Giro d’Italia la collaborazione più intensa e l’ospitalità più amichevole. Mi piace rimarcare come anche nel confronto sportivo, corretto e rispettoso dell’avversario, pur nell’acceso agonismo – così come nell’accoglienza ai turisti, nelle grandi mostre, nei numerosi convegni – Venezia onora il suo ruolo, storico e sempre attuale, di luogo aperto e privilegiato di incontro e di dialogo tra popoli e culture diversi, che vuole conservare e potenziare al servizio della pace nel mondo. In questo spirito, per la presentazione delle squadre, composte da ciclisti di molti Paesi, la città concederà con gioia il suo spazio più prestigioso, Piazza San Marco.
http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/2009/it_tappa_01.shtml
Il giorno giovedì 7 maggio 2009 alle ore 15.30 si terrà in Piazzetta San Marco a Venezia l'evento ufficiale di presentazione delle squadre partecipanti all'edizione 2009 del Giro d'Italia, che festeggia quest'anno i cento anni dalla sua prima edizione.
L'evento, verrà trasmesso in diretta su Rai 3 dalle 16.00 alle 17.15 e vedrà alternarsi sul palco allestito sotto la Loggia Foscara di Palazzo Ducale le 22 squadre e tutti gli atleti partecipanti al Giro.
La diretta Rai sarà condotta, sotto la regia di Nazzareno Balani, da Auro Bulbarelli, Davide Cassani e Alessandra De Stefano, ovvero lo staff di Rai Sport che curerà la diretta di tutte le seguenti tappe.
Saranno il Sindaco di Venezia Massimo Cacciari e il Presidente del Comitato Tappa Mauro Pizzigati a dare il benvenuto in città agli atleti, che sabato 9 maggio si contenderanno la prima maglia rosa percorrendo i 20,5 km della cronometro a squadre sul percorso del Lido di Venezia.
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(Testo da http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/2009/it/index.shtml
Immagine in alto da http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/2009/planimetrie/t01_plan.html )
Massimo Cacciari, Sindaco di Venezia.»
e
Valerio Evangelisti in Messico
Lo sanno tutti che Valerio Evangelisti è andato in Messico al solo scopo di importare e diffondere nella meschina e reazionaria società letteraria italiana il virus della febbre suina. E se si illude di contrastare le dicerie sulla sua missione con articoli quali:
http://www.carmillaonline.com/archives/2009/05/003033.html#003033
si sbaglia di grosso. I radical chic Giuseppe Genna e Roberto Bui, con la pasionaria de' noantri Loredana Lipperini, fanno finta di niente, ma sul ponte dell'untore Evangelisti sventola bandiera inequivocabilmente nera*-°
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(Immagine da http://georgiamada.splinder.com/post/8595402 )
Il viandante che da Riva del Garda imboccasse il sentiero 404 verso il Bastione, proseguisse per il 405 verso il Belvedere della Grola e di lì si inerpicasse verso Bocca d'Enzima - Cima Capi...

(Gianluca Ginoble con il Sindaco di Roseto degli Abruzzi)
Come sarebbe bello se i grandissimi talenti di ogni campo d'espressione emergessero con la semplicità e la tempestività con cui è emerso quello di Gianluca Ginoble, vincitore dell'edizione di quest'anno di 'Ti lascio una canzone'. Evviva il talento vero. Buona carriera, Gianluca!
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(Immagine da http://www.comune.roseto.te.it/archivi_fotocomunicati/20090403094643.jpg )

1 maggio 2009 ore 11.00
Oasi Wwf Dune degli Alberoni
visita guidata in occasione della biciclettata al Lido di Venezia
organizzata dal circolo ARCI 'Pablo Neruda'
La cartina mostra, in giallo, l'isola del Lido e la sua posizione rispetto a Venezia. Ieri - 1° maggio - mi sono spostato (di nuovo in bici) all'estremità sud del Lido, per visitare con un esperto del WWF l'oasi delle dune degli Alberoni ["Alberoni" è il nome della piccola località situata di fronte alla Bocca di Porto di Malamocco, a circa 9 Km da Lido Centro, n.d.r.], classico "paradiso di biodiversità dietro l'angolo".
Si tratta, infatti, di "una delle ultime aree costiere nelle nostre zone in cui si sono conservati gli ambienti tipici dei litorali alto adriatici come le dune sabbiose, i boschi litoranei e le aree umide retrodunali"... "Dal mare verso l'interno si succedono i caratteristici ambienti psammofìli: la spiaggia nuda antistante le dune, in prossimità della linea di battigia; le dune embrionali e le dune mobili, con vegetazione pioniera e consolidante e una fauna a caratterizzazione mediterranea".
(Altezza massima delle dune degli Alberoni: 14-15 m s.l.m.)
(Tabellone all'ingresso dell'oasi delle Dune degli Alberoni)

Leggo qui:
http://www.wwf.it/client/render.aspx?content=0&root=1367
«Dune pioniere e mobili colonizzate da Ammophila littoralis e dune consolidate da vegetazione erbacea xerica. Alle spalle delle dune è presente una vasta pineta di circa 30 ha. Vaste praterie umide interdunali. Sulla duna dominano le specie endemiche caratteristiche dei litorali sabbiosi dell'Alto Adriatico come lo sparto pungente, la medica marina, lo zigolo delle sabbie. Il retroduna è ricoperto da tappeti di muschio Tortula ruralis e da una vegetazione steppica tra cui il raro fiordaliso di Tommasini e l'apocino veneziano. L'area boscata a pino domestico e pino marittimo è in fase di riconversione in bosco misto a latifoglie con leccio, orniello, roverella e con la diffusione spontanea del pioppo bianco. Si possono osservare orchidee come la cefalantera maggiore e l'ofride fior d'ape. Nelle depressioni umide interdunali prevale il giunco nero e la canna di Ravenna.
Ricca è la presenza di avifauna con gruccione, fratino e fraticello, che nidificano anche sulla spiaggia, mentre nelle aree più interne sono presenti il crepuscolare succiacapre, dal suggestivo canto notturno, e tra i passeriformi l'occhiocotto, il canapino e lo zigolo nero. Tra i rapaci nidificano lo sparviere e il gheppio ed è avvistabile durante il passo il falco pecchiaiolo, il falco pellegrino e il nibbio bruno. Nelle aree boscate nidificano il rigogolo, il picchio rosso maggiore, il gufo comune e l'assiolo. Tra rettili e anfibi sono da segnalare il biacco, la lucertola campestre e il rospo smeraldino, protetti dalla Direttiva "Habitat" (92/43/CEE), mentre tra i mammiferi sono comuni il riccio, il topo domestico e la crocidura minore.
L'area è estesa 160 ettari ed è gestita da WWF Veneto e Comune di Venezia, in accordo con la Provincia di Venezia. L'area a pineta è gestita dai Servizi Forestali di Treviso e Venezia. Sentieri interni all'area di pineta; percorso segnalato sull'area del molo nord di Malamocco. È possibile chiedere informazioni all'Agenzia per l'Ambiente, situata nella piazza degli Alberoni.» (Vd anche http://www.veneziasi.it/content/view/?id=1893&Itemid=331&lang=it )
(Tratto di territorio ricoperto di muschio Tortula ruralis e piantine di scabiosa).

(Uno dei sentieri tra le Dune degli Alberoni.)
Dietro il fronte dunoso più elevato è presente un vasto ambiente boscato di pineta, creato da un rimboschimento del dopoguerra e oggi gestito dai Servizi Forestali Regionali. L'area boscata a pino domestico e pino marittimo è in fase di riconversione in bosco misto a latifoglie con leccio, orniello, roverella e con la diffusione spontanea del pioppo bianco. Si possono osservare anche orchidee come la cefalantera maggiore e l'ofride fior d'ape.
Al ritorno dall'escursione, ovviamente, sono passato per la mia amatissima ciclabile lungo i Murazzi:
(La più bella ciclabile del mondo, a pochi metri dal mare, lungo i Murazzi del Lido di Venezia )
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(Foto di Lu.An.)