
"Ma che musica che musica che musica maestro
Hai trovato la via giusta per la celebrità
Ma che musica che musica che musica maestro
Questa bella sinfonia il mondo canterà"
(Raffaella Carrà: "Ma che musica maestro!")
Ogni tanto vado a dare una sbirciatina al sito di Giuseppe Genna (www.giugenna.com) per vedere se nel frattempo l'autore di "HITLER" si sia deciso a riportare, oltre quella del mio compaesano Giuseppe Bonura e tante altre, anche la mia recensione in cinque puntate del romanzo col frego tirato sopra, ma, ahimè, resto puntualmente deluso. Il birbantello, infatti, che ormai pensa solo alla Daria Bignardi, non mi caca proprio. E dire che l'avevo scritta solo per amor suo, la miniserie, perché a me di torturarmi il cervello per chiedermi se Hitler fosse una persona in carne e ossa o non piuttosto una non-persona [= discesa di cielo in terra, insieme al lupo Fenrir, a mitologia mostrare, n.d.r.] in realtà fregava abbastanza poco, anzi, a dirla tutta, d'istinto appoggerei senz'altro la prima ipotesi. In compenso, scartabellando fra le analisi che GIU-GIUgenna ha GIU-GIUdicato più ostensibili della mia, ho trovato interessante il cappello posto in testa alla rece di WU MING 1 «Spàrati, Adolf. Spàrati adesso»:
http://www.giugenna.com/hitler_romanzo/wu_ming_1_su_lunita_sul_romanz.html
"Non riesco ad ascoltare Wagner tanto a lungo. Dopo un po' mi viene voglia di invadere la Polonia". È una celebre battuta di Woody Allen, densa e folgorante. L'allusione è chiara: la musica di Richard Wagner - colonna sonora prediletta dei crimini nazisti - è stata per molto tempo proibita in Israele. Nel 2001 il pianista e direttore d'orchestra Daniel Barenboim ruppe il tabù e le reazioni furono violente, si discusse a lungo, si riaprì il dibattito su "Wagner precursore del Terzo Reich". Intervennero intellettuali prestigiosi, Edward Said difese la scelta di Barenboim e scrisse che la musica di Wagner ("ricca e straordinariamente complessa") andrebbe in parte separata dal suo compositore ("personaggio oggettivamente ripugnante"). Vecchio e irrisolvibile dilemma, il rapporto tra autore e opera. Oggi possiamo apprezzare un'ouverture di Wagner senza patemi d'animo, ma nel mondo tedesco fin-de-siècle le sue opere, miscelate ad altri reagenti, ebbero un effetto politico e mitopoietico, contribuirono ad alterare la chimica della mente sociale. Lo stesso Adolf Hitler, com'è noto, era un grandissimo fan di Wagner. A conquistarlo era la titanica teatralità di Wagner. Si esaltava per la rappresentazione maestosa, andava in trance per la grande e percussiva messa in scena. Wagner calza scarpe chiodate, parte alla carica, ti assalta e frastorna finché non ti domina totalmente. Francis Ford Coppola si riferiva a questo quando, in Apocalypse Now, mostrò gli elicotteri USA calare sui villaggi vietnamiti al suono della Cavalcata delle Walkirie... "
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[Immagine da http://solomonsmusic.net/HitloH.gif ]
