(Stephen King) STEPHEN KING E IL NOVELLINO 
(NOVELLA 89: edizione filologica a cura di Lucio Angelini)
«QUI CONTA D’UN UOMO DI CORTE, CHE COMINCIÒ UNA NOVELLA IL CUI MISTERO NON VENIA MAI MENO.»
Brigata di cavalieri cenavano, una sera, in una gran casa fiorentina; ed avéavi un uomo di corte, Stephen King, il quale era grandissimo favellatore. Quando ebbero cenato, cominciò una novella, “Colorado Kid”, il cui mistero non venía mai meno. Uno donzello della casa, che servía, e forse non era troppo satollo, lo chiamò per nome e disse:
“Quelli che t’insegnò cotesta novella, non la t’insegnò tutta.”
Ed elli rispose: “Perché no?”. Ed elli rispose: “Perché non t’insegnò lo svelamento del mistero.”
Onde quelli dapprima lo guardò stortamente, poi disse:
“Cretino d’un donzello, non hai capito un cazzo. Il mio non è uno dei soliti racconti mystery a cui magari sei abituato tu, ma un ben più raffinato meta-mystery, o mystery-about-mystery, in cui il mistero di chi abbia ucciso chi e perché non conta proprio nulla rispetto al mistero di cui il narratore, spiazzando tutti, di punto in bianco circonda le proprie intenzioni.”
“E ’sti cazzi?”, avrebbe voluto rispondere il donzello, ma subito si vergognò e si tacque.
Altre versioni:
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89] Qui conta d'uno uomo di corte che cominciò una novella che non venia meno.
(Traduzione in italiano recente di Roberto Tartaglione, da http://web.tiscali.it/scudit/mdnovellino1_7.htm) Brigata di cavalieri cenavano una sera in una gran casa fiorentina; et aveavi un uomo di corte, il quale era grandissimo favellatore. Quando ebbero cenato, cominciò una novella che non venia meno. Uno donzello della casa, che servia e forse non era troppo satollo, lo chiamò per nome e disse: "Quelli che t' insegnò cotesta novella non la t' insegnò tutta." Et elli rispuose: "Perché no?" E que' disse: "Perché non t' insegnò la ristata." Onde quelli si vergognò e ristette.
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“In una bella casa di Firenze stava cenando una sera un gruppo di amici. Verso la fine della cena uno di loro cominciò a raccontare una novella lunghissima, che non finiva mai.
Allora un servo, che forse aveva voglia di andare a mangiare anche lui, lo chiamò per nome e gli disse:
"Guarda che quello che ti ha raccontato questa storia non te l'ha insegnata tutta!"
"E perché no?" domandò il chiacchierone.
"Perché non ti ha insegnato come finisce" rispose il servo.
E così il chiacchierone si vergognò e rimase buono e zitto tutto il resto della serata.”
